Sanluri: dal 18 maggio via Orsini chiusa al traffico per lavori

Via Orsini sarà interessata da un importante intervento di riqualificazione che ne comporterà la chiusura al traffico per circa sei settimane

 Da lunedì 18 maggio via Orsini sarà interessata da un importante intervento di riqualificazione che ne comporterà la chiusura al traffico veicolare per circa sei settimane.I lavori saranno eseguiti da ARST nell’ambito dell’appalto per la realizzazione della Ciclovia della Sardegna, il progetto regionale che recupera e valorizza i tracciati delle ex linee ferroviarie. Il percorso della ciclovia attraversa anche Sanluri e passa da via Orsini. Per questo, grazie anche a un confronto avviato nei mesi scorsi dal Comune con ARST e Regione Sardegna, si è riusciti ad ottenere un finanziamento aggiuntivo di 600 mila euro dall’Assessorato regionale dei Lavori Pubblici finalizzato al completo rifacimento della pavimentazione in basalto.L’intervento consentirà di rifare tutta la via Orsini e risolvere le criticità presenti in diversi punti dove il manto mostrava evidenti segni di cedimento, l’eliminazione dei pozzetti superflui, e di restituire piena sicurezza e decoro a una delle vie più caratteristiche e trafficate dell’abitato.Il cantiere sarà organizzato in due fasi per ridurre al minimo i disagi. La prima riguarderà il tratto compreso tra piazza Martiri della Libertà e via Tintoretto. Durante tutto il periodo dei lavori sarà sempre garantito il passaggio pedonale, i marciapiedi non saranno interessati ai lavori e saranno fruibiliPer consentire lo svolgimento dell’intervento, l’ordinanza della Polizia locale prevede il divieto di transito in via Orsini e in alcuni tratti limitrofi, l’utilizzo di via Tintoretto per i soli residenti e l’istituzione del doppio senso di circolazione in via Azuni, dove sarà inoltre vietata la sosta su entrambi i lati.Si tratta di un intervento particolarmente significativo, che permetterà di riqualificare integralmente la sede stradale e di migliorare la sicurezza e la qualità urbana di un asse viario centrale per il paese. ...

Comuni montani, Arbus in piazza contro il Dpcm

Anche Arbus ha partecipato alla mobilitazione davanti a Montecitorio contro il nuovo Dpcm sui comuni montani che esclude 77 centri sardi dalla classificazione.

Il Comune di Arbus ha preso parte alla mobilitazione nazionale dei sindaci davanti a Montecitorio contro il nuovo Dpcm che ridefinisce l’elenco dei comuni montani, escludendo numerosi territori storicamente riconosciuti come aree interne e svantaggiate.La protesta nasce in risposta al decreto attuativo collegato alla legge 131/2025 sulle zone montane, che avvia il percorso di applicazione delle nuove norme per il riconoscimento e la promozione dei territori montani. Secondo i sindaci mobilitati, il nuovo impianto rischia però di penalizzare decine di comunità locali già segnate da spopolamento, carenze infrastrutturali e riduzione dei servizi essenziali.Alla manifestazione hanno partecipato delegazioni provenienti da tutta Italia. Per la Sardegna era presente anche Arbus insieme ad altri comuni dell’Isola coinvolti dal provvedimento governativo. A coordinare il confronto tra le amministrazioni sarde è il Comune di Dorgali, promotore di una rete istituzionale che punta a costruire una posizione condivisa tra i territori esclusi dalla nuova classificazione. In Sardegna sarebbero infatti 77 i comuni cancellati dall’elenco dei comuni montani.Tra le principali preoccupazioni espresse dagli amministratori locali ci sono le possibili ricadute sull’accesso ai finanziamenti dedicati, compreso il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, sugli incentivi economici e sulle politiche di sviluppo locale. Timori anche per le conseguenze sulle agevolazioni fiscali e sui premi comunitari destinati ad agricoltori e allevatori.Una delegazione composta da un sindaco per ogni Regione è stata ricevuta a Palazzo, dove è stata avanzata la richiesta di sospendere gli effetti del Dpcm del 18 febbraio 2026 e reintegrare i comuni esclusi nella classificazione montana.La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con un tavolo operativo tra i comuni sardi coinvolti. L’obiettivo è elaborare un documento condiviso con osservazioni, criticità e proposte di modifica al decreto, da inserire nel dossier nazionale elaborato insieme agli altri enti locali impegnati nella vertenza.I sindaci chiedono infine al Governo la revisione dei criteri adottati e l’apertura immediata di un confronto istituzionale con i territori interessati, ribadendo la necessità di tutelare le comunità delle aree interne e garantirne la sostenibilità economica e sociale. ...

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