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Emozioni e coraggio
Una delle discriminanti maggiori che rendono un’azione più o meno rilevante per l’opinione pubblica è senza dubbio il coraggio. Come tutte le competenze emotive, il coraggio è un costrutto formato da molteplici emozioni ed è correlato direttamente con la motivazione del soggetto, ovvero non è un’azione istintiva e irrazionale ma è un atto profondo, un ventaglio di emozioni utile per finalizzare un nostro obiettivo che ci soddisfi e appaghi. Le emozioni principali che sottendono questo costrutto sono quindi intense e rivolte alla realizzazione di un nostro scopo: ecco quindi che da sempre il coraggio ha contraddistinto le storie avventurose, romantiche, religiose, politiche o sociali della letteratura e della storia, attirando l’attenzione dei lettori e dei sostenitori verso eroi o eroine che a discapito della propria serenità e a volte incolumità, hanno compiuto azioni memorabili che più o meno inconsciamente condividiamo. Anche la cronaca dei mezzi di informazione utilizza questa empatia tra lettori e personaggi per scegliere la modalità nel dare risalto a episodi che suscitino emozioni forti e condivise, frutto di scelte giustappunto coraggiose. Ma quand’è che un individuo può essere definito “coraggioso”? Il lavoro clinico mi porta a rispondere che è nel momento che incontriamo un qualsiasi ostacolo apparentemente senza via d’uscita che si presenta la possibilità di essere coraggiosi; inoltre, il coraggio protratto nel tempo e assimilato come stile di vita, si rivela spesso una soluzione positiva e vincente per raggiungere obiettivi ragguardevoli durante l’arco di vita. È infatti notevole come il coraggio moduli positivamente l’autostima così da valutare eventuali sconfitte come insegnamenti, utili alla conoscenza di se stessi e dei propri limiti, insegnamenti che potrebbero risultare propedeutici per il futuro. Coraggio in questo caso significherà non ripetere gli stessi errori, per ottenere risultati diversi in meglio è necessario avere il coraggio di compiere scelte diverse, percorrere strade nuove se le precedenti son risultate vicoli ciechi utili certamente, ma pur sempre senza sbocchi per il nostro benessere. Nel momento in cui accettiamo i nostri fallimenti, ecco che abbiamo chiara la nostra situazione e possiamo scegliere ciò che va fatto o ciò che vogliamo fare. Non sempre le due cose coincidono, sovente i ruoli e le impostazioni societarie non vanno di pari passo con le nostre emozioni: una trentenne in carriera probabilmente avrà scelto coraggiosamente di inseguire le sue aspirazioni professionali tralasciando magari altre aree della propria vita, più o meno consapevolmente e più della opinione comune del campanello biologico che avanza inesorabile; allo stesso modo avrebbe potuto scegliere una carriera lavorativa meno strutturata che le permettesse di metter su famiglia col benestare dell’orologio biologico. Ha comunque scelto e quindi il coraggio ha determinato i risultati. Ma cosa ...
Leggi di piùIl Book Sharing è arrivato a Sanluri
Conosciuto anche come Book Crossing, questa nuova moda di condividere la lettura con degli sconosciuti si sta diffondendo con sempre più entusiasmo in tutto il globo a partire dalle grandi capitali europee, sino ad arrivare ai piccoli paesi. Il Book Sharing è un’iniziativa volontaria e gratuita di distribuzione di libri che consiste nel piazzare in un luogo pubblico prestabilito i libri che si vogliono condividere e regalare al prossimo in piena autonomia, potendone prendere altri che vi si trovano. La regola è solo una: lasciare un libro per ogni libro che si prende, affinché questa libreria cittadina non rimanga mai sprovvista. A Sanluri già da qualche settimana si può notare il primo caso di Book Sharing nella via principale Carlo Felice, fuori dall’enoteca In Vino Veritas, i cui proprietari, aderendo a un’iniziativa del Comune, e sotto consiglio del capo dei vigili urbani, Roberto Casu, hanno optato per la soluzione più creativa. Il Comune ha infatti disposto a favore di tutti i negozianti, e più in generale dei partecipanti all’iniziativa, la possibilità di concedere in uso l’area prescelta senza addebito della tassa per l’occupazione del suolo pubblico, come si può leggere nel “Regolamento per gli interventi di miglioramento dell’arredo e del decoro urbano in rapporto pubblico-privato” dove si invitano non solo i commercianti, ma tutte le categorie sociali a proporre migliorie urbane. Così la scelta può essere, per citarne solo alcuni, quella di piazzare una nuova libreria cittadina sul modello del Book Sharing, oppure coltivare un aiuola adiacente all’attività commerciale, si potrebbe anche munire il marciapiede di un rifornitore per sacchetti igienici, utilizzabili da chi, portando i propri animali domestici a fare una passeggiata, ne è rimasto sprovvisto, di panchine nuove, di portabiciclette o cestini getta rifiuti. Le proposte dovranno poi essere presentate in Comune dove diverranno oggetto della valutazione della Giunta Comunale e degli uffici competenti i quali decideranno se autorizzare, nel caso in cui esse costituiscano un reale abbellimento urbano e siano in grado di raccogliere un interesse generale, o meno le varie proposte pervenute. Lo scopo è quello di abbellire il paese attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. Fabiola Corona ...
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