Wine Festival 2016 palestra delle idee e del gusto all’insegna della condivisione

Il palazzetto dello sport che diventa “palestra delle idee” per ospitare degustazioni e dibattiti, l’ex pastificio storico pronto ad accogliere seminari e presentazioni di libri, i ragazzi dell’Accademia di alta formazione per chef a dare prova delle proprie capacità. Il Siddi Wine Festival 2016 si rinnova e puntando ancora una volta sui vini naturali apre ad una nuova formula che per la prima volta prevede l’apertura degli stands anche nel primo giorno della settimana. L’evento, organizzato dalla Fondazione Accademia Casa Puddu e dal ristorante S’Apposentu dello chef stellato Roberto Petza, con il contributo di Banca Intesa San Paolo, in collaborazione con il comune di Siddi, si terrà, infatti, domenica 31 gennaio e lunedì 1 febbraio tra il palazzetto dello sport di Siddi e l’ex pastificio Puddu, dove oltre 60 produttori di vini naturali provenienti da Italia, Francia, Slovenia e Germania, metteranno a disposizione dei visitatori i loro prodotti di eccellenza ottenuti seguendo la strada della sostenibilità e della territorialità. “Lo spirito che anima questa edizione – spiega lo chef e ideatore Roberto Petza - è quello della condivisione, tema che a febbraio ci vedrà protagonisti anche alla Berlinale, in un evento di street food collaterale alla mostra del cinema di Berlino. Negli ultimi anni si è pensato al vino soprattutto in relazione al mercato, quasi tralasciando il valore culturale e gli aspetti di valorizzazione dei territori nei quali nasce e si sviluppa spesso grazie ai consorzi. Il messaggio che vogliamo dare è quello che anche senza la chimica è possibile produrre ottimi vini facendo crescere i fatturati”. Tra le novità di quest’anno anche un piccolo bistrot nel quale si potranno degustare i piatti proposti dai ragazzi dell’Accademia reduci dal successo ottenuto a Expo lo scorso settembre. “Un altro tassello importante nel nostro percorso di crescita che non può che renderci orgogliosi – sottolinea Gianfranco Massa, direttore dell’Accademia – i ragazzi che escono dai nostri corsi di alta formazione trovano lavoro nel novanta per cento dei casi e in tempi brevissimi. Abbiamo avuto un incremento delle richieste di iscrizione e dopo Expo anche il Siddi Wine sarà un’occasione importante per dimostrare le loro competenze”. fonte foto: qui ...

Gli agricoltori valutano un carciofo dal cuore tenero e dal sapore dolce

La coltura del carciofo è diffusa in alcuni comuni del Campidano. Da Villasor a Samassi gli ettari coltivati non si contano, ma si colorano di verde. Di quel verde che ci piacerebbe osservare, con una idea di diversificazione colturale, nelle aree irrigue della Sardegna massacrata dalla crisi, dalla disoccupazione e dallo spopolamento delle aree rurali. La maggior parte della produzione del carciofo è destinata al consumo fresco, il resto all’industria conserviera. La coltura del carciofo è particolarmente diffusa nell’agro di Villasor, dove gli agricoltori stimolano il risveglio anticipato della carciofaia in estate per anticipare l’epoca delle raccolte all’inizio dell’autunno. Non c’è varietà che in un modo o in un altro non sia sotto osservazione continua; dal classico spinoso sardo agli ibridi rifiorenti. Gli agricoltori provetti parlano della coltura e delle varietà come l’aria che respirano. Ascoltare direttamente sul campo, in un pomeriggio di metà novembre, il proprietario di una carciofaia di 14 ettari, Cristian Sciola, classe 1971, è stato un piacere. Il confronto in pieno campo tra il giovane agricoltore Sciola e Martino Muntoni, ricercatore di Agris Sardegna che per venti anni si è dedicato allo studio dell’orticoltura in tutte le sue sfaccettature, è stato veramente utile. Il corpo a corpo tra chi studia e chi mette in pratica con diligenza la coltura è molto più formativo di una buona lettura sui testi. Così è stato quando si è parlato di nuove cultivars. Oltre ai conosciutissimi Spinoso sardo e il Tema, durante l’incontro si è parlato, col capolino in mano, della varietà Istar: una varietà senza spine propagata per seme in quanto ibrido F1. Precocissima, entra in produzione molto prima di una normale varietà di carciofo da seme senza ricorso a trattamenti precocizzanti con fitoregolatori. Può essere coltivata come annuale, ha fatto osservare Sciola. L’esperto orticolo dell’Agris ricorda di aver affidato ai suoi collaboratori orticoli dell’azienda S’Appassiu, varietà per studi di tipo genetico, già nel 2010. I carciofi sono rotondeggianti di un colore verde brillante, con leggerissime striature di colore violaceo, adatti anche al consumo come prodotto fresco, che si apre lentamente a maturazione avanzata. Cuore tenero con un sapore dolce, molto produttivo. La specializzazione produttiva, conseguita nel corso degli anni dagli orticoltori, secondo Sciola e Muntoni, ha consentito di accreditare il comune di Villasor, con i suoi circa 1.200 ettari, come area cinaricola tra le più importanti a livello regionale e nazionale. Villasor è uno dei comuni della provincia di Cagliari che ha una campagna immensa, che merita di essere curata e utilizzata integralmente con la diversificazione colturale. Prima o poi la questione dell’uso della terra riguarderà l’intera comunità e con essa le Agenzie agricole che dovranno necessariamente dare una mano. Incominciare a pensarci ora, non domani, n ...

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