Il Gruppo Folk fra impegni attuali e obiettivi futuri

Il “Gruppo Folk Lunamatrona” anche quest’anno ha allestito presso la struttura della compagnia baracellare il presepe di Natale che, come avvenuto nelle passate edizioni, parteciperà al concorso de Sa Corona Arrubia che proclamerà vincitore quello ritenuto più meritevole fra una serie di presepi concorrenti di diversi paesi. «La costruzione del presepe - spiega Emanuele Murru, presidente del Gruppo Folk - sta ormai diventando una buona e sana abitudine che contribuisce a mantenere alto l’impegno della nostra associazione culturale in un periodo dell’anno, quello invernale appunto, durante il quale non svolgiamo numerose attività. I costumi delle statue del presepe sono delle riproduzioni del nostro costume e sono stati fatti a mano dalle signore iscritte all’associazione». Lunga la storia del gruppo lunamatronese che, con i suoi quindici anni di vita, è senza dubbio fra le realtà più consolidate e longeve nel panorama folkloristico del Medio Campidano. Dalla nascita (avvenuta nel giugno del 2000) ad oggi infatti, sono state numerose le partecipazioni a eventi di tutti i tipi: dai balli alle processioni in tutta la Sardegna, la penisola italiana e persino all’estero. Dal 2001 ai giorni nostri è un susseguirsi di esperienze: sono stati avviati con grande successo numerosi scambi interculturali con diversi gruppi della Sardegna, dell’Italia e stranieri, fra questi ultimi: croati, greci, ucraini, francesi, spagnoli, slovacchi e bielorussi. «Attraverso queste esperienze - racconta il presidente Murru - siamo riusciti a portare lontano dal nostro territorio quelle che sono le tradizioni e la cultura della comunità lunamatronese. La nascita del gruppo ci ha permesso di ridar luce alle nostre tradizioni che si stavano lentamente perdendo. Grazie a studi basati su testimonianze di anziani e foto d’epoca, abbiamo infatti ricostruito i costumi tipici del nostro paese e recuperato “Su ballu de bidda”, la danza di Lunamatrona oramai scomparsa da tempo». Attualmente il gruppo conta circa una cinquantina di iscritti, distribuiti in età comprese fra i 5 e i 70 anni. Rispetto a quindici anni fa c’è stato un grosso ricambio generazionale, tuttavia gli iscritti continuano a mantenere sempre lo stesso spirito di coesione, collaborazione e impegno mostrato sin dagli esordi. «Per quest’anno, che sarà il nostro sedicesimo di attività - conclude il presidente Murru - ci auspichiamo di poter partecipare alle sagre più importanti e organizzare, chissà nel periodo estivo, un nuovo scambio culturale. É ancora presto per definire i programmi, ma stiamo lavorando per organizzare un viaggio col nostro gruppo in Bielorussia o in Slovacchia dopo che, gli stessi, sono stati ospiti qui da noi la scorsa estate. Tuttavia, ciò che maggiormente mi auguro, è che possa continuare questa bellissima avventura che ormai dura da tantissimo tempo. A tal proposito rinnovo l’appello ad iscriversi alla nostra associazione a chiunque lo desideri ...

Attivato l’ecocentro mobile

In attesa che si concludano i lavori di costruzione del nuovo ecocentro comunale, dal 22 dicembre è attivo l’ecocentro mobile. I cittadini possono, dunque, conferire varie tipologie di rifiuti presso tale centro di raccolta mobile, posizionato nella zona industriale del paese. Alcuni potrebbero chiedersi che cosa sia un ecocentro e che benefici comporti. Al termine dei lavori che cosa dovranno aspettarsi i cittadini samassesi? L’ecocentro o centro di raccolta costituisce il luogo dove i rifiuti, già differenziati dagli utenti nelle proprie abitazioni, vengono suddivisi in attesa di essere trasferiti ai vari centri di recupero. Nell’ottica di una gestione integrata di rifiuti il ruolo dell’ecocentro diventa irrinunciabile permettendo al cittadino di conferire i rifiuti voluminosi e quelli per i quali non è previsto un circuito di raccolta. Soprattutto nel caso di un servizio di raccolta domiciliare, in seguito alla rimozione dei cassonetti distribuiti sul territorio, la necessità dell’ecocentro si fa maggiormente pressante, al fine di far fronte in maniera adeguata ad eventuali necessità straordinarie dell’utente. Esso diviene un importante strumento di appoggio anche per quanto riguarda ingombranti e carichi straordinari di rifiuti che non possono essere, per determinati motivi, oggetto di ritiro porta a porta. Carola Onnis ...

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