Villamar, nasce la Polisportiva Villamarese, la società calcistica per gli over 43

di Simone Muscas _________________________________   Villamar è sempre stato un paese a grande vocazione calcistica: le società di calcio che si sono succedute negli anni hanno infatti sempre potuto contare spesso nel maggior numero di iscritti rispetto alle altre realtà sportive locali.  Ma se da una parte per i giovani e i bambini l’offerta calcistica non è mai mancata, lo stesso non si può dire per i calciatori più avanti con l'età: negli ultimi decenni infatti nessuna realtà sportiva locale si è più iscritta a campionati di calcio per gli over 40. Ed è proprio per tale mancanza che un gruppo di volontari locali ha pensato bene di costituire una nuova società rivolta agli appassionati entrati nella fascia d’età in cui normalmente si appendono le scarpette bullonate al chiodo. [caption id="attachment_120416" align="alignleft" width="126"] Roberto Matzeu[/caption] «L'idea - spiega Roberto Matzeu, tra i fondatori oltre che presidente della neonata società sportiva - è nata in pochissimo tempo. Da circa 25 anni a Villamar, infatti, non esisteva più alcuna possibilità che permettesse ai meno giovani di praticare il calcio. Eppure tantissime persone nel nostro paese, pur avanti con gli anni, hanno spesso giocato in società di altri paesi aperte agli over». A giochi fatti la trasformazione dell'idea in realtà è stata più semplice del previsto: «È bastato un passaparola - continua il presidente -: in poche settimane ci siamo ritrovati ad avere tantissime adesioni». Ed è così che è nata la “Polisportiva Villamarese” che, senza chissà quale grande preparazione atletica, ha esordito la scorsa settimana nel campionato dell’associazione UISP aperto agli over 43. Calciatori e dirigenti sono tutti vecchie glorie del calcio locale, molti di questi distintisi per aver militato anche in squadre di livello durante la propria carriera. «A Villamar vi è ora un campo sportivo in erba sintetica che ai nostri tempi solo poche altre società avevano. Per tanti di noi, abituati a giocare soprattutto sui terreni polverosi in terra battuta, questa rappresenta una piacevole novità». Tuttavia, al di là dell’aspetto meramente sportivo, rimettersi gli scarpini ai piedi o semplicemente tornare da collaboratore a cimentarsi in un torneo, ha soprattutto un aspetto di “cuore”. «Per la squadra - continua Matzeu - rimettersi in gioco ha rappresentato un'esplosione di sentimenti, quali: il riassaporare la preparazione dell’incontro, il rivivere le fasi del ritmo gara, il ridere o l’arrabbiarsi nello spogliatoio fra compagni, il condividere momenti ricreativi nel post partita. Sensazioni che avevamo nel nostro cassetto dei ricordi e che, in modo più o meno naturale per tutti, sono riaffiorate». Quelle stesse sensazioni che ai più possono sembrare solo personali, ma che, evidentemente, anche gli appassionatio di sport del paese hanno apprezzato: «Nella partita d'esordio siamo rimasti sorpresi da quanta gente foss ...

Pabillonis, Federica Olmo e il suo grande amore per i cavalli

di Anna Luisa Garau _____________________________________ Numerose pubblicazioni scientifiche sostengono che crescere e giocare insieme a un animale migliori il buonumore, allontani le emozioni negative, e abbia un effetto positivo anche sulla salute psico - fisica e, in particolare, aiuterebbe a stare in buona salute chi si avvicina a loro nei diversi modi. Secondo la scienza, l'empatia verso gli animali farebbe parte del bagaglio genetico delle persone. L’empatia che si crea tra cavallo e la persona è un argomento che sta assumendo sempre maggiore importanza, soprattutto sugli effetti possono sortire benefici a livello motorio che a livello cognitivo e sul miglioramento dell’autostima e della capacità comunicativa del paziente /utente umano. È stata proprio l’empatia e il grande amore per i cavalli a motivare, Federica Olmo, una giovane donna di Pabillonis nel suo progetto lavorativo. L’amore per gli animali che sin da piccola manifesta cresce con il passare degli anni sviluppando un particolare interesse per il mondo dei cavalli. Interesse che con determinazione porta avanti grazie anche ai consigli della sua insegnante delle elementari Elena Usai, di cui conserva un ottimo ricordo, che le insegnò a credere nelle sue passioni, a coltivarle  e a prendersi sempre cura degli altri. Federica lavora con i cavalli da oltre vent’anni. Nel 2018 fonda l’associazione sportiva Quoяe Asd, che svolge l’attività a Oristano, negli impianti del circolo ippico La Golena. «Non è una società sportiva ma una comunità che ha come interesse l’amore per i cavalli. Quoяе è presente nel censimento delle migliori realtà riabilitative del prestigioso “Progetto Sphere”. È tra le prime in Italia e in Europa e l’unica in Sardegna che si occupa di attività riabilitativa in ambito equestre», dichiara con soddisfazione Federica, «Dentro il nome dell’associazione Quoяе ci sono: Qu-azar e Rox , con quella R rovesciata e sgambettante che guarda verso la o, due pilastri della mia vita e che in modo speciale porto sempre dentro perché c’è l’amore per Bella, cavalla-collaboratrice splendida e indimenticabile che si è presa ‘cura’ di tanti ragazzi. Il tutto rappresentato graficamente dal logo realizzato da Maria Laura Marras su una mia fotografia che rappresenta idealmente l’abbraccio tra una bambina e il suo amico mentre il cuore che li unisce rappresenta la straordinaria empatia tra uomo e cavallo. Un intreccio simbiotico che, grazie alla naturalezza e semplicità con cui i cavalli interagiscono e creano legami, ‘cura’ accresce e fa crescere. Nel 2011 con Elisa Cuccu, pedagogista, con cui ho condiviso tante esperienze lavorative, abbiamo scritto il libro “Un’avventura insieme”, che racconta la straordinaria storia di Chiara e della dolce cavalla Bella.  Gli incassi delle vendite sono e saranno devoluti alla ricerca per la sindrome di rett, patologia di cui soffre Chiara, seguita da Federica da quando a ...

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