Gonnosfanadiga guarda verso il futuro e avrà nuovi ponti in acciaio che andranno a sostituire quelli in legno ormai inutilizzabili e pericolosi. Lo fa sapere l’assessore Massimiliano Piras anche sui social: «Per la nostra amministrazione è un risultato importante, ma lo è maggiormente per la nostra comunità e per chi quotidianamente usava i ponti in legno. Ora la parola passa agli uffici che so che faranno del loro meglio per avviare le procedure per la realizzazione. Il professionista incaricato ha depositato in Comune il progetto dei nuovi ponti». Ma non tutti concordano sulla bontà dell’intervento e c’è chi giudica inutile ed eccessiva la spesa per il rifacimento dei ponti: «Inutile - spiegano alcuni cittadini - perché nella fattispecie non si capisce l’esigenza di demolire e distruggere dei ponti realizzati poco più di un decennio fa. Eccessiva perché con una spesa nettamente inferiore si potevano recuperare, perlomeno, le parti di struttura portante.
Le motivazioni di questa valutazione critica sono molteplici. In primo luogo, dal punto di vista tecnico, gli attuali ponti in legno potevano essere rimessi in sesto con una manutenzione ordinaria e con la sostituzione di alcune parti, come ad esempio il piano di calpestio. E se è vero che le passerelle non possono più svolgere la loro funzione si dovrebbe optare per la procedura di richiesta danni alla ditta che li ha realizzati in precedenza o nei confronti del precedente progettista che ha seguito l’opera. Ciò è stato fatto?
In secondo luogo, da cittadino che paga le tasse a Gonnosfanadiga (anche abbastanza salate, rispetto ad altri centri del circondario), mi rammarico di come vengono gestiti i fondi di bilancio della nostra amministrazione.
In terzo luogo, i nuovi ponti verranno realizzati in Corten che nulla hanno a che fare con il contesto storico, paesaggistico e ambientale del Rio Piras (opinione mia personalissima). A Gonnosfanadiga poi non abbiamo buoni esempi di utilizzo del Corten (chiedere ai vicini della casa di Suor Emilia). Sarebbe auspicabile che un’amministrazione comunale operasse come il buon padre di famiglia, razionalizzando le spese e capitalizzando le entrate; in questo caso siamo di fronte ad un esborso di quella portata superfluo (metaforicamente siamo nella situazione di un padre che compra al figlio una nuova moto, tutta cromata, anziché portare dal meccanico quella usata per aggiustarla). Poi se la questione della sostituzione dei ponti è solo ed esclusivamente politica, allora sarebbe il caso che la conseguenze non ricadessero nelle tasche dei cittadini. Speriamo che la prossima amministrazione Comunale, si ravveda e operi una più generale rivalutazione degli interventi da effettuare sulle passerelle, verificando anche tutta la procedura per cui si arrivati ad una similare spesa complessiva (anche dal punto di vista contabile)». (r. s.)
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