Salvatore Piredda, "Felicino" per gli amici, si è preso la sua rivincita dopo essere stato costretto ad abbandonare gli studi da bambino per andare a lavorare. Felicino", 98 anni compiuti a luglio, a settembre e tornato sui banchi di scuola per la licenza media. Frequenta la terza classe ad Arbus. Ogni mattina si fa accompagnare dalla figlia al portone dell'istituto e si accomoda in classe con i compagni tredicenni. «Sono passati novant'anni dal giorno che mio padre mi disse che preferiva che lavorassi anziché andare a scuola. Ora voglio prendermi la rivincita su mio padre e incoronare il sogno della mia vita», afferma Salvatore Piredda. «Tornare sui banchi», prosegue, «è stato bellissimo. In classe sto bene. I miei compagni sono fantastici. La vista non mi aiuta tanto, ma tutti si danno da fare per aiutarmi. Alcune persone dicono che i ragazzi di oggi sono egoisti, manon e così, sono semplicemente figli di questa società». Andare a scuola ci ha preso gusto ed è intenzionato a non fermarsi. «Voglio recuperare il tempo perduto», sostiene, «Il diploma di terza media è solo il primo passo. Dopo la licenza, non escludo la possibile iscrizione al liceo, continuando il cammino finché resterò su questa terra. Poi si vedrà».
Lorenzo Mocco
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