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Il corso del rio Pardu sarà spostato fuori dal paese

È da tanti anni un incubo per tanti residenti del paese. Ma ora diventa realtà l’idea di spostare un fiume per eliminare il pericolo dell’alluvione che incombe su alcuni quartieri del paese e mettere in sicurezza i residenti. E con questa finalità che sarà deviato lontano dalle case, a circa 400 metri dalla sua attuale posizione (nelle foto di Renato Sechi) il Rio Pardu, il corso d’acqua che attraversa la zona dell’attuale ospedale per poi proseguire nel suo tragitto a ridosso di via Tommaseo, dei quartieri di Ziviriu fino al vecchio passaggio a livello. Un fiume inattivo per buona parte dell’anno ma che nell’ultima alluvione del 18 novembre 2013 ha esondato mettendo a rischio la vita dei residenti e degli studenti di alcune scuole del paese. [caption id="attachment_17337" align="alignnone" width="450"] S Gavino ponte Via Villacidro foto fernanda pinna 30-01-18[/caption] Lo rimarca l’assessore ai lavori pubblici e alla pianificazione del territorio Stefano Musanti: «Il Rio Pardu sarà spostato fuori dall’abitato ed ora sono in corso le procedure per la gara d’appalto che porterà all’esecuzione delle opere. Questo consentirà di mettere in sicurezza il centro del paese dal momento che ora il fiume passa sotto l’attuale ospedale e scuole come il liceo scientifico. In questo modo si procederà alla pianificazione del territorio comunale individuando le aree di espansione edilizia del paese: il progetto del nuovo ospedale che si interseca con quello del rio Pardu è nato all’interno di questa nuova pianificazione». [caption id="attachment_17338" align="alignnone" width="600"] S Gavino ponte Via PO foto fernanda pinna 30-01-18[/caption] L’intervento prevede un notevole esborso economico e sarà assicurato da 3 milioni di un finanziamento regionale e un milione e 100mila euro messi a bilancio dalla precedente amministrazione comunale.  Al momento attuale i residenti guardano con ansia la stagione invernale perché bastano poche ore di intensa pioggia per far aumentare il livello dell’acqua anche perché la vegetazione ha ripreso a crescere rigogliosa. Inoltre oggi ci sono tanti terreni diventati non edificabili con l’adozione del piano di assetto idrogeologico: «Lo spostamento del fiume – aggiunge Stefano Musanti – toglierà buona parte del rischio in una zona molto vasta del paese e ci sarà di nuovo la possibilità di costruire sia in termini di edilizia pubblica che privata». In questo modo, anche grazie all’approvazione del piano particolareggiato del centro storico, avrà una boccata d’ossigeno il settore edilizio del paese che paga sia la crisi economica che l’imposizione di vincoli che da anni non permettono di costruire in molte aree considerate a rischio. Con la deviazione del Rio Pardu sarà invece possibile costruire o ristrutturare le case n un’area che va da viale Trieste a Ziviriu passando per via Dante. Ad oggi il Rio Pardu fa ancora paura anche perché il fiume passa tra le cas ...

Gianni Lampis: “La Sardegna che vorrei”

Le elezioni del 4 marzo potrebbero regalare a Gianni Lampis, 29 anni, di Arbus, un posto alla Camera dei deputati, dopo anni d’impegno nella vita politica del Medio Campidano, rigorosamente col centrodestra. Praticante consulente del lavoro, scende in campo a Oristano per  guidare la colazione di centrodestra: Forza Italia, Lega-Psd’Az, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia. Ha avuto qualche dubbio prima di accettare la canditura? Sarei ipocrita se dicessi di sì. Penso che la mia candidatura sia il naturale approdo di un percorso di impegno civico e politico, iniziato diversi anni fa, dapprima come semplice iscritto di partito e poi con una serie di esperienze nelle amministrazioni locali. La più significativa? L’incarico di vicesindaco ad Arbus, il mio  paese. Mi ha permesso di conoscere e capire le esigenze, le aspettative, i sogni di una piccola comunità. Gli amministratori del Comune sono l’avanguardia dello Stato: su di loro troppi oneri,  pochi onori. Esempio? Oggi lo Stato tende a scappare dai piccoli centri: chiudono le caserme dei carabinieri, le guardie mediche, l’ufficio postale. Seguono a ruota le banche e pure i rifornitori di carburante. Questa tendenza va fermata, incentiva lo spopolamento della Sardegna e delle sue aree interne. Soluzioni? In Sardegna, nel 2017, sono andati via oltre 7.000 giovani, in cerca di lavoro per se stessi, rinunciando alla famiglia che avrebbero potuto crearsi, con l’inevitabile diminuzione delle nascite. I bambini sono il migliore investimento da incentivare.   Agricoltura, trasporti, turismo: scelga una priorità.   Direi tutte. Per noi, l’insularità rappresenta un handicap economico: vorremmo invece che fosse la migliore opportunità in chiave turistica.  E’ possibile con una seria continuità territoriale. È sotto l’occhio di tutti lo stato di agitazione del comparto agricolo: pilastro dell’economia sarda, ma ultima ruota dell’agenda regionale e del governo centrale. Se non dovesse arrivare in Parlamento e dovesse farcela Cappellacci, Lei tornerà in Regione. Sarebbe staffetta tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.  Chiedo di essere messo alla prova. Sono convinto di restare sempre in mezzo alla gente, a prescindere dal risultato delle urna. Il dialogo e l’ascolto caratterizzeranno sempre il mio impegno fuori e dentro le istituzioni. Il Campidano è il suo bacino di voti, ma il resto del collegio?  Le amministrazioni locali mi sostengono. Il dialogo non è nato oggi, va avanti da tempo. Quale partito o coalizione teme di più?  Il voto di protesta che andrà a 5Stelle Medio Campidano - Pd: quanto è facile o quanto è difficile scardinare questo binomio Siamo gli ultimi in tutte le classifiche nazionali, facile o difficile dipende dai cittadini. A loro la scelta. Il centrodestra alle elezioni del 4 marzo, è  lo stesso delle prossime regionali? La coalizione di sicuro. Speriamo l’ingresso di altri partiti e movimenti locali. ...

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