Guspini: Sa Zeppara, nei campi marciscono i raccolti di mais


di Mauro Serra
A causa della eccessiva pioggia che ha provocato continui allagamenti, nell’agro di Sa Zeppara non è stato possibile tagliare interi raccolti di mais. «Le campagne sono restate perlomeno due mesi sott’acqua - sottolinea la Coldiretti - con decine di migliaia di ettari di terreno allagati perché non riescono più ad assorbire le precipitazioni cadute in misura straordinaria. Le precipitazioni meteoriche e la situazione idrogeologica del compendio di Sa Zeppara, in alcuni tratti sotto il livello del mare, ha prodotto allagamenti diffusi che non hanno permesso ai trattori di sfalciare il raccolto. I danni sono enormi, considerato le perdite avvenute in più parti della Sardegna il mais ha raggiunto trentacinque euro al quintale. Non c’è raccolto che non sia compromesso, patate, soia e mais fino al fieno che rimane a marcire nei campi con gravi problemi per l’alimentazione degli animali». A causare i danni sono stati sicuramente gli effetti del cambiamento climatico che quest’anno si è manifestato con un aumento del 53% per cento di precipitazioni in più rispetto alla media, «ma - denuncia l’associazione - ha contribuito anche l’azione dell’uomo che ha ridotto la capacità dei terreni di drenare l’acqua in eccesso, soprattutto in periodi di maltempo come quelli che stiamo vivendo. In alcune zone, per aumentare e rendere più ampie e facili da arare e seminare le superfici coltivabili, sono stati eliminati canali di scolo indispensabili per deflusso delle acque meteoriche». «Le condizioni meteo - sottolineano alcuni agricoltori - diventano ogni anno più estreme e imprevedibili. Con un contesto del genere, i terreni coltivati, spesso non possono essere utilizzati a pieno producendo un detrimento all’economia agraria».

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