Posidonia a La Maddalena, la Regione scrive al Ministero

Tra le principali minacce, l'ancoraggio sui fondali ricoperti dalla Posidonia, che può provocare lo sradicamento e la frammentazione delle praterie

Rafforzare i controlli nell'Arcipelago di La Maddalena per proteggere le praterie di Posidonia oceanica, sottoposte durante l'estate alla pressione di migliaia di imbarcazioni. È la richiesta avanzata dalla Regione al Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica attraverso una nota firmata dalla presidente Alessandra Todde e dall'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.Il problema diventa particolarmente evidente nei periodi di maggiore affluenza, quando nell'Arcipelago si registrano oltre 6mila imbarcazioni al giorno. La pressione si concentra soprattutto nelle aree più fragili, tra Caprera, Spargi, Budelli, Santa Maria e le isole a nord e a sud di Mortorio.Tra le principali minacce viene indicato l'ancoraggio sui fondali ricoperti dalla Posidonia, che può provocare lo sradicamento e la frammentazione delle praterie. A questo si aggiungono il moto ondoso prodotto dalle imbarcazioni e le velocità eccessive, che favoriscono l'erosione degli arenili, oltre alla torbidità delle acque e agli scarichi non controllati. Gli effetti interessano anche altre specie protette, come la Pinna nobilis, già in uno stato critico di conservazione, e i mammiferi marini presenti nell'area.L'Arcipelago gode già di diversi livelli di protezione ambientale: è Parco nazionale, fa parte della rete europea Natura 2000 ed è compreso nel Santuario Pelagos per la tutela dei mammiferi marini. Inoltre, il sito Natura 2000 “Arcipelago La Maddalena” è classificato sia come Zona speciale di conservazione (Zsc) sia come Zona di protezione speciale (Zps). Secondo la Regione, però, a questo articolato sistema di tutele non corrisponde oggi una capacità di vigilanza sufficiente a far rispettare efficacemente le regole. «Non stiamo chiedendo nuovi divieti: quelli esistenti sono già più che sufficienti, stiamo chiedendo che qualcuno possa farli rispettare», scrivono Todde e Laconi. «Un habitat prioritario europeo non può essere affidato alla buona volontà di chi lo attraversa, e chi lo danneggia non può cavarsela con una sanzione da poche decine di euro. La Sardegna fa la sua parte, ma i poteri di vigilanza e il regime sanzionatorio sono materia statale: su questo chiediamo al Ministro una risposta».Uno dei nodi riguarda proprio chi può intervenire quando vengono violate le regole. Il personale dell'Ente Parco non dispone della qualifica di polizia giudiziaria né del potere di contestare direttamente le infrazioni e applicare le relative sanzioni: può informare e segnalare, mentre i controlli restano affidati alla Capitaneria di porto e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Secondo la Regione, le risorse disponibili non sono però sufficienti rispetto all'estensione dell'area da sorvegliare.Anche l'entità delle sanzioni per gli ancoraggi sulle praterie di Posidonia viene considerata inadeguata. Gli importi ordinariamente applicati ammontano a poche decine di euro e rischiano di essere percepiti dalla nautica di fascia alta c ...

SS 130, via libera alla messa in sicurezza tra Elmas e Decimomannu

Via libera alla messa in sicurezza di dieci chilometri della SS 130 tra Elmas e Decimomannu, con un investimento di oltre 330 milioni di euro

Via libera all’intervento di messa in sicurezza della strada statale 130 nel tratto a quattro corsie tra Elmas e Decimomannu. La Conferenza dei servizi ha acquisito i pareri favorevoli di tutti gli enti e dei soggetti coinvolti nel progetto, compresi i Comuni di Elmas, Assemini e Decimomannu.«È una giornata che possiamo definire storica con i pareri positivi possiamo dare avvio all’iter dell’opera attesa da oltre dieci anni», evidenzia l’assessore regionale dei Lavori pubblici Antonio Piu.L'intervento interessa un tracciato di circa dieci chilometri e prevede un investimento complessivo superiore a 330 milioni di euro. L'obiettivo è mettere in sicurezza l'arteria attraverso la realizzazione di una strada di tipo B, con due corsie per ogni senso di marcia, e la riorganizzazione delle principali intersezioni. Il progetto comprende quattro viadotti e due ponti, per uno sviluppo complessivo di circa mille metri, oltre a un cavalcavia e a una serie di opere minori e interventi di sistemazione idraulica.In corrispondenza degli attuali incroci a raso di Elmas, Assemini e Decimomannu saranno realizzati svincoli a livelli sfalsati e verranno eliminati alcuni accessi diretti. Nei nuovi svincoli la SS 130 sarà sopraelevata su viadotto, mentre il collegamento con la viabilità locale sarà assicurato attraverso rampe e rotatorie sottostanti.Il via libera della Conferenza dei servizi consente ora di definire il cronoprogramma. «Entro dicembre, spiega Piu, avremo il progetto di fattibilità tecnico-economica ed entro giugno 2027 la pubblicazione della gara». Nel frattempo, sempre entro dicembre, partiranno i lavori per la rotatoria di Decimomannu, destinata a mettere in sicurezza l'incrocio in attesa della realizzazione delle opere definitive.«In due anni abbiamo messo d’accordo quasi 40 soggetti coinvolti. Nell’iter sono stati fondamentali la costituzione della struttura commissariale, attesa dal 2021, gli incontri al Ministero e la collaborazione di Anas e dei Comuni» prosegue l'assessore. «Oggi è una giornata da segnare nel calendario perché finalmente abbiamo il via libera all’opera. Ora abbiamo un progetto approvato e un orizzonte temporale», conclude Antonio Piu.Per accelerare la realizzazione dell'intervento, il cantiere sarà suddiviso in due lotti che procederanno contemporaneamente, con l'obiettivo di ridurre i tempi complessivi di esecuzione dell'opera. ...

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