>Per le sue dimensioni e il suo stato di degrado non passa certo inosservata. Parliamo della nuova palestra comunale di Villamar, un’opera incompiuta da circa un decennio che sorge all’interno del campo sportivo comunale. Dopo anni di stallo si è arrivati al tanto atteso punto di svolta: a breve infatti ripartiranno i lavori di costruzione. L’idea della sua realizzazione affonda radici abbastanza lontane nel tempo e venne avviata, fra il 1996 e il 2001, dall’amministrazione presieduta dall’allora sindaco Giulio Matzeu. Il primo incarico di progettazione fu affidato nel 2000, mentre i lavori di costruzione partirono cinque anni più tardi. Ad aggiudicarsi l’appalto fu la ditta Di.Vietos, una società campana a responsabilità limitata. Ciò che è avvenuto successivamente non rappresenta certo una novità nello scenario degli appalti in Sardegna. L’avvio dei lavori infatti è andato avanti inizialmente in maniera spedita e senza alcun intoppo; con il passare del tempo però la società ha gradualmente rallentato le attività sino a sospenderle completamente nel 2010. «Quest’abbandono - afferma Giampiero Mereu, assessore ai Lavori Pubblici - è probabilmente avvenuto perché ad un certo punto la ditta si è resa conto di non essere più in grado di portare a termine i lavori; questo presumibilmente perché proprio in quegli anni i prezzi dell’edilizia erano lievitati». Con il blocco dei lavori quello che sarebbe dovuto essere un fiore all’occhiello del Comune di Villamar si trasforma in un vero e proprio “mostro ecologico”: l’edificio infatti si presenta attualmente come un fabbricato di color grigio, abbandonato a sé stesso e adornato da un ponteggio azzurro sempre più intaccato dalla ruggine. «Tuttavia, dal 2010 ad oggi -continua Mereu - l’Amministrazione non è stata con le mani in mano ed anzi si è attivata in diverse direzioni, questa volta però con un nemico in più da affrontare: l’avvento del patto di stabilità per gli enti locali. Con questo ulteriore fardello è infatti venuta meno la possibilità di poter spendere i circa 480 mila euro che rimanevano in cassa per il completamento delle opere». Arriviamo quindi ai giorni nostri ed ecco che, un po’ a sorpresa e con una serie di mosse azzeccate da parte dell’amministrazione, si giunge al tanto sospirato punto di svolta. «Soprattutto in questi ultimi anni - continua l’assessore - ci siamo attivati per la preparazione di tutta una serie di documenti necessari per non farci trovare impreparati qualora si fosse aperta una nuova strada da percorrere, su tutti aver giocato d’anticipo mettendo a punto il progetto definitivo per le opere di completamento. C’era il rischio che tutto ciò potesse rimanere carta straccia sino a quando, nel novembre scorso, è stata varata una deroga governativa per gli investimenti nell’anno 2016 degli enti locali. Disponendo di tutte le credenziali necessarie per rientrare nella deroga, il Comune di Villamar ha quindi avuto subito il via libera allo sblocco di una parte di fondi altrimenti inutilizzabili. Abbiamo quindi deciso di girare queste risorse al completamento della palestra. A questo sblocco inaspettato c’è poi da aggiungere un’ulteriore risorsa per la ripresa dei lavori. Nel 2013 infatti, il nostro Comune ha partecipato ad un bando regionale dal quale è risultato beneficiario per una cifra di 90 mila euro che va quindi a sommarsi a quella sbloccata dalla deroga dello Stato. I lavori dovrebbero partire nel febbraio 2016 ed essere ultimati in dieci mesi». Per le società sportive locali si riaffaccia quindi la concreta possibilità di aver finalmente accesso a questo tanto atteso impianto, visto che l’unica struttura attualmente disponibile è la palestra delle scuole medie che, per le sue ridotte dimensioni (e non solo), mal si presta a determinate attività, specie se con la presenza di pubblico. Su quest’ultimo aspetto però l’assessore Mereu vola basso e spiega: «Con questi lavori faremo grossi passi in avanti, ma non saremo in grado di completare l’opera. Dovremo pertanto attivarci per cercare di reperire nuove risorse; chissà che con l’allentamento dei cordoni del patto di stabilità non si riesca a percorrere altre strade e trovare nuovi fondi». Si riuscirà nell’intento? È quello che tutti sperano considerando che, a causa della mancanza di strutture nel paese, molte società sportive si trovano a fare i salti mortali per trovare un luogo dove poter svolgere le loro attività. L’auspicio, ovviamente, è che il color “azzurro-ruggine” dei ponteggi abbandonati faccia quanto prima posto a quello delle bandiere di un folto numero di sostenitori delle società sportive locali. 2000 - Progettazione dei lavori 2005 - Inizio lavori di costruzione 2010 - Sospensione dei lavori 2013 - Bando regionale assegnati 90 mila euro 2015 - Deroga governativa sblocco fondi 2016 -Rripresa lavori da febbraio con ultimazione entro 10 mesi Simone Muscas
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