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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Il Comune vuole aprire un asilo nido

L’amministrazione comunale punta sulle nuove generazioni ed in particolare sui servizi all’infanzia. Così l’assessore alle politiche sociali Graziella Gambella e il sindaco Riccardo Sanna, insieme ai componenti della giunta, vogliono  attivare il servizio di Asilo Nido rivolto a tutti i bambini di età compresa tra i 6 e i 36 mesi. L’iniziativa, in considerazione dell’incremento delle nascite dell’ultimo periodo, vuole essere un servizio educativo e sociale che offre ai bambini fino ai tre anni d’età un progetto di crescita composto  da diverse esperienze finalizzate a sostenere le esigenze evolutive, a promuovere le relazioni con i coetanei e a favorire la loro esplorazione e conoscenza dell’ambiente. A tale proposito, per consentire al comune di valutare la fattibilità del progetto e mandare avanti gli adempimenti necessari, si chiede ai genitori interessati di manifestare il proprio interesse all’adesione al servizio rispondendo, attraverso l’apposito modulo disponibile sul sito web del Comune o negli uffici del Municipio. Renato Sechi ...

Per l’Istat Sardegna sempre più povera e la Caritas chiede di istituire l’Osservatorio

I dati (nudi e crudi) parlano chiaro e dicono come i poveri siano in aumento in Sardegna. Infatti, secondo i dati Istat, nel 2017 i poveri rappresentavano il 17,3 per cento della popolazione e se si raffronta con quello del 2016 dove si leggeva il dato del 14 per cento appare chiaro come la crescita sia notevole (oltre i tre punti percentuali). La conferma arriva ancora da un altro dato: ben in settemila si sono rivolti ai centri di ascolto della Caritas sarda in cerca di aiuto. L’identikit di chi si rivolge alla Caritas parla di persone per lo più senza un lavoro, con un titolo di studio medio-basso e quasi tutti con sulle spalle una famiglia. Dati e rilievi sono tutti contenuti nel Report 2018 riguardante ”povertà ed esclusione sociale in Sardegna” e divulgati dalla direzione regionale della Caritas. Chi rivolge alla Caritas mostra di avere bisogno prima di tutto di cibo. A seguire ci sono gli aiuti economici per poter pagare le bollette e le tasse, per acquistare farmaci o saldare prestazioni sanitarie oppure un aiuto per trovare lavoro o casa. Ma non sono soltanto i bisogni primari a gettare una fosca luce sullo stato sociale sardo. Sempre il report riporta infatti dati allarmanti sulla cosiddetta povertà educativa perché nel 2017 si è registrata l’incidenza più alta in Italia di giovani che non hanno proseguito gli studi dopo la licenza media: ben il 21 per cento contro il 14 per cento della media nazionale. Davanti a questi dati, la Caritas chiede alla Regione di istituire l’Osservatorio sulle povertà, già previsto da una legge del 2005 e mai diventato pienamente esecutivo. ...

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