Valentina Deidda: il suo olio bio primo nel mondo

A Villacidro, terra a vocazione agricola una delle punte di diamante è di certo l’olivicoltura. Nel settore di sua maestà oliva ha investito forze, energie e risorse la famiglia Deidda per dare un futuro roseo all’azienda agricola “Masoni Becciu” che continua, anno dopo anno, a fare incetta di premi grazie al suo olio di ottima qualità. Ai piedi del Monte Margiani, a 1500 metri dalla famosa cascata “Sa Spendula”, c’è l’azienda voluta da Franca Maria Serra, immersa in un ambiente pedoclimatico particolarmente favorevole alla produzione di olio di alta qualità. Tutto è nato da un appezzamento di terra di cinque ettari dove Franca Maria Serra, insegnante e Giovanni Deidda, dipendente comunale, decisero 30 anni fa di piantare olive. Vent’anni dopo ad aver preso in mano le redini dell’azienda è stata la figlia Valentina Deidda: appena 40enne, ha già guadagnato più di 80 premi con la sua azienda olivicola che nel frattempo è cresciuta tanto. Dopo la laurea in Scienze Agrarie, ha proseguito l’attività di famiglia. Si occupa della gestione agronomica, insieme al marito Nicola Solinas, agronomo e assaggiatore professionista. Segue poi il confezionamento e commercio di olio extravergine di oliva da agricoltura biologica. «I miei genitori ci hanno trasmesso l’amore per la campagna e l’agricoltura e, dopo gli studi, sono diventata imprenditrice agricola», racconta Valentina Deidda, «Passo dopo passo, io e mio marito abbiamo iniziato ad ampliare l’azienda». In dieci anni, le 1700 piante d’olivo sono diventate 6 mila disseminate in 32 ettari di terreno nelle località Masoni Becciu , Seddanus e Corte Margiani. Vi producono olive da tavola e olio extra vergine, garantito da Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e controllato da Icea (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale). Nell’azienda “Masoni Becciu” si coltivano la varietà “Nera di Villacidro” e “Nera di Gonnosfanadiga”, Semidana e Bosana da cui si ottiene un ottimo olio extra vergine di oliva, che viene imbottigliato nel proprio laboratorio con macchinari tecnologicamente avanzati e venduto in bottiglie da 500, 250 e 100 ml, nonché in lattina da 3 e 5 litri. L’olio extra vergine di oliva “Masoni Becciu” ha personalità, all'olfatto si esprime con sentori di erbe officinali, carciofo e foglia di pomodoro, al gusto si presenta con una grande complessità aromatica di mallo di mandorla e ritorno di erbe officinali che affiancano un buon amaro coperto da una nota di piccante di media intensità che persiste a lungo. «Abbiamo una media di produzione di oltre 20 mila litri l’anno mercati di nicchia. Esportiamo in Danimarca, Austria, Germania, Svizzera, Olanda e siamo presenti presso importanti negozi nazionali e ristoranti stellati nazionali e locali», precisa Valentina, «Lavorando sulla qualità il numero di acquirenti è cresciuto e anche l’azienda. Ci sono anche i sacrifici ma ripagati. Ho sempre ...

Alessandra Guigoni: “La Sardegna avrà una carta dei pani”

Non solo menù alla carta e carta dei vini, l’idea di Alessandra Guigoni si spinge oltre e accanto. Antropologa del cibo, dopo anni di studi, ricerche e osservazioni la Dott.ssa Guigoni, da una brillante intuizione,  trasforma il classico cestino del pane da portare a tavola in un menù, una carta dei pani, in cui vengono esaltati i pani tradizionali e tipici del territorio sardo, la loro lavorazione tramite tecniche antiche e materie prime eccellenti abbinandoli ai piatti. La Guigoni riporta al centro della storia gastronomica il pane, alimento principale e insostituibile dalle cui materie tutto ha origine. Per la prima volta in Sardegna ogni piatto potrà avere il suo pane consigliato: coccoi, civraxiu, pistoccu, carasau, etc.. Ma, da dove nasce l'idea di una carta dei pani e su quali realtà ha orientato la sua ricerca? L’idea di una carta dei pani mi è venuta quasi dieci anni fa, dopo un corso di degustazione e analisi sensoriale con l’agenzia Laore e l’INAP (Istituto Nazionale Assaggiatori Pani).  Mi resi conto che come per il vino ogni pane aveva uno o più alimenti d’elezione, con cui si abbinava perfettamente. Nel corso degli anni in Sardegna è scoppiata una vera e propria “panemania”, voglio dire che proprio agli inizi del 2010 è iniziata una vera e propria passione per il lievito madre, che sino ad allora era un oggetto per addetti ai lavori o appassionati; è iniziata anche una ricerca scientifica su quelli che chiamiamo grani storici, o antichi o dimenticati. Si è cosi capito che il profumo e il sapore del pane sono la somma di tantissimi fattori: l’acqua, il tipo di cereale usato, il tipo di fermentazione o lievitazione, il tipo di forno usato, il tipo di lavorazione, etc.. In questi ultimi 10 anni non solo sono stati aperti diversi panifici d’autore, in cui i pani sono “firmati” e il panificatore ci mette la faccia diciamo, ma è migliorato anche il tenore delle pizze, che chiamiamo per comodità, gourmet, e dei lievitati in generale (focacce, brioche, croissant ecc.). Ormai solo a Cagliari abbiamo almeno 10 pizzerie gourmet, dove la pizza ha raggiunto livelli che definisco davvero soddisfacenti. Lei ha avuto un'intuizione originale seppure suggerita e racchiusa tra le pieghe della tradizione. Come è riuscita a concretizzare questa sua ispirazione? Ho continuato a raccogliere suggestioni e a collezionare assaggi e degustazioni sino a che sono stata contattata dai panifici Calabrò di Sant’Antioco questa primavera. Stavano per aprire una attività che voleva recuperare i loro 100 anni di storia di panifici sulcitani ma anche apportare delle innovazioni sostanziali. Il loro locale, accanto ai classici panifici di famiglia, è piuttosto unico nel proprio genere: è di design, è anche un bistrot oltre che una panetteria, e ha un angolo dispensa dove trovare le migliori produzioni agroalimentari della Sardegna, da accompagnare col pane. Su quali fattori si è basata la sua proposta? E la carta dei ...

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