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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Aiutiamoli a casa loro, adottandoli a distanza

Si fa presto a dire: «Aiutiamoli a casa loro» ( il mantra che oramai sembra volere unire i due Mattei,  boss della politica italiana, gli altri due, il grillo pentastellato e l'ex cavaliere, concordano da sempre). A casa loro ci siamo andati sin dai primi anni dell'800 (armati sino ai denti) e i disastri che abbiamo combinato competono per numero con le stelle appese a un cielo africano d'agosto. “Osteria dei moschetti, para ponzi ponzi po, in Italia siamo stretti, para ponzi ponzi po, allunghiamo lo stivale fino all'Africa orientale...” cantava mamma mia (era del '22) per farmi addormentare. Sembra ieri, era ieri. Alex Zanotelli, missionario comboniano direttore di “Nigrizia” e “Mosaico di pace” si rivolge alla stampa italiana, sentitamente ai giornalisti, perché “abbiate il coraggio di rompere l'omertà del silenzio mediatico che grava sopratutto sull'Africa. È  inaccettabile, continua nel suo accorato appello, il silenzio sulla drammatica situazione del Sud Sudan, ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti…  il silenzio sulla Somalia, in guerra da trent'anni con milioni di rifugiati interni ed esterni...la guerra del Centrafica che sembra non volere finire mai… il silenzio sui trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al lago Ciad, la peggiore crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l'ONU… È  inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi...”. Il Mediterraneo “Mare nostrum” diventato nel frattempo “Cimiterium nostrum”. In tanto sfasciume di umanità c'è comunque qualcuno che opera per arginare le emergenze, per cementare la pietra d'inciampo che, prima o poi, invertirà il segno di questa insensata politica. E allora sono andato a trovare Anna Agus, responsabile del servizio sostenitori di ActionAid Italia Onlus, associazione no profit, che da almeno un decennio ogni tanto mi manda una lettera (prestampata, ma che comincia sempre con caro Sergio…) per raccontarmi e darmi notizie di una certa Idah , una bimba “adottata a distanza”, come dicono loro, che ha casa nella regione di Mpulungu, Zambia, vicino al lago Tanganica, tanto per orizzontarci.  (Per i frequentatori del web basta cliccarne il nome su You Tube e la sentirete “dal vivo”, Anna intendo, c'è anche un suo video dove racconta dei bimbi nepalesi colpiti dal terremoto ). Il babbo di Anna era di Carbonia, lei e altri due fratelli, sono nati a Milano. Intorno ai suoi vent'anni, intanto che studiava lingue all'università, faceva “un po' di volontariato” per questi di actionaid (azione aiuto?), tipo imbustare volantini e roba simile, e si dimostrò così attiva che le proposero di lavorare a tempo pieno per l'associazione. Da allora, passati più di vent'anni, mi dice lei, fa il ...

Testo scolastico, ma quanto mi costi!

Ci prepariamo per la riapertura dei cancelli e il suono della prima campana nel terzo anno di quella che prende il nome di “Buona Scuola”. Molti problemi però sono sempre gli stessi. Ad esempio, le famiglie quanto hanno speso e quanto dovranno sborsare per far fronte all’acquisto degli strumenti essenziali per l’istruzione dei propri figli? Sicuramente tanto, troppo; zaino astucci, quaderni alla moda. E i libri? Nota dolente che affligge il portafoglio di molti genitori. Ma davvero il prezzo dei libri, che teoricamente dovrebbero rappresentare la voce di spesa più importante,  è diventato insostenibile? Abbiamo rivolto la domanda ad un esperto del settore, Massimiliano Capelli, promotore editoriale dell’agenzia CM scuola, con più di vent’anni di esperienza nella promozione editoriale. Ci siamo incontrati nella sala professori di un Istituto superiore di II grado, dove subito saltano all’occhio gli scaffali colmi di volumi, qualcuno datato, acquistati nel corso di questi anni da parte della scuola e naturalmente sempre a disposizione degli studenti. Notiamo subito che un volume prima dell’euro costava mediamente dalle venti alle trentamila lire; oggi, dai quindici ai venti euro. Il costo si attesta sull’aumento medio dei prezzi al consumo e quindi, considerata l’inflazione, non ci sono scostamenti significativi rispetto a molti altri articoli. Cosa è successo in questi quindici anni? Un fatto certo, sotto gli occhi di tutti; la profonda crisi del commercio da cui è aumentata la disoccupazione, il risparmio all’ultimo centesimo e ancor peggio, il timore, reale, di non farcela. Da quando si sono sviluppate le forme di acquisto on line, ci spiega il nostro interlocutore, alla comodità domestica si è aggiunto un piccolo risparmio, minimo ma sufficiente per indebolire progressivamente l’attività del commercio al dettaglio, e quindi delle cartolibrerie che, in questi anni appunto ha dovuto licenziare, e progressivamente smantellare il comparto librario. Le famiglie hanno veramente risparmiato? No, perché se prima era sufficiente un libro per materia, oggi, con la frammentazione delle discipline scolastiche, ogni ulteriore suddivisione di programmi comporta un testo specifico. Risultato: tre libri, più piccoli, al posto di uno. Però i libri si cambiano ogni anno; come mai. Semplice, i programmi, molte materie sono sempre più specifiche e quindi si richiedono aggiornamenti particolari, specialmente nei tecnici e professionali, gli Istituti che registrano maggiori iscrizioni. Certo il problema non si pone per l’Italiano e la Storia, ma se si parla di lingue straniere ad esempio, esiste un inglese particolare per il settore alberghiero, diverso da quello relativo al commercio, ancora differente da quello industriale. Insomma, per ogni anche minima variante, un libro in più. Esito? Zaini e scaffali pieni, portafoglio vuoto, conoscenze minime. Gli investimenti nelle nuove tecnologie avranno almeno attenuato questo rin ...

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