Metti una sera di luglio da Gennas a Ingurtosu
di Sandro Renato Garau _________________________ Metti una sera di luglio nella strada che conduce da Gennas ad Ingurtosu dove si affacciano i cantieri della miniera di ponete di Montevecchio e quelli di levante della stessa Ingurtosu. Aggiungi la macchina a passo d’uomo, con i finestrini abbassati per vedere senza veli la vegetazione verdissima con il profumo dell’elicriso arrampicato tra le ferite delle colline e il silenzio circostante; metti anche due camminatori e due ciclisti che la percorrono la stessa strada all’ombra delle pareti alberate che la contornano. Ci guardiamo attorno: una grande struttura con molte finestre aperte chissà da quando sulla destra, a valle strutture, quasi sicuramente industriali, e casupole isolate ancora case sparse, grandi cilindri costruiti in pietra appoggiati al suolo e chiusi con del ferro, un diga vuota e una piena e poi una struttura in ferro che sovrasta alcuni caseggiati con affianco un imbocco di una galleria con due piccole feritoie, anch’esso murato, un rio di color arancione che fuoriesce da una galleria protetta da inferriate e che inizia la sua corsa lungo una vallata resa sterile dalle sostanze che contiene con giunchi di diversi colori che cercano di sopravvivere assieme all’altra flora lacustre che ne colora i cigli. Inizi la salita e il paesaggio è simile, scopri di essere ormai in prossimità delle miniere di Ingurtosu da un cartello arrugginito che le indica. Poco più in là un castello in cemento armato, anch’esso con delle scale arrugginite, case sparse. [caption id="attachment_73730" align="alignleft" width="542"] Ingurtosu, chiesa santa Barbara[/caption] La strada continua a salire sino a un promontorio dove scollinando si vede la borgata di Ingurtosu con molte strutture alcune diroccate, altre risistemate, paiono importanti. Un bivio indica due direzioni, ad ovest Piscinas ad est Arbus, prendiamo la seconda indicazione. Un sontuoso arco in pietra è alla base di una struttura signorile, un cartello ci avvisa che si tratta della direzione delle miniere, chiusa, sulla stessa strada una chiesa dedicata a santa Barbara, chiusa; continuiamo a salire, case sparse protette da una fitta vegetazione sino all’imbocco della statale che da Fluminimaggiore conduce ad Arbus. La domanda che ci poniamo è: che cosa abbiamo visto nel percorso da Montevecchio ad Ingurtosu? Forse gli abitanti di Guspini, Arbus, Fluminimaggiore o coloro che hanno lavorato nelle miniere sanno di che si tratta, ma per chi viene da lontano è un enigma, a parte la vegetazione e il luogo selvaggio e aspro, i profumi, il verde graduato nella sua intensità e il cielo terso, il resto si può solo immaginare. Ci è parso un luogo molto antico. Avere qualcuno che ci possa dare spiegazioni sarebbe importante, che ci racconti una storia o storie. che sappia a cosa erano adibiti i caseggiati diroccati incontrati lungo la strada. A noi sembrano solo ruderi, consumati dall’incuria ed esposti all’abbandono. Da ...
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