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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Venerdì a Cagliari convegno sul reddito di inclusione sociale in Sardegna

A due anni dall’approvazione della legge regionale 18/2016 approvata dalla Giunta Pigliaru, venerdì a Cagliari alle 16.30 nel Teatro Sant’Eulalia si parla degli effetti riscontrati dalla misura di contrasto alla povertà introdotta in Sardegna. L’occasione per parlare di un intervento che per certi versi ha anticipato il “reddito di cittadinanza” introdotto qualche giorno fa dal Governo nazionale con l’approvazione del contestatissimo Def è il convegno organizzato dall’associazione “Alleanza contro la povertà” a due anni dall'introduzione della legge regionale. A introdurre i lavori del convegno c’è Fabio Meloni, portavoce in Sardegna dell’associazione “Alleanza contro la povertà”, a seguire l’intervento del presidente della Regione Francesco Pigliaru e a concludere il portavoce in Italia dell’associazione organizzatrice Roberto Rossini. ...

Lorica chin ficu cun frùttula sicca e pilardha de pessiche

Questa deliziosa ricetta prettamente autunnale, fa parte della cucina povera isolana ed è ancora usanza prepararla nel nuorese. - Sa lorica o loriga -  ghiera - anello - cerchio è  un dolce pane sardo rustico dalla conformazione di una ciambella preparata con ficchi freschi di fine stagione – figu‘era - mele cotogne - mebas pirongias - melaghidònzas – mellaghidòngias - mel‘e ferru o mebarrosa - mele appicadorza -, pesche essiccate - pilardha de pessiche - del tipo spaccatelle che in Sardegna chiamano - pressiu sperradori - pessiche isperrache o pessihe isperrahe” -, fichi d’india - figumorisca - fimorisca - figuzinza -, frutti selvatici, confetture casalinghe, uva appassita - pabassa -, frutta secca, miele di corbezzolo - melli de ollioni - mebi de oioni - spezie, zafferano San Gavino - tzaffanau Santu ‘Engiu - e quant’altro. Insomma uno stratagemma di vetusta tradizione per adoperare la frutta eccedente in cucina, onde evitare di farla marcire, anche se una volta quando ancora si poteva allevare il maiale nella porcilaia, che di solito si trovava in fondo all’orto, non si buttava mai nulla, perché il suino  trangugiava di tutto, frutta compresa. Il pane dolce, chiamato pure - pane de lorica - era usanza e tutt’ora lo è offrirlo agli invitati, in occasione di matrimoni celebrati durante la festa di Santa Maria della Neve (luogo di culto cattolico di Nuoro), Patrona della città o nella commemorazione delle feste dedicate ai Santi cari ai nuoresi, come segno e attestazione di ringraziamento. Sempre l’usanza auspica addirittura che il dolce pane venga offerto in segno di riconoscimento ai partecipanti in occasione della messa per il trentesimo giorno della scomparsa o per l’anniversario. - Sa lorica chin ficu cun frùttula sicca e pilardha de pessiche -, si distingue dagli altri dolci per l’originalità, la ricchezza degli ingredienti e il profumo delle spezie, facendolo risultare un dolce unico di rara squisitezza. Ingredientis: per la pasta: g 600 di  farina di  grano duro, g 250 di miele si corbezzolo, 1 stecca di vaniglia, g 150 di strutto suino, 3 uova, la scorza grattugiata di un limone giallo non trattato, 1 cucchiaino di polvere di scorze d’agrumi essiccate, g 5 di bicarbonato di sodio, 1 bicchierino di liquore all’anice, sale q.b. per il ripieno: 10 fichi maturi, 4 meline selvatiche, 4 pesche secche – pilardha - già ammollate, g 250 di confettura casalinga di mele cotogne, g 80 di mandorle pelate, g 80 di nocciole pelate, g 80 di gherigli di noce, g 70 di uva appassita, 4 amaretti sardi secchi, la scorza grattugiata di un limone giallo non trattato, zafferano San Gavino, 1 cucchiaino di anice in polvere, una presa di semi di finocchio selvatico, un idea di cannella e una di garofano in polvere, vino  moscatello, olio extravergine d’oliva, sale q.b. Approntadura: per prima cosa disponi la farina a fontana sul ripiano della madia e al centro tuffaci una presa di sale, il miele, la raschiatu ...

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