Informazione sugli effetti della droga a Serramanna
Martedì 29 marzo è proseguita la campagna di prevenzione dei volontari di Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga che, nel tour dei paesi del Medio Campidano, hanno fatto nuovamente tappa a Serramanna. Sono stati oltre 150 i cittadini ai quali sono stati distribuiti i libretti de La Verità sulla Droga e non è mancata occasione per scambiare pareri con loro. Aiutati dai volontari della Chiesa di Scientology, quelli della fondazione hanno consegnato i libretti perfino a una persona che, “si dice in paese”, sia molto molto vicina a uno spacciatore che ha un suo bel giro. Il momento è stato adrenalinico con tanto di altre persone che nel vedere la scena si sono defilate. Tuttavia la filosofia dei volontari rimane quella di informare le persone senza alcuna discriminazione e non hanno guardato dall’alto in basso chi avevano di fronte, hanno approcciato con umanità. ...
Leggi di piùCollinas - Forru, su sattu de bidda
di Francesco Diana __________________________________ Il termine “su sattu”, nell’antica concezione nostrana identificava quella parte del territorio comunale non occupata dal centro abitato. In ciascuna delle realtà isolane si arrivò all’identificazione di “su sartu de bidda”, definendolo come quel complesso dei terreni di proprietà dei cittadini residenti in un determinato paese. Tuttavia, le continue modificazioni originate dal regime di mercato fondiario, imposero l’adozione di una precisa identificazione geografica del territorio di ciascun comune, indipendentemente dalla residenza dei rispettivi proprietari terrieri, fissandone i confini: “Sa Lacana”, per distinguerli da quelli confinanti: “Lacanas a pari”. Si arrivò così all’istituzione del Catasto, con tutte le sue note articolazioni. In “su sattu” di ciascun paese, in prossimità del centro abitato erano ubicati gli orti familiari, piccole superfici dotate in genere da fonti di approvvigionamento idrico, ma soprattutto le aie “is argiolas”, adibite alla trebbiatura di cereali e leguminose, in genere di proprietà delle aziende più rappresentative del paese. A Collinas, in particolare, si distinguevano quelle di “Santu Perdu” e quelle di “Stant’Arroccu”. Le prime, oltre alle aree ubicate in prossimità del cimitero (Garau-Peis-Usai-Tuveri-Scano ecc), comprendevano gran parte dell’area compresa fra l’attuale Via Vittorio Emanuele III, Corso Repubblica e Via Di Vittorio (Onnis P.Tuveri P.Spada A. e più), mentre le seconde abbracciavano l’area compresa fra la stessa Via Di Vittorio, la Via Gramsci e la Via Eleonora d’Arborea (Onnis L., Onnis B., Sanna L. Manigas P. e più), per poi estendersi oltre quest’ultima località fino a “S’argiola sa sennòra” (Scano L. Peis V. e più). Inoltre, riguardo alla rotazione colturale adottata per consuetudine consolidata, “Su Sattu” di divideva in “Poboribi” e “Bidatsoni”: il primo identificava parte del territorio destinata alla coltivazione delle leguminose (“lòris minùdus” - colture miglioratrici) o a riposo pascolativo (pàsiu), mentre il secondo comprendeva la parte del territorio destinata alla coltivazione del grano da parte di tutti i coltivatori. Ovviamente, per effetto della rotazione, il “Paberile” subentrava al “Bidatsone” e viceversa. Abbastanza interessante l’usanza di “Sa cumunella” o “Is pastùras abèrtas”, in atto ancora oggi a Collinas e in molti altri paesi della Sardegna, istituzione in virtù della quale tutti i terreni seminativi non chiusi o destinati a “Padru” vengono messi a disposizione dei pastori subito dopo il raccolto, o addirittura per tutto l’anno qualora a riposo (“a pasìu”). Per lo sfruttamento di detti terreni, ovviamente, i pastori sono tenuti al pagamento di un canone in rapporto al numero dei capi di bestiame posseduti, canone che, dedotte le spese di gestione del sistema, viene ripartito fra i pr ...
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