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Gianpaolo Spada: 50 anni di sacedorzio
Nella parrocchia della B. V. di Lourdes vestita a festa il 9 luglio 2017 l’intera comunità si è stretta a don Gianpaolo Spada per festeggiare il 50esimo anniversario della sua consacrazione avvenuta il 09.07.1967 nella parrocchia di San Benardino a Mogoro ad opera dell’indimenticato vescovo di Ales Terralba mons. Antonio Tedde. Il suo primo incarico fu quello di vice parroco nella parrocchia di San Pietro Apostolo a Tuili per un anno; successivamente ricoprì lo stesso incarico nelle parrocchie di San Nicolò a Guspini e del Sacro Cuore a Gonnosfanadiga, rispettivamente per 11 e 12 anni. Venne nominato parroco della parrocchia Natività della B. V. Maria a Genuri per 6 anni, per 3 anni ha ricoperto anche l’incarico di vice parroco della parrocchia B.V. Assunta a Sardara. Poi è stato vice parroco nella parrocchia Sant’Antonio da Padova nel suo paese natale a Villacidro e dal 12 gennaio 2002 il Vescovo di Ales- Terralba monsignor Antonino Orrù, lo nomina parroco della B. V. di Lourdes ove attualmente esercita il suo ministero pastorale. Don Giampaolo Spada ha festeggiato la ricorrenza presiedendo l’Eucarestia con lui hanno concelebrato il fratello don Giuseppe Spada e altri quattro confratelli sacerdoti: don Antonio Saiu, don Salvatore Pinna, don Giorgio Lisci e don Raimondo Virdis, rispettivamente parroci della parrocchia del Sacro Cuore e della parrocchia di Santa Barbara. Alla funzione religiosa hanno partecipati il sindaco Fausto Orrù e il comandante della locale stazione dei carabinieri maresciallo Fabrizio Pintus. Il sacerdote dall’altare ha ringraziato le autorità e l’intera comunità non ha dimenticato di ricordare don Giovanni Biancu, don Giuseppe Erbi e don Ettore Orrù che con lui furono consacrati sacerdoti mezzo secolo fa. Francesco Zurru ...
Leggi di piùSan Sisinnio, sa festa manna
Sa festa manna, celebrata in onore di San Sisinnio Martire, è patrimonio identitario per la comunità villacidrese. In passato era un evento importantissimo per l’economia agro-pastorale preminente nel paese, poiché segnava la fine e l’inizio dell’annata agraria con la chiusura ed il rinnovo dei contratti per “is srebidoris mannus e pitticus”. La chiesa omonima, nonostante l’evolversi dell’economia locale in direzione dell’industria, è stata sempre meta di migliaia di fedeli, tappa obbligatoria per gli emigrati di ritorno per le vacanze e attrazione per gli abitanti dei paesi vicini. L’attuale comitato parrocchiale, presieduto quest’anno da Sandro Montisci, si costituì quattro anni fa con l’intento di ripristinare le antiche tradizioni legate ai festeggiamenti religiosi e civili, avvicinare e istruire giovani che potessero garantire la continuità e conservare la memoria delle tradizioni, investire sulle risorse isolane e soprattutto creare una rete di collaborazione con associazioni operanti nel territorio. Un lavoro non facile né scontato, che in alcuni casi è maturato in risultati soddisfacenti, altri un po’ meno; certo è che, dopo quattro anni, nella settimana dei festeggiamenti, molto articolati poiché si celebrano per due giorni nella località campestre e per altri due giorni a Villacidro, il comitato è affiancato dalle proprie famiglie, da diverse associazioni che si mettono a disposizione e da decine di amici che si spendono per organizzare tutto al meglio, dal taglio di s’arramadura, al confezionamento delle bandierine, l’abbellimento della chiesa, i dolci tipici, gli offertori, il pranzo de is autoridadis, la cura degli ospiti «La strada è ancora in salita e se stiamo facendo bene facciamolo dire ai nostri concittadini», afferma il comitato parrocchiale, «è vero però che Sa festa manna ad oggi si regge quasi esclusivamente sulle forze della nostra comunità e in particolare delle attività commerciali e a noi piace leggere questo come una risposta positiva al lavoro che stiamo portando avanti e alla linea che abbiamo scelto». ...
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