>Appena due anni fa la Virtus Villamar si trovava in Terza Categoria, il gradino più basso del calcio nazionale. Quella squadra riuscì a vincere nella stagione 2013/14 un campionato molto difficile e l’anno successivo, questa volta in Seconda Categoria, a piazzarsi a sorpresa come seconda in classifica dietro la corazzata Samassi (compagine, quest’ultima, con un organico da torneo di Eccellenza) riuscendo quindi ad accedere alla Prima Categoria. Ecco quindi che quest’anno, con una squadra pressoché identica a quella di due stagioni fa più qualche nuovo innesto, la Virtus ha raggiunto una nuova impresa ovvero quella di centrare una salvezza in campionato senza grandi patemi d’animo. Il traguardo, in piena linea con quelli che erano gli intenti programmatici iniziali, permette quindi alla società di apporre un nuovo sigillo alla sua decennale storia, dopo che la squadra è risorta, nel 2006, sulle ceneri della Villamarese. «Siamo molto contenti - sottolinea il presidente Francesco Scano - del risultato raggiunto. Se solo due anni fa ci avessero detto che due anni dopo avremmo giocato con successo in Prima Categoria non ci avremmo creduto. Nonostante ciò questi risultati non sono certo il frutto del caso: è da circa cinque anni che cerchiamo di riportare la squadra nelle categorie che più le competono; per un paese come il nostro che vanta una certa tradizione calcistica, la Prima Categoria è un patrimonio da non disperdere. Dalla prossima stagione è nostra intenzione prestare maggior attenzione verso i più giovani intavolando un discorso con le famiglie dei ragazzi». Grande ovviamente la soddisfazione per quanto fatto, tuttavia c’è il presentimento che, con qualche infortunio in meno, su tutti quelli di Stefano Porcedda e Davide Muscas (colonne storiche della squadra), forse la Virtus avrebbe potuto raggiungere una posizione di medio/alta classifica. «Gestire una squadra di Prima Categoria - sottolinea il dirigente storico “factotum” Antonello Muscas - non è facile. Nel corso della stagione abbiamo dovuto fronteggiare diverse emergenze: oltre ai numertosi infortuni, abbiamo dovuto affrontare il problema del giocatore fuori quota. Ogni squadra di Prima deve disporre obbligatoriamente nell’undici titolare di un calciatore nato almeno nel 1997. Abbiamo potuto contare, per questo ruolo, soltanto sulla presenza di Giovanni Pisola che ha giocato ininterrottamente ogni partita confermando alla grande di meritare questa categoria. Sarebbe bello un giorno arrivare dove non siamo mai stati, in Promozione. Per realizzare questo sogno molto dipenderà, oltre che dalla nostra società, anche dalle strutture: abbiamo impianti fermi a trent’anni fa, speriamo che dopo le nuove elezioni si possa affrontare questa tematica con l’Amministrazione Comunale che verrà». Intanto il pubblico villamarese ha dimostrato attaccamento alla squadra; il numero degli spettatori a partita è stato sempre buono nel corso della stagione. Conclude il presidente Scano: «Oltre ai tanti giocatori, una menzione d’onore merita l’allenatore Fabio Casula, che, dopo i bei risultati degli ultimi anni, è cresciuto tantissimo a livello professionale. Sarebbe un sogno se un giorno con lui potessimo arrivare ancora più in alto». Simone Muscas
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