Gonnosfanadiga: scritte no-vax e contro l'assessore Raffaele Pes
Cittadini indignati e carabinieri che indagano sul fatto scoperto questa mattina a Gonnosfanadiga. I muri del cimitero sono stati imbrattati con scritte no-vax e contro l’assessore Raffaele Pes che ha ricevuto la solidarietà del sindaco. ...
Leggi di piùLe celebrazioni per la canonizzazione di Don Bosco nel 1934 a Cagliari e a Guspini
Il 31 gennaio si celebra San Giovanni Bosco. L'avventura di don Giovanni Bosco (1815-1888) era iniziata a Torino nella primavera del 1846, quando, rivolto alla gioventù più povera ed emarginata, fondava a Valdocco l’oratorio intitolato a Francesco di Sales. Da lì, la sua opera si diffuse in tutta Italia e nel mondo. Dopo aver avviato la Società Salesiana nel 1859, don Giovanni Bosco istituì nel 1872 il ramo femminile della congregazione, le Figlie di Maria Ausiliatrice. La prima presenza dei figli di don Bosco in Sardegna risale al 1898 quando a Lanusei nasce la prima casa salesiana con l’oratorio e il centro professionale. I salesiani arrivano a Cagliari soltanto il 13 ottobre 1913. Il 5 dicembre dello stesso anno, a Guspini, la Baronessa Rossi Meloni Maria e il marito, Barone Boy Antonio, con il rettore Mameli costituirono la fondazione “Asilo Nido di Santa Maria”, dotandola di una rendita annua di 30.000 lire; ne assume la direzione lo stesso don Pietro Mameli, parroco di San Nicolò, che ne redige anche lo Statuto e ne affida la gestione alle suore salesiane di Don Bosco che arrivano a Guspini il 26 ottobre 1914; il 22 novembre successivo l’asilo sarà riconosciuto come “ente morale”. All’atto dell’insediamento il parroco tenne un discorso, nel quale “considerava una grazia di Dio per i guspinesi la venuta delle salesiane e raccomandava la devozione a Maria Ausiliatrice. Illustrava poi il fine della nuova istituzione: accogliere e custodire gratuitamente i bambini poveri, provvedere alla loro educazione, dirigere la scuola materna, organizzare corsi di cucito e ricamo per le ragazze del paese e curare un oratorio ricreativo femminile”. Le suore salesiane, che negli anni operarono a Guspini, si resero meritevoli anche per l’assistenza economica e morale alle famiglie dei combattenti e degli orfani dei caduti nella Prima Guerra Mondiale, per l’educazione della gioventù e per l’istituzione dei cooperatori e cooperatrici salesiani”. In Sardegna, la crisi economica e sociale si era infatti aggravata con l’inizio della guerra, quando l’industria mineraria entrò in crisi. Una grande ondata di licenziamenti interessò la miniera di Montevecchio e la disoccupazione colpì anche gli altri settori dell’economia. Il calo della produzione agricola e l’aumento del costo della vita peggiorarono ulteriormente la situazione dell’Isola. Il 28 ottobre 1922, con la “marcia su Roma”, Benito Mussolini riuscì a imporsi al governo. Inizialmente sospettosa, la Chiesa trovò gradualmente nel regime fascista un interlocutore affidabile. L’atteggiamento del fascismo, d’altra parte, fu ispirato a realismo politico, e il regime evitò di entrare in contrasto con il Vaticano. Non mancarono, tuttavia, momenti di tensione, che ebbero il loro apice nel 1928, quando il governo sciolse tutte le associazioni non fasciste, compresa l’Azione Cattolica, che, con le sue attività, era entrata in conflitto con l’Opera Naz ...
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