San Gavino, potate le piante di via Goldoni per evitare situazioni di rischio

di Gian Luigi Pittau ____________________________________ Mettere in sicurezza le piante del paese soprattutto nelle situazioni critiche. Così l’assessore all’ambiente Libero Lai ha voluto porre rimedio a una situazione che poteva mettere a rischio la sicurezza dei residenti e delle persone che transitavano in una delle strade di grande traffico del paese. «Dopo la posa del nuovo manto stradale - spiega l’assessore Libero Lai - siamo intervenuti con lavori di potatura per la messa in sicurezza delle piante esistenti sulla Via Goldoni e abbiamo contribuito anche al miglioramento dell'arredo urbano». Quest’intervento è il primo passo di un'altra serie di interventi di potatura che interesseranno altre aree comunali. «Su alcune specie - aggiunge Libero Lai -  è stato necessario intervenire con la capitozzatura in quanto le piante, non curate da tempo, andavano ad invadere le vicine abitazioni. Alcuni mesi fa abbiamo anche provveduto alla potatura delle piante presenti in tutta l'area del piazzale Falcone e Borsellino. Lungo le vie del paese diversi interventi sono stati necessari nei casi in cui i cavi dell'alta tensione passano nelle alberature. Sono stati interventi di manutenzione straordinaria del verde necessari per la messa in sicurezza». Così molte strade e spazi verdi del paese ritornano ad avere una situazione di decoro come anche nel caso del parco lettura della biblioteca comunale o delle piante messe nel viale di via Convento. ...

Pabillonis, "Il lenzuolo sardo", un romanzo di Antonio Tuveri

di Anna Luisa Garau _________________________ “Il lenzuolo sardo” è un romanzo di Antonio Tuveri, nato a Pabillonis nel 1922 e vissuto a Milano. Tenente dei carabinieri e decorato Cavaliere della Repubblica, per trent’anni lavorò come giornalista pubblicista e pubblicò anche il romanzo “Le mie cugine”, anch’esso ambientato in Sardegna. La storia si svolge, infatti, a Pabillonis (Pillonis nel romanzo) nel corso del Ventennio fascista dove Gonario Uccheddu, privo d’istruzione e d’indole pigra, trascorre una vita tranquilla. L’unica iniziativa presa nella sua vita è sposare Marietta, incontrata presso la famiglia Matta, una delle più abbienti di Pillonis, con la quale diventa capostipite di una famiglia numerosa le cui vicissitudini sono al centro della vicenda. La vita povera, tra carestie, tisi e invasioni di locuste, mette a dura prova gli Uccheddu che perdono, nel corso degli anni, cinque figli impedendogli di arrivare a ottenere il “lenzuolo”, la banconota da mille lire che il partito fascista prometteva a chi aveva dieci figli vivi e che diventa un’ossessione. In queste condizioni difficili Gonario e Marietta decidono di mandare sotto padrone tutti i figli per sopravvivere: solo uno, Caino, si ribella all’imposizione per frequentare la scuola. Un’altra tra le figlie, Anna, mandata a servizio presso una delle famiglie ricche del paese, diventa oggetto di attenzioni da parte del padrone di casa Fulgenzio, che la corrompe facendo leva sulle paure e con la prospettiva del “lenzuolo” tanto agognato. Quando comunica ai genitori l’accaduto, dopo giorni di tormenti, lo stupore per aver ottenuto le mille lire in questo modo si mescola al timore di una maledizione legata a questa somma: la sera in cui Gonario va a cambiare la banconota viene ucciso un uomo. Questa storia s’intreccia con la gravidanza di Marietta, che scopre di essere in attesa di ben tre gemelli che le permetterebbero di raggiungere i dieci figli richiesti dal partito alle “lupe profiliche”, soprannome che si guadagna. Questa fama porta molte persone a recarsi in visita portando doni, convinte che portasse bene, che le chiedevano quale voto avesse preso: la fama di Marietta convince Gonario di avere un certo peso in paese. Ma anche in questo momento favorevole, in cui finalmente il lenzuolo promesso sembra a portata di mano, la durezza della vita si mostra ancora una volta: a uno dei figli, Benito, viene diagnosticata la tubercolosi in stadio avanzato. La sua morte impedisce ancora una volta la vincita del premio, ormai diventata l’ossessione di Gonario. Nonostante la morte di Benito la nascita dei tre gemelli, chiamati Benito uno, Benito due e Benito tre, convince il partito a versare metà della somma promessa a un negoziante di alimentari. Questo permette agli Uccheddu di saldare i debiti con Michele Tuveri, gestore del negozio di Pillonis, che in passato era stato gentile con loro. Nel frattempo la fama di santità di Marietta si ...

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