Sostegno dalla Caritas di Ales- Terralba per le famiglie in difficoltà: oltre ai viveri tanti prodotti per l'igiene
Nei giorni scorsi con 6 mila euro provenienti dai fondi 8xmille e dal fondo per le estreme povertà delle Regione Autonoma della Sardegna la Caritas Diocesana di Ales- Terralba ha acquistato un importante quantitativo di prodotti per l'igiene personale e della casa per aiutare le famiglie in difficoltà. Oggi sono cominciate le consegne ai centri d'ascolto e alle Caritas parrocchiali di Ales, Gonnosfanadiga, Gonnosnò, Las Plassas, Mogoro, Sardara, Uras, Ussaramanna, Villacidro,Guspini, Arbus, Pabillonis, San Gavino, Terralba, Uras. ...
Leggi di piùRoberto Cossu, edicolante in piazza Morbegno a Milano
di Sergio Portas ____________________ Da quando “Repubblica” ha cambiato il direttore (a proposito: la nostra solidarietà a Carlo Verdelli, da qualche mese costretto alla scorta di polizia, tipo Saviano, viste le reiterate minacce di morte che gli arrivano periodicamente dal web) il quotidiano se ne esce spesso con titoloni a tutta pagina che hanno lo scopo di “épater le bourgeois” (scandalizzare i borghesi) con lo scopo dichiarato che poi, incuriositi, comprino il giornale. Ma venerdì 17 aprile mi ha davvero lasciato di sasso: “Anziani, nessuna pietà”. Scritto a caratteri grossi. Mi sono venuti in mente subito quei versi di Jhon Donne (Hemingwaiy ne avrebbe titolato un suo romanzo famoso, nel 1940): “E allora, non chiedere mai per chi suona la campana. Essa suona per te”. Questi stanno parlando di me, degli “ultrasettantenni” che, ben che vada, cioè non si imbattano nel coronato virus che ha messo in cattività tre quarti del genere umano, dovranno rimanere reclusi in casa più degli altri, magari finché un prodigioso vaccino verrà a sciogliere da ogni vincolo l'umanità tutta. E stanno parlando della strage silenziosa che si va lentamente scoprendo nelle case di cura in cui sono ricoverate le persone più fragili, in là con l'età, con patologie pregresse e svariate invalidità. Quelle che questo virus predilige e si porta via con maggiore facilità. Gli uomini in percentuale esageratamente maggiore che le donne: 70 a 30. Vien da dire che, fortunatamente, la pandemia discrimina, salva “in primis” donne e bambini. Cosa che non fanno le bombe sganciate in Siria e nello Yemen sino a due giorni fa, quelle massacrano in special modo le categorie più deboli, che spesso hanno rifugi di fortuna, messi su con povere lamiere e pezzi di cartone. Nelle “case di riposo” di tutto il mondo (forse solo i tedeschi sono riusciti a scamparla) l'estrema contagiosità del Covid-19 non risparmia nessuno, pazienti sopratutto ma anche operatori sanitari e personale a qualunque mansione adibito. In grazia della superficialità con cui alla malattia si è cercato di fare fronte: troppo pochi camici e guanti e mascherine negli ospedali, quasi niente ai medici condotti, pochissimi nelle case di cura per anziani e disabili. Il mondo non ha voluto vedere “veramente” i cinesi di Wuhan che operavano nei loro ospedali usando tute e maschere plasticate che li rendevano tutti simili a marziani dagli occhi a mandorla. E quando anche da noi medici e infermieri hanno potuto bardarsi efficacemente, il virus era già scappato via e aveva trovato il terreno più fertile dove moltiplicarsi e fare i danni che sapete: le case di cura. Qui in Lombardia i numeri sono terrificanti e a tutt'oggi le persone che muoiono giorno per giorno si contano a varie centinaia, ma a sentire i telegiornali le cose non sono molto diverse in Spagna, Gran Bretagna, Francia, per tacere degli Stati Uniti di Trump. Tutto il mondo più ricco si è trovato impreparato, i ...
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