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Ingurtosu, nuove iniziative del Centro di Educazione Ambientale
di Gianni Vacca _________________ Prosegue l’attività del Centro di Educazione Ambientale Sostenibile (CEAS) di Ingurtosu. Il grande laboratorio di recupero e tutela per la valorizzazione delle attività di tutela ambientale posto in essere da Beatrice Soddu e Daniela Melis e dall’Associazione Zampa Verde da anni impegnati nella riscoperta delle tradizioni, della memoria storica e per la valorizzazione delle attività di tutela ambientale dell’arburese si arricchisce di una nuova interessante iniziativa nata dalla collaborazione con il comune di Arbus e l’Assessore all’Ambiente Simone Murtas e il cofinanziamento dell’Assessorato Regionale della Difesa dell’Ambiente – Servizio sostenibilità ambientale e sistemi informativi (SASI). Il progetto denominato “Se vuoi puoi, tutto il resto è una scusa: niente cambia se non cambi niente” si occuperà dei cambiamenti climatici e dell’impatto che esso avrà sugli insetti, sull’ambiente, sulla protezione delle piante e sulla salute dell’uomo e di altri animali. Il progetto si propone di sensibilizzare ragazzi, insegnanti e la cittadinanza sui temi degli impatti ambientali legati ai propri consumi, facilitare la comprensione delle conseguenze delle proprie azioni livello globale, stimolare un approccio scientifico e razionale utile e consapevole per ridurre le emissioni in atmosfera, facilitare l’individuazione e l’adozione di comportamenti responsabili e compatibili verso il comune patrimonio ambientale. Allo stesso tempo si propone l’analisi e il confronto di differenti alternative per la riduzione dell’inquinamento atmosferico. Tre i seminari in programma che saranno tenuti dalle ricercatrici dell’Università degli studi di Sassari – Fondazione CMCC. Il primo “Mitigare il cambiamento climatico: un impegno per tutti” verrà presentato da Serena Marras, Valentina Becciu si occuperà dei “Cambiamenti climatici e incendi boschivi: buone pratiche e comportamenti” mentre Valentina Mereu parlerà di “Come adattarsi ai cambiamenti climatici? Focus su settore agricolo”. Durante il seminario è prevista inoltre la realizzazione di materiali didattici volti a migliorare l’approccio educativo ai temi trattati e un piccolo video che avrà come protagonisti i ragazzi. Eventuali informazioni: zampaverde@infinito.it – info@ceasingurtosu.it oppure al numero 3336939435. ...
Leggi di piùNel giorno di una ricorrenza, 16 marzo 1978, l’eredità di un uomo
di Giovanni Contu ___________________________ Qualche anno fa, su questo giornale, ricordammo la figura di Aldo Moro in occasione dei fatti di Via Fani per una questione di memoria storica e di dovere civile ma anche e forse soprattutto perché ai giorni nostri e con buona probabilità, i ragazzi, in generale, o almeno una larga parte di loro, conoscono molto poco di Aldo Moro. Anzi, c’è la seria possibilità che non sappiano nemmeno chi fosse, e quindi ancor meno abbiano idea di quale fu il suo ruolo nella politica, nella società e nella storia democratica del nostro Paese. Ricordo ancora lo studente, un alunno incontrato per caso, in un normalissimo Istituto superiore, che di fronte alla mia domanda, Se dico Aldo Moro cosa ti viene in mente? Reagì con uno sguardo serio e pensieroso, alla ricerca vana di un significato fino a quando, sconfortato, riuscì in una risposta impossibile. Ritenni doveroso porvi rimedio, spiegandogli qualcosa con due parole. Mi domando quante altre volte il nostro buon studente da allora avrà di nuovo sentito parlare dello statista pugliese; credo non molte, purtroppo. È ancora necessario discutere sugli anni Settanta in Italia? Assolutamente si. In questo volume, “La democrazia del Piombo” edito da Fuorionda, alla luce dei nuovi filoni di indagine registrati nella recente bibliografia dedicata all’argomento e sulle tracce lasciate dalle più aggiornate fonti storiche, Luca Innocenti affronta la lunga fase della tragica esperienza del Terrorismo in Italia nel decennio plumbeo, dalla fase più cruenta della lotta armata fino al disimpegno politico negli anni del riflusso. In una carrellata su molti fatti ancora non completamente chiari, nuovi per le nuove generazioni e tristemente conosciuti per quanti vi si sono trovati coinvolti in prima persona, emerge nella sua grande dignità, il profilo di Aldo Moro a cui viene dedicato un capitolo che descrive efficacemente l’immobilismo politico provocato in Europa a causa della Guerra Fredda. Vengono esposti i tratti della sua persona, le fragilità, lo sconforto, la nobiltà dell’ideale, nel senso più ampio del termine. L’epilogo della sua vita terrena segna una sconfitta per tutti; alcuni sopravvivranno più o meno a lungo mentre di altri non rimarrà traccia. La storia, certo, ha proseguito il proprio corso. Alcuni episodi del nostro passato sono fissi nel loro lato esteriore ma ancora non sappiamo, non è dato sapere, quale sia la verità sostanziale, indicibile, che alcuni conoscevano da subito – anzi da molto prima che gli eventi accadessero – ma che non poteva assolutamente diventare di dominio pubblico, anzi, se possibile, avrebbe dovuto mantenersi rigorosamente criptica. È andata così. Per il futuro invece, nonostante le imperfezioni della nostra natura, sarebbe poco decoroso o comunque molto diseducativo perpetuare nei medesimi errori. Errare è umano, perseverare… Luca Innocenti; la democrazia del piombo, delitti politici 1976-1982, ...
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