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Teatro all’aperto: incontro con l’attrice Grazia Dentoni

Sei incontri con teatri rurali e contadini che fanno battere forte il cuore. L'attrice Grazia Dentoni è tornata a Serramanna per il secondo anno consecutivo per condividere la sua speciale arte e regalare nuove emozioni ai partecipanti delle pratiche di teatro all'aperto. L'esperienza, proposta dell'associazione culturale Ananchè, che ha partecipato ad un bando dell'Assessorato ai servizi sociali per la realizzazione di iniziative di animazione per la comunità,  in collaborazione con il comune di Serramanna, l'associazione Modellismo e Hobby e le Voci di Astarte, ha preso il via il 28 settembre e si è conclusa il 19 ottobre. Durante il primo incontro, dopo la visione del film Terra Madre di Ermanno Olmi, le parole di Bettina Pitzurra hanno fatto riflettere: “Il destino della Terra sta rinchiuso in un atto collettivo di riappacificazione, sentimento che dipende dalle scelte individuali, perché l'abbiamo assalita, e se non riconosciamo i semi, li abbiamo persi per sempre. Se anche nei riti teatrali riusciamo nell'opera di contrasto al dominio dell'economia drogata , abbiamo sconfitto la povertà indotta, l'individualismo della modernità riconquistando quindi, il nostro comunitarismo.” Alla fine dell'incontro, é stata ancora la voce di Bettina Pitzurra a far calare il silenzio nella sala del montegranatico, recitando Su Preigu di Raimondo de Muro: non solo il tempo si è fermato, ma è persino tornato indietro di milleni, facnedo sentire tutti parte di una Sardegna dimenticata, ma che arde ancora nell'animo di chi ama la nostra antica isola. Il 5 ottobre le parole dei Racconti della Nuraghelogia di Raimondo de Muro si sono trasformate in canto grazie all'ospite Luca Nulchis che, in poche ore, è riuscito a ad accordare le tante voci presenti creando un armonioso e coinvolgente canto a cuncordu. Il 6 Ottobre con la guida di Grazia Dentoni, il gruppo teatrale si è spostato a Pimentel presso le Domus de janas “Su Corongiu” e “S’Acqua Salida”. L'energia della quale è sono impregnati quegli incredibili monumenti di pietra, ha accolto i partecipanti, conducendoli in un'esperienza quasi spirituale. Semi, terra, lana, ricordi e le parole della grande Maria Lai, per mezzo della bocca dell'artista Grazia Dentoni, hanno fatto il resto, regalando a tutti una sensazione di rinascita e momenti di indimenticabile condivisione e unione. Durante il percorso teatrale il cerchio è stato un elemento ricorrente che ha messo tutti allo stesso livello: nessuno al comando ma tutti insieme verso un obiettivo comune. Proprio come accadeva nella società nuragica, come il ruolo che a quel tempo svolgeva la Donna, come ha ricordato ricordato l'artista, utilizzando ancora una volta le parole del compianto scrittore di Siurgus Donigala, Raimondo de Muro: "Perché io appartenevo alla stirpe sarda e la stirpe sarda, a differenza di tutte le altre stirpi umane, col Nuraghe si era costituita in una società matrilineare, una società imperniata sul ruolo d ...

La Regione si prepara a sostituire l'Aias. La fine di un regno cinquantennale

In tarda sera la Giunta regionale ha deliberato "l'autorizzazione del progetto di sperimentazione gestionale dell'azienda per la Tutela della salute e l'autorizzazione di una società per la sperimentazione". In pratica, sarebbe l'embrione della nascente società in house destinata a sostituire il servizio finora svolto dall'Aias. Nell'aprile dell'anno scorso il Consiglio regionale aveva votato a maggioranza la richiesta di recedere dalle convenzioni con gli operatori che non rispettavano le regole contrattuali. Tra queste, proprio, la puntualità nel pagamento degli stipendi. Regola che all'Aias non veniva attuata e che non è stata rispettata neanche quando gli era stata posta come condizione imprescindibile per vedersi rinnovare la convenzione. Di fatto questa scade il 31 dicembre e si impone quindi il bisogno da parte della Regione e dell'Ats di sostituire l'associazione che finora aveva fornito i servizi socioassistenziali e sanitari. Per la Regione si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo per evitare che le migliaia di pazienti in carico all'Aias restino senza servizio. Per l'Aias invece si tratta di un declino forse inimmaginabile ai tempi del suo fondatore Bruno Randazzo. ...

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