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Graziella Salis tra arte e spiritualità
Nata ad Arbus dove vive e lavora ma cresciuta in Piemonte, Graziella Salis è senza ombra di dubbio una delle artiste più innovative del movimento pittorico contemporaneo in Sardegna. Le ultime due collezioni rese al pubblico, ad aprile al Civis di San Gavino e a fine giugno al VillacidrArte, hanno definitivamente consacrato al grande pubblico il suo talento e la sua grande e personalissima vena espressiva. La svolta artistica si ha nel 2012 con il concorso “Arte città amica di Torino” quando abbandonando il filone paesaggista abbraccia quello più impegnativo e del tutto personale di un’arte senza confini all’interno della quale l’incontro tra il pensiero e la spiritualità danno vita a tante magnifiche opere dipinte su tela “dove l’arte prepotentemente esplode in magnifiche Energie Spirituali potenti e soavi, dai colori intensi che inondano il cuore…”La Rivelazione dell’Ascensione Dio Padre-Madre” è il tema che domina e avvolge l’arte di Graziella Salis e che rivelano e conducono alla Verità non stereotipata ma fondamentale nella crescita spirituale dell’essere. Cinquanta finora le opere realizzate, quasi esclusivamente con tecnica acrilica e porporina, dalla pittrice arburese. Tutte accompagnate da messaggi e testi che la stessa pittrice ha avuto la “gioia” di produrre e recentemente pubblicare in libro catalogo. All’intera pinacoteca va riconosciuta una delicata personale bellezza dove, come afferma l’artista: «Togli il velo, scopri la verità e una nuova dimensione». Particolarmente interessanti l’opera n. 20 che raffigura il “Karma e la legge della causa-effetto”, l’opera n. 18 “Mente Collettiva” ed infine la n. 16 “Dolore ed Evoluzione” che raffigura il dolore e l’evoluzione spirituale. Gianni Vacca ...
Leggi di piùSerata in cantina: presentato il libro di Eliano Cau
Non solo vino per la cantina Trexenta che accoglie sempre più spesso momenti di intrattenimento culturale. Recentemente è stato presentato il romanzo di Eliano Cau, Son luce e ombra, editore Condaghes. L’autore, nativo di Neoneli ma residente a Sorgono, è un docente di lettere in pensione, conosciuto non solo nell’Isola ma, a quanto pare, nel resto d’Italia. L’evento infatti ha origine nel circolo dei sardi di Cesano Boscone (Mi), ambiente frequentato anche da Beatrice Spano, originaria di Gesico ma ancora in contatto con la Sardegna, che propone a Eliano di organizzare un incontro proprio a Senorbì. Per l’occasione viene coinvolta anche Vanessa Roggeri, autrice cagliaritana (Il cuore selvatico del ginepro, Fiore di Fulmine, ed. Garzanti, ma residente a Decimoputzu, la quale ha accolto volentieri l’invito di presentare il suo amico scrittore neonelese. Il romanzo parla di due religiosi, uno piemontese e l’altro sardo che, attraverso le campagne isolane del XVIII, fra il Barigadu e la Mandra Olisày, in una vera e propria missione popolare itinerante, incontrano esseri bisognosi di conforto spirituale e di accoglienza. La chiave storica descrive vicende, in una sorta di verismo post-litteram, da cui emergono la luce e le ombre di un popolo dal destino segnato e inesorabile. La sala-vendite della cantina, allestita da Agnese, Bettina ed Emma, ha accolto dunque gli scrittori e il pubblico per una serata di libri e musica dal vivo; il suono delle launeddas, della trunfa e de su suittu del geniale polistrumentista Orlando Mascia ha accompagnato la lettura dei brani. La produzione letteraria della nostra terra e i prodotti locali sono ancora una volta un binomio inscindibile; all’evento è stata associata la degustazione del “Sant’Efis” e dell’”Alter Nos”, due bottiglie d’annata con un chiaro riferimento alle nostre tradizioni. A fine serata sono stati offerti i dolci preparati dai sostenitori dell’iniziativa e da alcuni produttori artigianali senorbiesi, accompagnati da un passito imbottigliato per l’occasione. Giovanni Contu ...
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