Visita del presidente nazionale Gianpietro Briola alla sezione comunale dell'Avis

di Maurizio Onidi Lunedì 17 giugno, San Gavino Monreale, per un giorno è diventata la “Capitale AVIS”. La cittadina del medio campidano, infatti, ha ricevuto la graditissima visita di Gianpietro Briola presidente nazionale dell’Avis, di Antonello Carta presidente dell’Avis regionale Sardegna, accompagnati da Giorgio Gandini  direttore Simit azienda sanitaria di Verona. I massimi vertici dell’associazione sono stati accolti nei locali della sede da una delegazione composta da Diego Cotza e Andrea Pusceddu, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Avis comunale di San Gavino Monreale, Eloisa Abis presidente di Thalassa Azione Medio Campidano, una rappresentanza dell’amministrazione comunale con a capo Carlo Tomasi, sindaco appena rieletto, gli assessori in pectore Bebo Casu e Nicola Ennas, e da Simone Usai social media manager dell’Avis di San Gavino. Nel corso dell’incontro i rappresentanti della sezione sangavinese oltre  a illustrare alla folta delegazione le iniziative portate avanti negli ultimi anni, hanno accompagnato i graditi ospiti nella visita ad alcune delle bellezze storiche e artistiche del paese. Diego Cotza ha commentato così la serata «Oggi per la nostra sezione è stata una giornata storica, non capita spesso che una piccola realtà come la nostra riceva la visita del presidente nazionale e questo ci inorgoglisce e ci sprona nella nostra attività di volontari».  Gianpietro Briola ha affidato a Facebook il ricordo della giornata, pubblicando alcuni scatti e un pensiero «Questa sera, visita alla sezione Avis di San Gavino Monreale, una giovane realtà fatta di dirigenti operosi ed entusiasti che lavorano a fianco dell’associazione Thalassa Azione in un unico intento di solidarietà e servizio». ...

Andrea Vacca, “Su Sabatteri" di Sanluri

di Arianna Concu «Buona sera, signor Vacca? - dall’altro capo del telefono una voce femminile gentile e garbata -  La contatto perché avrei bisogno che mi realizzi un paio di scarpe, un paio di stivali per l’esattezza. Mi hanno parlato bene di lei e del suo lavoro, riuscirebbe a realizzarlo in tempi ristretti?» Erano i primi di aprile e Andrea Vacca non immaginava che Raffaella Lostia, l’Alter Nos della Festa di Sant’Efisio, avesse scelto lui per realizzare gli stivali su misura da indossare nella processione del primo maggio. «Per me è stata una grande soddisfazione aver calzato l’Alter Nos, chiedeva uno stivale particolare, da cavallerizza, nero e su un modello dell’800. Sono riuscito ad accontentarla mettendoci tanto impegno e concentrazione». Andrea Vacca, 44 anni di Sanluri, ha una grande passione: le scarpe create e realizzate a mano da lui. Un amore nato dando una mano nella bottega di suo zio Tore quando aveva 14 anni. «Dal momento che in bottega ho preso in mano una scarpa per ripararla mi sono reso conto che c’era qualcosa che mi attirava, che mi appassionava in maniera viscerale. Da mio zio Tore  ho imparato come si costruisce una scarpa, aggiustandole ne scopri le pecche e i difetti da cui trarre insegnamento». La vita poi ha portato Andrea a fare tutt’altro lavoro senza mai perdere di vista la sua passione, il mondo dell’artigianato e della produzione delle scarpe. Pian piano matura l’idea di realizzare delle scarpe interamente create da lui, dal disegno al confezionamento del prototipo fino all’ultima rifinitura. La strada è lunga: la solo passione non basta, la pratica da solo non è sufficiente. «Ho iniziato a leggere, tanto, a studiare. Prima da autodidatta poi sono andato a studiare dagli artigiani della Penisola. Nelle  Marche sono i migliori realizzatori di scarpe fatte a mano. Ho imparato tante cose e ho affinato la tecnica». Così sei anni fa il grande passo: dalla riparazione alla realizzazione delle scarpe partendo dal disegno, passando al prototipo e proseguendo con la scelta dei pellami. Nulla è trascurato, i dettagli sono il valore aggiunto del suo lavoro che marchia Su Sabatteri (il calzolaio). Ogni suo modello ora è in un catalogo e ciascuna scarpa ha un nome in sardo. Fogu, ad esempio, è un’elegante mocassino da uomo in due colori, in vitello stampato con una parte in coccodrillo che gli da un tocco estroso. Fogu, a seconda del colore delle pelli scelte può essere un’elegantissima scarpa da cerimonia o un calzatura sportiva per momenti di relax. Il catalogo si compone di 10 ricercati modelli:  c’è Amistade, Bentu e Tirrosu. L’uso del doppio pellame è una delle caratteristiche che contraddistingue i modelli di Andrea. «Creo soprattutto scarpe da uomo anche se di recente mi sono cimentato nei modelli femminili, per ora il mio catalogo ne conta sei». Il cliente di Andrea Vacca è una persona ricercata che cerca la particolarità, l’unicità nelle cose che ...

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