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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Caritas: il servizio civile nel campo della multiculturalità

Gli operatori del servizio civile della Caritas della diocesi di Ales-Terralba sono quattro giovani (Sara Argiolas, Jessica Concas, Emanuele Macchis e Chiara Sabbatini) diplomati o laureati con tante esperienze anche  sul campo. E nella sede di San Gavino questi giovani seguono tanti progetti di integrazione nel campo delle migrazioni e delle relazioni tra culture diverse. In più sono i referenti dei progetti di alternanza scuola-lavoro di quasi 100 studenti degli istituti superiori di San Gavino (il liceo scientifico, delle scienze umane e linguistico “Marconi-Lussu”), Guspini (il tecnico) e Villacidro (il liceo classico e linguistico “Piga”). Sara Argiolas, 29 anni di San Gavino, è laureata in scienze dell'educazione e formazione ed ha le idee chiare sul proprio futuro: «Dopo un periodo per me difficile per darmi uno slancio nuovo e una svolta alla mia vita - racconta - ho deciso di valutare questa proposta. Cercavo un'occasione per conoscere nuove realtà e per crescere. Da grande? Spero di avere un lavoro a contatto con i bambini». Chiara Sabbatini, 28 anni, marchigiana, si è trasferita da qualche tempo in Sardegna e si è laureata ad aprile in mediazione linguistica, interprete e traduttrice: «Il servizio civile mi è stato suggerito da un’amica. Il campo delle migrazioni ( immigrati..=  l'apertura a nuove culture) - rimarca - è uno dei temi a me cari . Ho preparato la tesi di laurea su questi argomenti. Mi piace parlare in altre lingue. Per me questa è un'occasione importante per iniziare a lavorare nei campi sui quali mi vorrei specializzare. Un buon punto di partenza per obbiettivi a me vicini”» Jessica Concas, 26 anni di Gonnosfanadiga, è diplomata nelle scuola professionale Ipsia come  tecnico dei servizi sociali: “Mi piace lavorare – racconta - a contatto con la gente. dedicandomi a nuove esperienze, nuove persone e nuovi orizzonti, pensando alle persone più deboli. Mi piace rendermi utile. Per questo per un anno e mezzo sono stata volontaria nell'associazione <Io e te insieme> di Gonnosfanadiga che vuole restituire un sorriso a disabili. Da grande  mi piacerebbe lavorare nelle scuole o con gli anziani”. Emanuele Macchis di Villacidro ha 29 anni e si è laureato in giurisprudenza nel 2015: “Sono venuto a conoscenza del servizio civile quando ormai temevo di non farcela per l'età, ma sono invece riuscito per un soffio a farne parte. Il progetto mi ha colpito molto per il  carattere multiculturale e internazionale. Trovo stimolanti temi su incontro tra culture , le tematiche dell’immigrazione. Dopo tanti anni di studio vorrei mettere in pratica quanto appreso teoricamente”. Gigi Pittau ...

Il Terramaistus esce dagli argini dopo 15 anni

Un enorme lago in mezzo ai campi. Non lo si vedeva da quindici anni. I timori dei giorni scorsi sono diventati realtà. Il Terramaistus, a causa delle forti piogge, ha superato in alcuni tratti gli argini. A nord di Guspini, in località is mulinus, ha invaso terreni agricoli e frutteti. Anche se gli allagamenti non hanno destato segnali di pericolo, le autorità si sono subito allertate. «Il terramaistus era anni che non  usciva dal suo letto», afferma Franco Vaccargiu,  «danni o pericoli per le persone per il momento non ce ne sono perché sono  stati effettuati gli sgomberi dei residui, in particolare canne, che potevano bloccare il normale deflusso del fiume. L'acqua, dopo aver ricoperto i campi, si è fermata appena in tempo: a 200 metri dal fiume c'è una casa con lo scantinato. Un'altra abitazione, più a sud di Serpi, è stata sfiorata dall'acqua rimasta a una sessantina di centimetri dal piano terra». L'esondazione è lunga circa un chilometro, sulla riva a destra a valle del ponte che collega San Gavino con la statale 126.  «Una piena così, in questa zona, non si vedeva da quindici anni - ha osservato Aldo Fanari - anche se, allora, era finita con inondazioni che avevano prodotto danni. È già da domenica sera che osservo il livello di piena. È una quantità notevole».  «Il corso è uscito dalle sponde anche più a nord», ha detto Mario Tuveri che ha un’azienda agricola fra Guspini e Pabillonis, «ha allagato i campi rendendo impossibile raggiungere vari settori dell’azienda agricola». Altri proprietari di terreni, adiacenti al fiume, hanno fatto notare che la fuoriuscita del fiume dagli argini sono dovute alle piante che sono cresciute sulle sponde del fiume. «Anzi hanno rallentato la furia della piena», ha puntualizzato Dario Vaccargiu. «perché hanno creato una sorta di ostacolo naturale, impedendo all'acqua di scorrere velocemente. Da quando siamo arrivati qui, nel 1976, non abbiamo mai visto niente del genere. Una volta ogni contadino provvedeva al taglio delle piante e alla pulizia della riva che gli competeva. Ma oggi è praticamente impossibile, perché non appena si taglia una pianta, arrivano subito mille denunce». Mauro Serra ...

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