Barumini: Ajò ca giogausu
L’intento degli organizzatori è quello di regalare nuove emozioni ai bambini e non solo: è stata inaugurata la mostra sul gioco e giocattolo tradizionale della Sardegna, denominata “Ajò ca giogausu”. A ospitarla sino al 31 gennaio 2016 sono i locali del Centro culturale Giovanni Lilliu di Barumini. Carretto di asfodelo, bambole di stracci e canna, fionde, fucile a canna, carretto di ferula, arco a freccia, cavallo di canna, trottole, imita rana, cavallino a dondolo, girlo, carro armato, cerbottana, carrello, sono solo alcuni dei giochi e giocattoli esposti, che fanno rivivere i ricordi di decenni fa. Un tempo, infatti, non esistevano giocattoli già pronti, e i ragazzi dovevano ingegnarsi per crearli dal nulla, o trasformare con fantasia, materie e utensili di uso comune che il territorio circostante offriva. Veri e propri momenti di svago e allegria, durante i quali era possibile apprendere e divertirsi giocando. La grande mostra, di proprietà del Museo del giocattolo tradizionale della Sardegna di Zeppara, si rivolge agli adulti per ricordare la propria infanzia, ma anche ai giovani come opportunità per riscoprire un tempo passato, in cui l’inventiva e la creatività erano le attività dei bambini. Tradizioni capaci di creare un profondo legame con il proprio territorio, per lo più di origini contadine e pastorali. Negli stessi locali sono esposti i giocattoli di legno realizzati dagli artisti Giorgio e Antonello Puddu di Pirri, denominata “Gioghendi Gioghendi”. I due Mastr’e linna (falegnami), con la passione e la creatività, da un semplice pezzo di legno apparentemente insignificante, realizzano oggetti artigianali unici. In netta contrapposizione col giocattolo prodotto dalle industrie, forse più accattivante, colorato e dotato di animazioni elettroniche, quanto impersonale ed effimero. La mostra visitabile tutti i giorni, organizzata dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura, sta già conseguendo un notevole successo di partecipazione e ammirazione, soprattutto da parte dei numerosi turisti italiani e stranieri che visitano la Reggia nuragica Su Nuraxi e Casa Zapata. Carlo Fadda ...
Leggi di piùIl 2016 non è di buon auspicio
C’è poco da cincischiare. Il 2016 per noi sardi non si prospetta di buon auspicio. La giunta Pigliaru vuole aumentare l’Iperf per risanare il “profondo” buco della sanità. Invece di razionalizzare e risparmiare, i nostri politici, e questa non è una novità, ricorrono alla geniale pensata dell’aumento dell’addizionale Irpef regionale. Una misura vecchia e ingiusta che mortifica le speranze di tutti i sardi. Ci toccano per l’ennesima volta il portafoglio invece di riformare gli Enti locali e le Asl. Non sarebbe meglio razionalizzare e modernizzare l’organizzazione dell’apparato regionale consentendo una spesa più efficace e mirata invece di mettere le mani nelle tasche dei cittadini? In nome del localismo e della tutela dei potentati politici non riescono neanche a riformare gli enti locali. E quando riusciranno a trovare un accordo, statene certi, avremo nuove istituzioni che altro non saranno che “centri di spesa” pensati unicamente in funzione di una certa casta. La politica della Regione dovrebbe mettere il lavoro al centro dell’attenzione e riflettere su quelle patologie distruttive che sono disoccupazione e precarietà. Quello che inquieta è che troppi ragazzi e giovani si sono abituati alla non certezza, all’assenza di luoghi e riferimenti certi, a un’idea del futuro senza progetti e senza percorsi programmati in una terra che continua a impoverirsi di risorse e di energie e a svuotarsi di uomini, come dimostra lo spopolamento di intere aree isolane. Le colpe in verità non sono tutte della classe politica, ma anche nostra che ci facciamo prendere in giro. Gian Paolo Pusceddu ...
Leggi di più