Camminare soli tra i sentieri che fiancheggiano le ferite delle montagne attorno a Montevecchio, tra rocce antiche multicolori rese brillanti dalla pioggia, osservare il muschio rigoglioso e il verde, finalmente vivo, della folta macchia mediterranea, è bello tornare allo sbarramento della diga Donegani, in zona Zerbini.
La pioggia intermittente, leggera e inesorabile, accompagna il passo del camminatore, le nuvole giocano con un cielo avaro di luce in un pomeriggio invernale. Torna alla mente il detto che “La pioggia caduta il 2 di Dicembre, giorno di santa Bibiana, durerà un mese e una settimana”. Piove, sì piove! Questo il senso del proverbio popolare comune a tutti i dialetti e lingue parlate in Italia. Dal 2 dicembre, anzi da prima, la pioggia non ha smesso di venir giù e le giornate uggiose hanno accompagnato le festività natalizie, la fine del 2020 e l’arrivo del 2021. È la stessa pioggia che conduce verso la primavera, e accompagna la speranza di tornare alla normalità dopo un anno di cambiamenti dei quali non conosciamo gli sviluppi.
Ma la diga, si potrebbe obiettare, a differenza del luglio 2020, è tornata a essere piena. Le acque del Rio Mannu, quelle del rio Gutturu Gureu e degli altri rivoli minori, rumoreggiando tra la folta macchia mediterranea, si riversano nel bacino ormai pieno. Il livello massimo consentito dallo sbarramento è stato raggiunto e, superato lo sfioratore, tra schiuma e spruzzi, rumoreggia riversandosi in uno dei tre canali che le indirizzano a valle sul bacino di contenimento di Zerbini.
Nei primi mesi dell’estate, l’allarme, tra i più attenti al territorio, è stato grande per lo svuotamento totale della diga. Non si conosceva il motivo della fuoriuscita dell’acqua dall’invaso, nessuno organo istituzionale, né l'Afenzia regionale del distretto idrografico, né l’amministrazione comunale, né altro ente informato aveva diffuso un comunicato che spiegasse perché, in piena estate, con la carenza d’acqua che da sempre caratterizza la nostra regione e con il rischio incendi si stesse buttando a mare tanta acqua. La fantasia di chi conosce questi luoghi per averne percorso a piedi o con altro mezzo stradelli e sentieri si è scatenata, e anche quella di chi non li conosce e non li percorre. Si è scomodata la memoria storica e gli antichi fasti di una Montevecchio che non c’è più. In molti si sono sentiti, anche se solo moralmente, custodi di questa porzione di territorio.
A spiegare l’arcano e mettere d’accordo tutti ha provveduto l’ex sindaco di Arbus Antonello Ecca che sulla diga di Donegani, in una comunicazione del 9 dicembre, ha scritto:” Ecco la nostra bella Diga. Nuovamente piena grazie alle piogge di questi giorni. … grazie al lavoro di sostituzione delle vecchie valvole che avevamo fatto tra agosto e settembre. ... Lo svuotamento si creò per le valvole deteriorate e altri problemi”.
Il bacino è nuovamente in funzione. Inutile elencare i benefici per l’equilibrio dell’ecosistema, per la flora e la fauna che lo abitano e per gli eventuali possibili utilizzi, dei quali spesso si è scritto, parlato e progettato.
Tutti sanno che l’acqua è vita, in questo caso è anche speranza se custodita, utilizzata e rispettata.
Che per il territorio dell’arburese e del guspinese il 2021 sia un anno di crescita in tutte le direzioni anche se, il cronista, arricciando il naso, potrebbe dire: “Non come gli anni passati…”, chi legge potrebbe aggiungere qualsiasi altro commento.
Buon Presente! Buon Futuro! … ne abbiamo bisogno tutti.
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