Il turismo in Sardegna rischia di stare al palo
di Antonio Obinu _____________________ Dopo la fine del lockdown la parola d’ordine è stata una sola: riaprire! Riaprire le attività commerciali, riaprire i parchi pubblici, riaprire le frontiere. In questi mesi abbiamo capito che il distanziamento sociale è la regola alla quale attenerci; in fila alla cassa del supermercato, mentre camminiamo per strada, svolgendo attività fisica stiamo sempre attenti a mantenere almeno un metro di distanza tra noi e il prossimo indossando sempre la mascherina. Concetto tanto chiaro nella sua comprensione ma che nella sua applicazione non sempre trova la collaborazione di tutti. L’emergenza epidemiologica in Sardegna non è stata, pur nella sua drammaticità, così devastante come in altre regioni del Nord Italia; ciò nonostante il comparto del turismo rischia di rimanere al palo. Annullate tutte le prenotazioni, la stagione cerca di ripartire tra mille difficoltà. Innanzitutto le incertezze iniziali per disciplinare l’arrivo di turisti stranieri e da altre parti d’Italia; non si vuole da queste pagine ripercorrere le polemiche e gli scontri a volte anche duri che ci hanno accompagnato sino a questi giorni, ma quello che gli operatori hanno sempre chiesto alle autorità è stata la chiarezza; nonostante la nostra regione venisse definita Covid free, gli albergatori hanno denunciato una “ondata” di disdette per la mancanza di regole chiare. Anziché vivere di turismo per buona parte dell’anno, rischiamo di vedere svaniti anche i pochi mesi in cui si concentrano la maggior parte degli arrivi. Paghiamo carenze strutturali periodicamente denunciate a fine stagione ma che si ripresentano puntualmente alla riapertura successiva. Eppure la Sardegna è sempre in cima alle preferenze, testimoniato anche dall’ultima ricerca di Marketing01; riconosciuta tra i migliori 30 Google Premier Partner del mondo, evidenzia come le ricerche in rete delle vacanze in Sardegna e Puglia stiano crescendo ad un tasso del 23% a settimana, che la dice lunga sull’appeal delle nostre coste. Questa è anche la nota dolente delle nostre strutture ricettive, capaci di richiamare turisti da tutte le parti del mondo nei mesi estivi, ma non sempre all’altezza quando dobbiamo sponsorizzare le zone dell’interno e soprattutto nei mesi da Ottobre a Marzo. Il clima di cui godiamo non giustifica una distinzione così netta tra alta e bassa stagione; è quanto mai auspicabile che gli operatori del settore concertino con le amministrazioni locali e regionali nuove strategie a sostegno, affinché stagione lunga o destagionalizzazione dell’offerta non siano punti all’ordine del giorno di un convegno ma obiettivi da raggiungere nel breve e medio periodo. Il turismo vale in Sardegna il 7% del prodotto interno della nostra regione; alcuni studi, almeno a regime, prevedono una crescita di questo valore sino al 20% il che richiederebbe non solo una programmazione differente ma anche interventi sulle infrastrutture. Nei mesi inv ...
Leggi di piùDecimoputzu: festeggiamenti in onore della patrona Nostra Signora delle Grazie
A Decimoputzu si è rinnovata la devozione per la patrona Nostra Signora delle Grazie. In un anno così difficile la popolazione ha pregato per avere aiuto dopo tante paure e ostacoli. Una fede dunque che si rafforza e che ha unito in un abbraccio virtuale un'intera comunità. Mercoledì sera la santa messa celebrata da sua eccellenza arcivescovo Baturi, e ieri alle 10,30 la messa della malato e alle 19 Santa messa seguita dalla processione: la statua della Madonna è stata portata in processione sopra un Pik-up attesa dai cittadini fermi nelle strade del paese nel pieno rispetto distanziamento sociale. Poi lo spettacolo pirotecnico e infine oggi Santa messa dell’Angelo a conclusione dei festeggiamenti. ...
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