Nella pandemia è tempo di proclami, ma il sangavinese Pasquale Marongiu, impegnato da una vita nella battaglia per il rispetto dei diritti dei disabili e contro ogni discriminazione, ha le idee chiare e scrive una lettera aperta al ministro della salute Speranza: “Caro ministro della salute Speranza, in questi due mesi di “reclusi” nelle nostre case abbiamo assistito a più riconoscimenti per i dottori, infermieri, OSS e tutte le figure professionali sanitaria. Aplausi dai balconi, sirene spiegate davanti agli ospedali Covid, arcobaleni disegnati da bambini, canzoni dai balconi e dai terrazzi, monumenti illuminati con il tricolori nazionali ecc. ecc. Tutto giusto e tutto bello e commovente, i complimenti e i ringraziamenti per il loro lavoro pericoloso per salvare la nostra vita sono sempre gratuiti”. Pasquale Marongiu indirizza domande precise al ministro: “Ma quello che chiedo e le chiedo è: in questi due mesi a questi eroi contro il coronavirus, gli avete riconosciuto un qualcosa nelle loro buste paga? Ministro, se questi eroi non avessero avuto un becco di centesimo di riconoscimento in busta paga, si può contare nel suo cognome (Speranza) per un suo interessamento concreto? Ministro le dò una dritta: visto che forse qualcuno potrebbe rispondermi che il ministero della salute è a corto di soldi, perché visto che i parlamentari percepiscono circa 12mila euro al mese e i senatori a vita ne percepiscono circa 20mila mensili, perché non rinunciate ad una parte di quei soldi per dare un riconoscimento alla figure professionali sanitaria succitate?”. Una richiesta concreta che va oltre le parole e suggerisce un modo immediato per dare un incentivo economico a chi ogni giorno va a lavoro rischiando di essere contagiato da questo nemico invisibile.
© Riproduzione riservata