Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Dal 19 dicembre saremo più sicuri del pane che compriamo

Dal prossimo 19 dicembre non si potrà più vendere “pane surgelato o precotto” come “pane fresco”. Un recente decreto interministeriale impone infatti alle rivendite del pane di separare i prodotti e di specificare il tipo di produzione e conservazione. Potrà chiamarsi “fresco” esclusivamente il pane preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante. Sono 930 le attività di panificazione presenti in Sardegna che, quotidianamente, sfornano Civraxiu, Coccoi, Moddizzosu ma anche rosette, schiacciatine, baguette, bananine e lingue senza dimenticare il pane alla ricotta o quello con le olive. Un sistema, quello dei panifici sardi, che quotidianamente sforna circa 3.000 quintali di prodotto per un totale annuo che sfiora le 110 mila tonnellate posto costantemente sotto attacco da parte del surgelato che arriva dall’estero o da altre regioni d’Italia, dalla concorrenza sleale e dagli abusivi. ...

Complesso strumentale a fiati “Amilcare Ponchielli”: la musica come strumento di prevenzione alla violenza

Il complesso strumentale a fiati “Amilcare Ponchielli” di Sanluri è stato protagonista di due importanti iniziative: un seminario formativo “Emozioni tra Musica, Arte e Movimento” e, al termine, di una Conferenza dal titolo “Con-tatto - L’ascolto e la connessione emotiva per la prevenzione delle violenze a scuola e in famiglia”. Argomento comune ai due eventi è stato il connubio musica ed emozioni. Il seminario, al quale hanno partecipato i docenti, educatori e altre figure che operano nel contesto socioeducativo e sanitario del territorio, è stato tenuto da Nicola Pangia, educatore, formatore, Responsabile del CDM centro didattico musicale di Roma. Il corso ha proposto ai partecipanti un approccio metodologico secondo i principi dell’Orff-Schulwerk, che favorisce un apprendimento globale, inter e multidisciplinare per bambini (3-11 anni) attraverso l’integrazione di musica-danza-parola. «Un approccio così strutturato -  spiega il formatore - focalizza l’attenzione all’espressione e alla persona, ne facilita lo sviluppo e crea un clima di fiducia. Il “fare musica” insieme diventa così incontro con l’altro, condivisione, strumento di promozione della qualità della relazione nel gruppo. Il movimento come fondamento dell’apprendimento musicale e la costante associazione tra corpo, voce e suono avvantaggiano la creatività, attraverso processi che vanno dal gioco alla libera esplorazione, all’improvvisazione strutturata e alla composizione. L’Orff-Schulwerk va inteso come educazione “elementale” (purché non s’intenda con elementare una metodologia semplice o banale), elaborata sugli elementi specifici della musica: ritmo, armonia, movimento, etc. Si può dunque educare l’allievo, stimolandolo a tirar fuori il meglio di se sviluppando l’Empatia». [caption id="attachment_26646" align="alignleft" width="500"] Seminario di Nicola Pangia[/caption] Questi argomenti sono stati approfonditi al termine del corso, nella conferenza pubblica “Con-Tatto” in cui, tutti i relatori hanno approfondito il rapporto Musica-Relazione, come strumento di prevenzione e contrasto al bullismo e di sensibilizzazione alla violenza di vario genere. Per un buon educatore insegnare” non dovrebbe significare “inculcare” nozioni, ma stimolare l’apprendimento e la capacità del singolo a imparare secondo i propri tempi e competenze, educando all’ascolto e all’interazione nel gruppo. Accanto alla competenza della propria specialità, entrano in gioco altre discipline: la psicologia, la metodologia didattica, l’apprendimento per imitazione, il cooperative learning, ma soprattutto la fantasia, l’immaginazione e la creatività. Michela Floris, ricercatrice e docente alla facoltà di Economia dell’Università di Cagliari, ha sottolineato che occorrono diverse variabili per riuscire in un determinato progetto. Queste variabili sono conosciute come Soft Skills e rappresentano le competenze trasversali che si ac ...

Vai a tutti i contenuti