È crollato il tetto dell’officina della stazione ferroviaria di Sciria. I locali, costruiti alla fine dell’ottocento, nel compendio minerario di Montevecchio, non hanno retto all’incuria e all’abbandono delle istituzioni. Il cedimento per fortuna non ha causato vittime, ma ha determinato il detrimento del patrimonio storico culturale. La copertura in tegole marsigliesi, rette dai legni ormai marci, non ha resistito alle ultime intemperie sgretolandosi all’interno dell’edificio che ha svolto un ruolo di grande rilievo nella storia economica e mineraria. Il danno al patrimonio storico culturale è ingente. La perdita di quella che è fu una delle officine all’avanguardia delle trasporto ferroviario (fu costruita nel 1874) è andata perduta. “Un disastro”. Il tetto e i locali, in stile liberty, della rimessa ferroviaria furono costruiti in piena espansione mineraria. L’officina venne costruita per la manutenzione delle locomotive e carri ferroviari e per la realizzazione della strada ferrata. Per i lavori di sbancamento del percorso e la costruzione di sette case-cantoniera, si spesero 370.000 lire. I lavori proseguirono anche negli anni successivi in quanto alcuni tratti della strada ferrata erano a dislivello, perciò si dovettero costruire dei viadotti. [caption id="attachment_96134" align="aligncenter" width="853"]
Il tetto crollato (foto Maurizio Onidi)[/caption]
Adiacente alla stazione di Sciria venne costruita una officina attrezzata che comprendeva anche un carro gru, con ponte in legno, per il sollevamento dei carri durane le manutenzioni.
A Guspini-Nuraxi, fu costruita la casa cantoniera più importante considerato che potevano accedere anche viaggiatori muniti di biglietto o autorizzati dalla direzione.
Fra la popolazione e studiosi della storia mineraria, ai fine della riutilizzazione di questi locali, le ricadute sono negative e si auspicano progetti utili per delineare possibili strategie operative di recupero, unitamente ad alcune riflessioni suscitate dalla complessa realtà dell’abbandono di siti di particolare interesse storico e artistico in differenti settori. Gli aspetti, sociologici, economici, urbanistici, risultano di fatto complementari a quelli architettonici e restaurativi. Pertanto da più parti si ritiene opportuno, il confronto con una precisa realtà territoriale, per il recupero di tanti siti caratterizzati da rilevante ricchezza storica, artistica, architettonica e urbanistica.
Oggi i locali sono crollati sotto l’incuria generale mentre si stava discutendo se fosse il caso del restauro dell’edificio.
Mauro Serra
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