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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Emozioni e Personalità di tipo b

Nei numeri precedenti, abbiamo conosciuto le emozioni che concorrono allo sviluppo di patologie nelle personalità di tipo A, maggiormente soggetti allo stress. Ora invece conosceremo meglio le caratteristiche comportamentali e psicofisiologiche della personalità di tipo B  alla quale appartengono individui tendenzialmente più sereni e rilassati: essi percepiscono il risultato del loro lavoro come appagamento, ricevendone emozioni positive. Sembrano proprio l’immagine speculare dei tipi A, ma non per questo si tratta di persone meno sveglie e/o produttive: sono semplicemente caratterizzate da meno eccessi, minore tensione e più pacatezza nell’adattamento alle esigenze dell’ambiente. Hanno bassi livelli di stress, complice una competitività selettiva e proporzionata alla reale importanza degli obiettivi da raggiungere; hanno un’aggressività "fisica" equilibrata, indotta da stimoli adeguatamente frustranti. Sperimentano meno emozioni collegate alla rabbia, partono quindi nelle discussioni con una aggressività di base ridotta; presentano una capacità di adeguarsi e di tollerare la diversità degli altri ed i loro differenti ritmi superiore alla norma. Se la personalità A è più soggetta allo sviluppo di patologie come l’ictus, la personalità B  è meno propensa a scatti d’ira ma tende  a sviluppare malattie dovute alla repressione della rabbia come psoriasi, morbo di Crohn, depressione, rancore, invidia, sfoghi cutanei, tic nervosi, mal di schiena, ulcere, emicranie, malattie del fegato, infarti, in alcune ricerche si parla anche di correlazione con lo sviluppo di neoplasie, il tutto collegato alla presenza eccessiva di livelli importanti di cortisolo, adrenalina, prolattina causati dallo stress e che se non vengono esperiti (valida sia l’attività fisica che la meditazione, ottima la musica per regolare le emozioni negative o anche il semplice urlare contro un cuscino) danneggiano il nostro equilibrio psicofisico. I minori in genere riescono a esperire la rabbia proiettandola nel gioco e incanalandola nella competizione che naturalmente va monitorata dagli adulti, genitori, educatori, allenatori così da divenire una tra le tante competenze del gioco di gruppo, non della corsa forsennata del singolo verso il successo. Dietro l’aria quindi apparentemente più spensierata e dai ritmi più tranquilli, non sempre si cela il benessere psico- fisico. Possiamo quindi concludere che il giusto equilibrio lo si ottiene in entrambi i tipi di personalità  utilizzando la nostra Intelligenza Emotiva, regolando adeguatamente le emozioni, prenderne atto e utilizzandole per raggiungere i nostri obiettivi. È infatti ormai assodato che anche nel percorso terapeutico in studio, i risultati e il cambiamento avvengono  non in base all’aumentare delle sedute (come se stessimo facendo una fisioterapia a un ginocchio dolorante), ma nel momento giusto in cui il paziente prende atto delle sue debolezze e delle sue forze; il cambiamento ...

Il Kavaliere Oskuro colpisce ankora!

Era il lontano 1986 quando Frank Miller scriveva una delle serie più importanti e seminali del fumetto: Il ritorno del cavaliere oscuro. Qui l’autore statunitense porta alle estreme conseguenze la dicotomia ideologica tra un vecchio Batman e un illuso Superman, con esiti dai risvolti tragici e destinati ad avere effetti in tutta la produzione fumettistica seguente. Risvolti che, trent’anni dopo, sono stati ripresi addirittura nel film Batman vs Superman: Dawn of Justice. Anche in questo caso, ma per altri motivi, con risvolti tragici. Nel 2017, invece, arriva Bruno Olivieri con Il Kavaliere Oskuro - Suvenirditalì e altre storie, che già dalle vignette iniziali, riesce a prendere in giro tutti questi imbelli mascherati che ormai hanno invaso qualsivoglia forma di intrattenimento. Sceneggiatore, disegnatore, colorista e giornalista pubblicista, Bruno vanta numerose collaborazioni editoriali (Walt Disney Italia, Humanoïdes Associés, Dupuis, Piemme, Panini Comics ed Edizioni San Paolo) e ora ha realizzato un’improbabile parodia del supereroe di Gotham City, utilizzandolo come veicolo per le proprie gag. Il suo Kav non vive avventure intorno al pianeta o su mondi alieni, ma è solo un uomo comune in calzamaglia. Insomma, un fesso. Un fesso, però, in cui è facile ritrovarsi. Basti pensare al modo di parlare dei personaggi presenti nella storia: un linguaggio da social, che si basa su meme, tormentoni passeggeri e sul non rispetto della grammatica italiana. La resa grafica del volume è perfetta per la fruizione dell’intera vicenda, con uno stile cartoonesco ma personalissimo, che rende riconoscibile il tratto ma non tradisce l’eroe parodiato. Non più, quindi, un essere dai poteri strabilianti o dai nemici sensazionali, ma un uomo che affronta multe da pagare, affitti, mail ingannevoli e tutte quelle trappole che un matrimonio con Catwoman di certo riserva. In aggiunta alle avventure di questo sgangherato Bruce Wayne, l’albo è arricchito da alcune chicche impareggiabili, come La Posta del Dottor Stréing, che vede lo Stregone Supremo della Marvel Comics come consulente in stile Cioè, e una tutt’altro che sexy Uonderuòman alle prese con delle ricette culinarie di dubbio gusto. L’albo è autoprodotto grazie al sostegno dell’associazione culturale Slowcomix, fondata a Prato nel 2009 con l’obbiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza del fumetto come strumento di comunicazione, dando risalto soprattutto a prodotti di difficile collocazione editoriale. Intervista a Bruno Olivieri Come è nato il Kavaliere Oskuro? In mezzo a tutto questo ammasso di paladini in calzamaglia a cui ormai siamo abituati, lui, che ruolo ha?  Potrei dire che il Kavaliere Oskuro nacque in una notte buia e tempestosa, in seguito a numerosi patimenti e tormenti interiori, per soddisfare il fabbisogno personale di denuncia sociale, perseguendo addirittura l’obiettivo della vittoria finale del bene contro il male e via discorrendo. Invece, m ...

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