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Operativi a Iglesias i primi otto veicoli elettrici per la consegna “green” della corrispondenza e dei pacchi
Nel Centro di Distribuzione di Corso Colombo installate anche otto colonnine elettriche per la ricarica. Sono attualmente 105 i mezzi a basso impatto ambientale a disposizione dei portalettere della Sardegna Meridionale. ____________________________________________________________ Poste italiane viaggia sempre più “green” ad Iglesias: sono stati infatti appena consegnati 8 nuovi mezzi elettrici presso il Centro di Distribuzione di Corso Colombo, per il recapito di corrispondenza e pacchi. Si tratta dei primi veicoli di questa tipologia a disposizione dei portalettere della cittadina iglesiente. Nel Centro di distribuzione di Corso Colombo sono state inoltre installate 8 colonnine elettriche con una potenza di 7,4 kw, per la ricarica delle auto e dei furgoni. I nuovi veicoli elettrici si sommano agli altri mezzi green che sono già a disposizione dei portalettere del Sud Sardegna: 30 tra auto, furgoni e quadricicli completamente elettrici, 17 auto ibride plug-in e 50 tricicli a benzina a basse emissioni. Poste Italiane conferma così, anche nella Sardegna Meridionale e in linea con i principi generali che definiscono uno sviluppo compatibile con la salvaguardia dell'ambiente, la sua Politica di Sostenibilità Ambientale finalizzata a promuovere iniziative e cultura a tutela della salvaguardia dell’ambiente. “A conferma della rilevanza dei temi ambientali per la nostra strategia, Poste Italiane diventerà un’azienda a zero emissioni nette entro il 2030 - aveva ricordato l’Amministratore Delegato Matteo Del Fante in occasione della presentazione del piano strategico “2024 Sustain & Innovate”, l’impegno che abbiamo assunto per la sostenibilità e l’innovazione è un supporto importante per raggiungere gli obiettivi del Paese e dell’Europa per una ripresa economica sostenibile, in linea con quanto programmato nel Recovery Plan.” ...
Leggi di piùZeddiani, zia Verònica e la Bellezza dell’arte
di Efisio Cadoni ____________________________________________ La III edizione annuale ricca di immàgini, per memoria di Zia Verònica, grande artista di Zeddiani, organizzata dall’Amministrazione comunale, dagli Artisti locali e dalle guide crítiche di rilievo, Flaminia Fanari, curatrice del catàlogo annuale, e Pàolo Sirena, direttore artístico, mette in risalto ogni sua òpera con i dipinti della mostra, nelle pareti del “Monte granàtico” e le decine di pàgine delle varie collezioni púbbliche e private. Un ricordo di Verònica Serra di Zeddiani, zia Verònica, tra i primi artisti “nativi”, nel senso di naïf, della Sardegna, per età, nata dopo Vincenzo di Portotorres (poco noto, ma conosciuto tra gli anni Sessanta e Settanta), e Francesco Silanos, Ciu Cicillu di Alghero, mi porta ai primi anni Settanta del Novecento dello scorso sècolo. Aveva conosciuto uno dei maggiori rappresentanti dei naïf italiani, Gino Covili, qualche anno prima che io lo conoscessi. Vidi a casa di zia Verònica, se non vado errato, una sua píccola òpera che dedicò a lei. Ci siamo incontrati pochíssime volte e da lei, se non ricordo male, ho ricevuto due òpere di grande bellezza e originalità, un dipinto e una scultura, e credo di averle dato due miei lavori, in amichévole scambio. Tutto intorno a noi era naïf. Questa parola, quest’aggettivo, oggi, nella nostra lingua è diventato, in maniera fissa, restante con la scritta propria della sua madrelingua, come tèrmine fisso maschile (in francese il sostantivo “art” è maschile). In italiano è d’uopo scrívere sempre “naïf”, come ogni altra parola straniera, invariabilmente, come garage, sport, film, ecc… Naïf ha il significato già espresso, nativo, accompagnato alla parola “arte”; attributo proveniente dall’interiorità dell’artista. Vuol dire precisamente “profondamente interiore, spontàneo, immediato, originale, ínsito, sincero, sémplice, privo di artifici, ecc…” La parola nasce dall’aggettivo “natif”, ossía innato, naturale, ma nonostante l’uso dell’aggettivo francese significativamente positivo, talvolta índica una persona bonacciona, un semplicione. Forse, il primo filòsofo che ha scritto dell’Arte, adoperando il tèrmine “estètica”, nel senso di arte come “conoscenza del Bello attraverso i sensi” (gli occhi, le mani, le orecchie, il naso, la bocca) che induce, appunto, alle emozioni, al sentimento della Bellezza, è proprio colui che può dire che Arte è Bellezza, Alexander Baumgarten, discèpolo del Wolf, autore di “Aesthetica”, libro non ultimato, ma denso di concetti e creazioni di pensieri di grande utilità nel ragionamento sull’idea della parola “Arte”. Il filòsofo aggiunge al concetto di Arte-Bellezza, il concetto proprio sostanziale dell’Arte che è oggettivamente Poesía, sempre immancàbile, presente, necessaria nell’Arte, come spirituale incanto, essenziale incantèsimo. Certamente da questo no ...
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