San Gavino: tre incontri formativi per la tutela minori

Il Servizio Diocesano "Tutela Minori" promuove a maggio tre appuntamenti aperti a operatori pastorali e cittadini per sensibilizzare sul tema della protezione dei minori e delle pe...

Il Servizio Diocesano Tutela Minori e Persone Vulnerabili della Diocesi di Ales-Terralba, insieme all’Istituto di Scienze Religiose “Mons. G.M. Pilo” e al Sistema Bibliotecario Monte Linas, organizzano un ciclo di tre incontri dedicati alla formazione e all’informazione sul tema della tutela dei minori e delle persone vulnerabili.L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Agorà Sardegna, punta a promuovere una cultura della tutela e della protezione dei minori negli ambienti educativi e pastorali, sensibilizzando la comunità sul valore della responsabilità collettiva nella custodia delle fragilità.Gli appuntamenti si svolgeranno nel mese di maggio, dalle 18.35 alle 20, nella biblioteca dell’Istituto di Scienze Religiose “Mons. G.M. Pilo”, in via Diana 9.Il primo incontro è in programma il 13 maggio e sarà dedicato alla presentazione del Centro d’Ascolto Interdiocesano Tutela Minori, con gli interventi di Lina Lai e Tiziana Pinna. Il 20 maggio verranno illustrate le attività e il programma del Servizio Regionale Tutela Minori, a cura di Valeria Aresti. Il ciclo si concluderà il 27 maggio con un approfondimento sul tema “Abusi in ambito ecclesiale: nuove consapevolezze e sfide aperte”, affidato a Paolo Baroli.Gli incontri sono aperti a tutti, ma rivolti in particolare alle persone che operano negli ambienti educativi, pastorali e del volontariato. Gli organizzatori sottolineano l’importanza di creare momenti di approfondimento, confronto e sensibilizzazione su un tema di grande rilevanza sociale ed educativa. ...

Diego Palma nominato referente scuola per la Regione Sardegna

Una scelta da spiegare. Ho accettato l'invito del Partito Socialista Italiano a ricoprire il ruolo di referente scuola per la Regione Sardegna

Una scelta da spiegareCi sono decisioni che maturano nel tempo e poi arrivano all'improvviso, quando il momento è quello giusto. Questa è una di quelle.Ho accettato l'invito del Partito Socialista Italiano a ricoprire il ruolo di referente scuola per la Regione Sardegna. E ho accettato la candidatura alle prossime elezioni  di Quartu Sant'Elena.Lo dico ai lettori di questo giornale prima di tutto, perché è a loro che devo trasparenza.La Voce della Scuola è nata da un'idea semplice: raccontare la scuola con rigore, senza tifoserie e senza padroni. Quel principio non cambia. Ma cambia qualcosa nel mio ruolo personale, e sarebbe disonesto non dirlo chiaramente.Un direttore che scende in campo politico non può restare al proprio posto senza che si ponga un problema di credibilità — non della persona, ma della testata. Per questo ho deciso di autosospendermi dall'incarico di direttore responsabile per tutta la durata del percorso elettorale. Non è un gesto rituale. È la conseguenza logica di una scelta fatta con piena consapevolezza.Il giornale continuerà. La redazione, gli autori, i collaboratori: tutto ciò che costituisce la comunità di questo progetto editoriale andrà avanti, con la stessa autonomia e la stessa libertà di sempre. La Voce della Scuola non è mai stata il giornale di una persona sola, e non lo diventerà ora.Vale la pena spiegare anche il perché di questa scelta politica, senza retorica.Ho trascorso anni a raccontare la scuola: i suoi nodi irrisolti, le sue contraddizioni, le sue potenzialità spesso disattese. Ho intervistato dirigenti, insegnanti, sindacalisti, legislatori. Ho seguito concorsi, contratti, riforme. A un certo punto, raccontare non basta più. O almeno, non basta a me.L'impegno politico non nasce da un'improvvisa vocazione. Nasce dalla stessa radice del giornalismo: la convinzione che la scuola sia una questione pubblica, non amministrativa. Che le scelte che si fanno in materia di istruzione abbiano conseguenze reali sulla vita delle persone. E che chi conosce quel mondo dall'interno abbia il dovere, se ne ha l'occasione, di portarvi la propria voce anche in altri luoghi.Il PSI ha offerto quella occasione. L'ho valutata, e ho detto sì.So che qualcuno non sarà d'accordo. So che qualcuno penserà che un giornalista debba restare fuori dalla politica. È una posizione rispettabile. Ma il confine tra racconto e responsabilità civile non è mai stato, almeno per me, una linea invalicabile. L'importante è che sia visibile. Ed è per questo che sono qui a tracciarlo, pubblicamente.Ai lettori chiedo una cosa sola: continuate a leggere il giornale con lo stesso spirito critico con cui lo avete sempre fatto. Giudicatelo per quello che pubblica, non per quello che faccio io fuori da queste pagine.La scuola resta il punto di partenza. Per il giornale, come per me. ...

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