Aperta la Porta Santa della Misericordia
Sono trascorsi appena sette giorni dalla sua consacrazione a successore degli Apostoli, quando il vescovo monsignor Roberto Carboni, domenica 24 aprile nel Santuario diocesano di Santa Mariaquas a Sardara, ha aperto la Porta Santa della Misericordia, seguendo la volontà di Papa Francesco, che in coincidenza del suo terzo anno di Pontificato ha indetto l’Anno Santo della Misericordia con bolla Papale “Misericordiae Vultus”. Nell’Anno Santo straordinario il Pontefice ha voluto che in tutte le diocesi del mondo venissero aperte le Porte della Misericordia, affinché i fedeli che in esse passeranno possano sperimentare l’amore del Padre che tutti perdona, consola, e dona speranza. Il vescovo monsignor Roberto Carboni, un fracescano voluto dal Papa arrivato dalla fine del mondo, con l’apertura della Porta Santa, nell’Anno del Giubileo, ha compiuto uno dei più importanti atti propri del servizio episcopale. Ai fedeli, che varcheranno quella Porta entro la fine dell’anno indetto, è concessa l’indulgenza plenaria alle condizioni previste dalla chiesa, secondo le norme canoniche. Una moltitudine di fedeli ha assistito entusiasta alla cerimonia religiosa presieduta dal nuovo vescovo della diocesi di Ales-Terralba. I devoti presenti a Sardara, con in testa il sindaco e altre autorità, hanno accolto il nuovo pastore con un lungo applauso, che Padre Roberto ha ripagato con un sorriso e un abbraccio ideale al popolo a lui affidato e con l’immancabile benedizione apostolica durante il tragitto per raggiugere l’altare. Al termine della celebrazione, la comunità di Sardara ha donato lo stemma vescovile, molto gradito dal vescovo. Francesco Zurru ...
Leggi di piùAurora Lecis, la samassese giunta a "The voice"
Aurora Lecis ha soli 17 anni ma è già una star al suo paese e nel circondario. Fin da piccola è eccelsa grazie alla sua passione per il canto e dopo essersi fatta conoscere a livello provinciale e successivamente regionale per la sua splendida voce è pronta a lasciare un segno a livello nazionale: ha partecipato, infatti, alla trasmissione di Rai Due The Voice of Italy con la Sardegna intera che faceva il tipo per lei. Come è nata la sua passione per il canto? In realtà non so bene com’è nata, forse sono stati i miei genitori a trasmettermela, a casa si cantava sempre, sin da quando io ero nel girello. Credo proprio sia stato questo a farmi capire che cantare mi piace così tanto, anche perché poi man mano, con gli anni, ho notato dei miglioramenti, finché i miei hanno deciso di mandarmi a scuola di canto e grazie ai loro sacrifici ho potuto incominciare a studiare seriamente e io gliene sarò eternamente grata. A chi si ispira? Chi ha influenzato i suoi gusti musicali? Sono tante le cantanti a cui mi ispiro, a partire da Etta James, Aretha Franklin, Whtiney Houston, Christina Aguilera, Jessie J, Beyoncè e potrei continuare per ore. È stato mio fratello maggiore Alessio ad influenzare i miei gusti musicali; ascolto tuttora ciò che lui mi faceva sentire sin dalla tenera età: Ramones, SKA-P, Bad Religion, Blink-182, System of a Down etc. È per questo che amo molto anche il rock, ma il pop e il soul sono la mia strada per quanto riguarda il canto, poi un giorno chissà... Suona anche qualche strumento? Suonicchio la chitarra e da poco ho iniziato a prendere qualche lezione di pianoforte. Come è approdata a “The voice”? Ho partecipato alle selezioni e avendo avuto la fortuna di superarle tutte, ho ottenuto una piccola grande chance: salire su quel bellissimo palco! Mentre stavo lì sopra, durante l’esibizione, pensavo: ‘’Ma sono davvero qui? che succede? dove sono?’’ , è stata scioccante in senso positivo, un qualcosa che mi è servito tantissimo, ho iniziato a comprendere che anche qualcun altro crede in me. Sono molto felice anche di come i miei amici e i miei compaesani abbiano reagito, mi sono sentita amata e li ringrazio davvero, uno per uno! Come ha reagito quando Emis Killa non si è girato? Per il fatto di Emis, non mi è importato così tanto. Certo un po’, ma non perché io lo ami o perché sia follemente innamorata di lui, semplicemente perché, essendo il più giovane tra i quattro coach, pensavo che dal punto di vista musicale e non solo, mi avrebbe capita più degli altri. Sicuramente il fatto di averne conquistato tre su quattro, mi ha reso fierissima di me stessa! Parli del grande Max. Ho scelto Max perché ha usato delle bellissime parole per convincermi ad entrare nel suo team, così ho deciso di affidarmi a lui, perché tanto anche la Carrà e Dolcenera, esattamente come lui, avrebbero potuto insegnarmi molto. Credo sia stata una scelta di cuore e ho, dunque,deciso di andare con Max, che è un gran ...
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