Il soldato guspinese Salvatore Cocco


more
>L’associazione di cultura e teatro Granate Rosa, col patrocinio del Comune di Guspini, ha organizzato, nello scenario suggestivo delle case a corte di Guspini, l’evento “Oltre le trincee. In ricordo del soldato guspinese Salvatore Cocco” per celebrare il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale - per l’Italia le ostilità iniziarono il 24 maggio 1915 e si conclusero il 4 novembre 1918 - e ricordare i soldati caduti nella Grande Guerra a partire dalla vicenda di Salvatore Cocco, il guspinese scomparso il 30 gennaio 1918 all’età di 33 anni sul fronte di quel tragico conflitto. Le sue vicissitudini sono state ricostruite grazie alle memorie lasciate nel 1975 da Antonio, figlio di Salvatore e nonno di Rosalba Cocco che le ha raccolte e rese disponibili al grande pubblico grazie a questo evento da lei ideato e curato. «Il racconto di mio nonno - spiega - oltre a un riassunto della sua vita, traccia con precisione di date, di personaggi locali e avvenimenti salienti, un profilo del padre Salvatore» ed è stato ulteriormente approfondito dalle ricerche svolte presso l’archivio storico del Comune di Guspini e l’archivio di Stato di Cagliari, delineando in dettaglio la figura del soldato e dell’uomo che fu suo bisnonno. «Della Grande Guerra si è detto tanto, soprattutto delle battaglie, delle vittorie e delle sconfitte, di alti generali, di ufficiali e di eroici soldati premiati con medaglie» continua. Quel conflitto è stato tuttavia attraversato anche da tante microstorie quanti furono i soldati che vi presero parte: “Poco invece si è parlato – aggiunge – dei poveri soldati semplici che sono stati mandati a morire al fronte al grido di “Avanti Savoia!”, per cui si spendono ancor oggi poche parole e ai quali si dovrebbe dare maggiore voce e rilevanza, per dar loro la giusta dignità e far sì che le storie umili e eroiche dei nostri nonni e bisnonni non cadano nell’oblio”. La serata ha ripercorso gli avvenimenti principali di quella guerra, ricostruendone il contesto storico e gli orrori che la caratterizzarono attraverso la proiezione di foto e di documenti, la lettura di memorie, diari e testimonianze di chi ha vissuto in prima persona quella tragedia o ha dovuto subirla attraverso le sofferenze dei propri cari al fronte. L’intervento del prof. Lorenzo Di Biase, presidente zonale dell’ANPPIA, sul tema “Soldati guspinesi nella Prima Guerra Mondiale” ha ulteriormente impreziosito la manifestazione sul piano dell’approfondimento storico. I versi di una poesia - tratta dalla lettera di un ventenne caduto al fronte e egregiamente letta e interpretata dal giovanissimo Fabio Marongiu, studente della quarta elementare della scuola primaria di Is Boinargius - hanno infine restituito una dimensione umana alle sofferenze patite da quei soldati, riuscendo a coinvolgere anche i più giovani “affinché in loro – si puntualizza – resti viva la memoria storica e il prezzo pagato dai loro lontani bisnonni per conquistare la pace”. La partecipazione di giovani e giovanissimi è molto importante per gli organizzatori “perché a quasi cento anni da quell’immane tragedia che sconvolse il mondo è doveroso ricordare per non dimenticare e tramandare alle nuove generazioni la storia affinché ne traggano insegnamento e evitino gli errori del passato: l’orrore della guerra è sempre in agguato”. Un obiettivo che ben si concilia con l’attività’ di Granate Rosa che “è presente nel territorio da alcuni anni – commenta ancora la curatrice dell’evento – prefiggendosi di divulgare, promuovere e diffondere ogni attività di carattere storico-socio-culturale in tutte le sue forme, anche attraverso la drammatizzazione, avvalendosi sia della lingua italiana sia della lingua sarda”. L’associazione continuerà a lavorare sul territorio affrontando temi che variano dalla violenza di genere, ai problemi del mondo del lavoro, della scuola e della terza età fino al ruolo delle donne nella Grande Guerra e al lavoro femminile nella miniera di Montevecchio. Walter Tocco

© Riproduzione riservata