Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Samassi, Olindo Pittau confermato alla guida dei barracelli per il quinto mandato consecutivo

di Fabiola Corona ________________________________________________   Olindo Pittau, 68 anni, è stato riconfermato alla guida dei Barracelli di Samassi, e inizia così il quinto mandato consecutivo da comandante. Una vita al servizio della comunità quella di Olindo Pittau, di cui dieci da comandante dei barracelli e venti all’interno della stessa Compagnia: «La compagnia barracellare è un presidio molto attivo nel territorio – spiega Olindo Pittau – Collaboriamo con tutte le altre istituzioni e ci occupiamo di sicurezza pubblica con l’antincendio e il presidio idraulico durante il periodo delle piogge. Quest’anno abbiamo totalizzato 120 interventi antincendio, negli anni passati abbiamo sfiorato anche i 300 interventi annui, nel 2010 sono andati in fiamme oltre 350 ettari nel nostro territorio». La nomina è stata decisa dal consiglio comunale all’unanimità, con una votazione a scrutinio segreto, che ha eletto il nuovo comandante partendo da una terna di nomi presentata dalla Compagnia. A concorrere per la carica, oltre all’eletto Olindo Pittau, Giuseppe Fenu e Massimo Castorani, che ricoprono attualmente la carica di tenenti. [caption id="attachment_107409" align="alignleft" width="279"] Olindo Pittau[/caption] Tanti gli aneddoti e le storie che in numerosi anni di carriera hanno caratterizzato le attività di questi tre barracelli, alcune anche al di fuori dei loro compiti quotidiani: «Qualche anno fa, nel 2018, abbiamo collaborato con la stazione dei carabinieri a un importante sequestro di droga. Ai confini del nostro territorio, tra Samassi e Serramanna, è stata scoperta una coltivazione di cannabis in un campo di mais. Nella notte, i carabinieri hanno proceduto all’arresto degli indiziati e noi barracelli ci siamo occupati dello smaltimento delle ottomila piantine ritrovate: le abbiamo espiantate e poi bruciate», raccontano Olindo Pittau, Giuseppe Fenu e Massimo Castorani. Una grande eredità da lasciare ai giovani, che appaiono però disinteressati a questa realtà: «Attualmente la compagnia di Samassi conta 14 barracelli, tutti di una certa età, manca un ricambio generazionale, e questo è un grave problema perché solo i giovani possono essere il futuro di questi presidi, fondamentali per dare un supporto alla comunità. Noi siamo aperti sempre, tutti i giorni e andiamo avanti attraverso i contributi regionali e comunali da dividere tra noi a fine anno. Non abbiamo uno stipendio per ciò che facciamo, è una sorta di volontariato ma non siamo un’associazione, siamo un presidio», così il comandante Olindo Pittau, che spiega anche il lungo percorso necessario per indossare la divisa: «L’iter per diventare barracello dura circa un annetto tra visite mediche, moduli da compilare, l’abilitazione all’uso delle armi e infine si aspetta l’ok dalla Prefettura di Cagliari. È fondamentale conoscere il territorio». Un appello, affinché un presidio fondamentale per il territorio come quello dei barr ...

Pabillonis, Benigno Frau il più grande sarto del paese e maestro de is mestus’ e pannu pabillonesi

di Dario Frau ________________________________________________   [caption id="attachment_107332" align="alignleft" width="390"] Benigno Frau[/caption] Tra la dozzina di mestus’ e pannu che hanno esercitato in paese, negli ultimi 90 anni, più della metà hanno appreso la professione nella sartoria di Tziu Benigno Frau. Un personaggio di rilievo per la comunità di Pabillonis che ha lasciato tracce indelebili, non solo per la sua attività di sarto e commerciante di tessuti e abbigliamento, ma anche come politico locale. LA FAMIGLIA PATERNA Il suo carattere dinamico e deciso era l’emblema della sua personalità. «Mio padre era nato a Pabillonis nel novembre del 1905. Visse in una famiglia numerosa, composta da cinque fratelli e una sorella, ma nonostante ciò, il capofamiglia con il suo lavoro di calzolaio e di stangiaiu/lattoniere riusciva a garantire un’esistenza dignitosa e rispettabile, a tutti, in casa» afferma la figlia Lucina. «La famiglia era composta dal babbo Agostino, dalla mamma Giulia Floris e dai figli Eligio, Battista, Peppino, Cornelio e Benigno e dalla sorella Antonica, la più piccola», aggiunge il nipote Luigi (figlio di Battista) che aveva un ottimo rapporto con lo zio Benigno. Dopo la frequenza della scuola elementare, per i maschi in modo particolare, come era consuetudine in paese, bisognava darsi da fare per apprendere qualche attività lavorativa. A casa, la mamma cuciva e Benigno osservava e apprendeva. Frequentò anche una parente sarta, la zia Anna Raccis, e migliorò ancora. APPRENDISTA SARTO A SARDARA Con questi primi rudimenti fu mandato come apprendista in una sartoria di Sardara. Non era facile, ma il giovane aveva volontà e tanta voglia di imparare. Benigno si recava a Sardara a piedi e per un tratto con un carrettiere, che gli offriva un passaggio. Qui restò alcuni anni, attento e perspicace non gli sfuggivano i segreti di un mestiere che richiedevano pazienza, abilità, colpo d’occhio, intelligenza e un particolare talento. Benigno aveva queste caratteristiche e così apprese tanti elementi fondamentali per un sarto che gli permisero di apprendere i segreti della professione e di mettersi in proprio in paese. UNA SARTORIA IN PROPRIO Aprì una sartoria tutta sua in via Garibaldi, dove esercitò fino ai primi degli anni settanta, quando smise prematuramente, per malattia. «All’inizio con zio Benigno lavorava anche la sorella Antonnica che diventò una brava sarta e sposò Peppino Sardu, che divenne anche sindaco del paese. La coppia si trasferì a Oristano, dove Antonica visse fino alla morte quando stava per compiere cento anni. Ricordo che, oltre alla sua abilità come sarta, da giovane era ammirata da tutti per la sua bellezza», racconta il nipote Luigi. CARATTERE SEVERO MA GENEROSO Tziu Benigno Frau, conosciuto e rispettato da tutti, era un “personaggio”, che ha lasciato tanti ricordi tra coloro che l’hanno conosciuto durante i suoi 66 anni di vita. «Papà era burbero, ma b ...

Vai a tutti i contenuti →