San Gavino: c’era una volta il bar dell’ospedale


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>Per tanti anni è stato un punto di riferimento per tanti sangavinesi, e per tanti provenienti dal territorio. “Nonsolobar”, o più conosciuto come il bar dell’ospedale, ha rappresentato un importante luogo per chi magari si è rifocillato durante una visita ad un proprio caro degente presso l’ospedale, per chi ha preso un caffè durante il mercatino settimanale che si svolge nel piazzale antistante all’ospedale o più semplicemente per chi ci ha voluto passare qualche ora in buona compagnia in un ambiente accogliente. Oggi però, a due anni dalla sua chiusura, versa in una condizione di estrema incuria. Da quando sono stati chiusi i battenti, a gennaio 2014, si sono susseguite una marea di polemiche che hanno coinvolto l’amministrazione guidata da Gianni Cruccu così come anche le liste che hanno partecipato alla campagna elettorale che ha portato all’insediamento dell’attuale giunta comunale guidata da Carlo Tomasi. Una situazione a capo della quale nessuno pare venir fuori. Non si vuol entrare nel merito di una vicenda triste che rappresenta, per chi l’ha vissuta a fondo, un vero e proprio tormento ancora oggi, ma si vuol cercare di capire quale destino attende una struttura che potenzialmente potrebbe rendere un servizio efficientissimo a tutta la comunità sangavinese e di tutto il territorio. Con la determinazione datata 17 marzo 2016 il Comune di San Gavino ha indetto il bando di affidamento in concessione dell’immobile ad uso bar. Un documento che recepisce le linee guida dettate a luglio dello scorso anno dal consiglio comunale e a novembre dalla giunta. In sintesi il bando prevede un canone di concessione annuale di 18mila euro più IVA, ossia circa 22mila euro, ovvero una base d’asta di circa 1.800 euro mensili in quattro rate annuali. Al di là dei numeri, che ci consegnano sempre una fredda realtà nella quale è sempre più difficile sopravvivere, rimane quel senso di vuoto nel vedere lo stato in cui siamo costretti a vedere il vecchio bar dell’ospedale, su cui si è detto tanto a volte anche a sproposito ma si è fatto veramente poco. Gli eredi di Carlo Ulzega, all’indomani della pubblicazione del bando hanno semplicemente rifiutato di voler commentare quanto contenuto nel bando stesso circa la procedura di accettazione dell’eredità «Il nostro desiderio - spiega Ivan- è che si lasci riposare mio fratello Carlo in pace». La gara d’appalto scadrà il 6 maggio prossimo, data nella quale verranno aperte le buste. La speranza, perché solo quella ci può essere, è che qualcuno di buon cuore ma anche volenteroso e combattivo voglia riprendere in mano e far rivivere l’ennesima dimostrazione della desolazione economica ed imprenditoriale tutta sangavinese. Lorenzo Argiolas bar ospedale  

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