Riaperti il Parco e il Museo Genna Maria di Villanovaforru

Da oggi il Parco e il Museo Genna Maria di Villanovaforru sono nuovamente aperti al pubblico. «Ripartiamo rispettando tutte le norme comportamentali per accogliervi con sicurezza», afferma il sindaco Maurizio Onnis, «Durante le visite deve essere rispettato il distanziamento sociale di almeno 1m e mezzo e al fine di assicurare un regolare svolgimento delle visite, ed evitare l 'incrocio delle persone nel Parco e nelle sale del Museo, devono essere osservate scrupolosamente le indicazioni presenti, nonché le indicazioni fornite dal personale in servizio». All' ingresso delle strutture sarà misurata la temperatura e l’accesso sarà permesso con l'uso delle mascherine. Il numero massimo di visitatori per il Museo è stabilito a 6 unità per volta, mentre per la visita al Nuraghe è di 10 unità per volta. ...

Marmilla, elezioni amministrative rinviate ad autunno: e se si cambiasse la strategia?

di Simone Muscas ____________________ Questa primavera, anche in Marmilla, si sarebbe dovuta tenere la tornata elettorale per la rielezione di tante amministrazioni comunali arrivate ormai al capolinea della loro legislatura. Tuttavia, a causa dell'emergenza Covid 19, l’appuntamento è stato spostato al prossimo autunno. In diverse occasioni, su questo giornale, sono state raccontate le tante criticità contingenti: un territorio, la Marmilla, che è sempre stato presentato come area dalle numerose “sofferenze”, le più gravi delle quali sono senz’altro: il fenomeno dello spopolamento, la scarsa natalità e un’età media via via sempre più elevata. In tal contesto l’emergenza coronavirus, superfluo sottolinearlo, aprirà scenari tutt’altro che rosei: infatti, data la già precaria situazione economica a cui inevitabilmente andrà incontro lo Stato italiano, tutto si pensa fuorché al fatto che ci si dovranno attendere tempi “buoni” o comunque simili a quelli pre-Covid. Ecco perché, tornando alla questione di partenza, quella “elettorale”, fra le riflessioni necessarie al fine di non farsi trovare impreparati all’inevitabile crisi, vi è quella di (ri)pensare alla miglior strategia per la più conveniente gestione possibile dei tempi difficili che dovranno affrontare i piccoli comuni del territorio. L’appuntamento elettorale induce, visto il periodo, alla riflessione: «Ora più che mai» sostengono in tanti «gli amministratori locali che verranno, saranno chiamati a operare con un occhio di riguardo più votato al bene comune e non, come spesso accaduto nel recente passato, alle anacronistiche questioni di appartenenza politica, potere e, come spesso capita, di facciata». Se prima dell'emergenza, infatti, il rischio della perdita di alcuni servizi essenziali nei piccoli paesi rappresentava una delle possibili variabili, passata la tempesta del Coronavirus quella stessa possibilità si trasformerà in un rischio ben più probabile: attendersi quindi che lo Stato italiano, fra i più indebitati dell’Unione Europea, possa avere un occhio di riguardo per la piccola Marmilla poco appetibile elettoralmente è un’utopia più che una possibilità reale. Ora più che mai, pertanto, gli Enti locali sono chiamati a una prova di maturità e questo per evitare che lo “status quo” raggiunto negli ultimi decenni perda quanti meno pezzi possibile. Si avvertirà la necessità di far più squadra rispetto al passato: un dovere più di ieri per chi amministra e un diritto per chi “viene amministrato”. Parliamo di realtà demografiche frammentate che raggiungono, a stento, i mille residenti; di comunità dove le scuole per alcuni di questi centri sono un ricordo del secolo scorso; di contesti dove le attività economiche sono ridotte all’osso e nelle quali i servizi essenziali si trovano con maggiore frequenza sempre più nel paesino accanto. Insomma, l’epoca delle amministrazioni locali “fonte di servizi pubbli ...

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