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Adolescenza pandemica
a cura della Dott.ssa Alice Bandino* ______________________________ Nell’ultimo report voluto dal Dipartimento per le politiche della famiglia con l’“Istituto degli Innocenti”, è emerso un quadro ancora più chiaro sulla situazione dei nostri adolescenti dopo quasi un anno e mezzo di pandemia. Sebbene i nostri giovani non si trovino in prima linea contro il Covid, essi subiscono ripercussioni a livello bio psico sociale a causa della diffusione del Virus e delle conseguenti misure di contenimento adottate dai Governi: è mutata la routine e gli equilibri del vivere il quotidiano, con un futuro incerto e in un clima di rabbia e diffidenza diffusa. A subirne le conseguenze a livello psicologico e di benessere globale son tutti i soggetti vulnerabili, ed è chiaro che oltre agli anziani, disabili fisici e psichici e bambini, non possiamo non occuparci degli adolescenti, una fascia d’età di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, già provata negli ultimi anni delle conseguenze collaterali all’utilizzo di internet, facile trappola per le persone non ancora mature emotivamente, come i nostri adolescenti, abili forse con la tecnologia, ma non abbastanza per far fronte alle manipolazioni emotive di adulti o coetanei immaturi. Dopo un anno e mezzo di pandemia è stata proprio la tecnologia a farla da padrona: lezioni on line, chat durante il lockdown e video chat per sentirsi più vicini, hanno obbligato i più ad essere perennemente connessi, spesso provati da questa “iperconnessione” che ha impedito per lunghi periodi a tanti di poter riposare correttamente seguendo un giusto ritmo sonno-veglia, mescolando pasti, riti e impegni tra giorno e notte, amplificando lo stress e aggiungendo ulteriore disagio ai nostri ragazzi. La deprivazione da sonno è una tortura in certi arcaici codici di guerra ed eccoci a parlare ancora una volta di pandemia come di una guerra invisibile, cui oggi aggiungeremo l’adolescenza definita a sua volta da molti genitori e relativi figli una guerra intergenerazionale all’interno delle mura domestiche. Ci son passati anche i nostri genitori con noi e prima di noi forse in maniera più lieve, sposandosi e emancipandosi a vent’anni per l’agognata libertà, lieve privilegio negato alle famiglie di oggi, dove solitamente la dipendenza economica avviene dopo i trenta e per questo soggette a maggiori dinamiche conflittuali tra i componenti del nucleo per più anni. Le limitazioni negli spostamenti e il confinamento hanno impedito le uscite tra pari per poi regolarle per fasce orarie e attualmente gestirle con il green pass. Rabbia, tristezza e paura vengono dunque indirizzate verso chi maggiormente si vede durante la giornata, che spesso corrisponde a genitori e/o fratelli e sorelle! Ne deduciamo quindi una vera e propria polveriera pronta a esplodere specie durante il caldo estivo. Senza scuola, compagni e con poche vacanze, gli adolescenti più insoddisfatti e arrabbiati sembrano essere proprio qu ...
Leggi di piùUsellus: ecco le foto che raccontano i paesi della Marmilla
Da uno scatto “locale” a temi universali. Perché lo sguardo dell’occhio fotografico su un piccolo paese aiuta a raccontare ancora meglio l’identità culturale di quella comunità, ma anche a riflettere sulla contemporaneità e su aspetti del vivere quotidiano, spesso offuscati e dimenticati nelle grandi città. Un racconto fotografico fra locale e universale rappresenta il filo conduttore dei lavori realizzati da quattro giovani fotografi in altrettanti paesi della Marmilla, che ricadono nel territorio del Consorzio Turistico “Due Giare”: Assolo, Gonnosnò, Sini e Usellus. [caption id="attachment_90211" align="aligncenter" width="748"] Il presidente delle Due Giare Lino Zedda e Salvatore Ligios[/caption] La prima mostra di Simone Deidda sarà inaugurata domani pomeriggio, venerdì 3 settembre, alle 17,30 nella corte della biblioteca comunale di Usellus. Il lavoro svolto dai quattro giovani e le quattro esposizioni si inseriscono nella seconda tappa del progetto “Fotografia contemporanea in Marmilla”, promossa da un patto di ferro fra il Consorzio Due Giare e l’associazione “Su Palatu Fotografia”. Il presidente del Consorzio Lino Zedda ha detto: «Dopo il successo della prima edizione, grazie anche alla capacità dei fotografi di interagire con le comunità locali che hanno accolto con buona partecipazione il progetto, altri quattro comuni hanno raggiunto l’obiettivo. I paesi di Assolo, Gonnosnò, Sini e Usellus sono stati oggetto di documentazione visiva dai fotografi Pierluigi Dessì, Ambra Iride Sechi, Isabella Muzzu e Simone Deidda». CAMPAGNE FOTOGRAFICHE La Marmilla, dunque, è stata ancora una volta osservata, scoperta, scrutata dagli occhi di quattro giovani fotografi, che hanno curiosato fra centri storici, monumenti, campagne, natura. Ma anche cittadini e persone, con le loro storie. Fotografi, che ora hanno selezionato gli scatti più belli e particolari per le loro esposizioni. Salvatore Ligios, presidente dell’associazione “Su Palatu”, ha spiegato: «I quattro progetti fotografici sono uniti da un filo conduttore comune che, seppur differenziandosi nello stile di ciascuno, portano a esplorare le stesse tematiche: tempo, spazio e memoria. Le realtà periferiche sono spesso un terreno privilegiato per realizzare laboratori di pensiero critico e osservare la contemporaneità. Esplorare i territori di piccole comunità facilità la messa a fuoco di temi universali che sempre più forzatamente sfuggono allo sguardo e all’attenzione delle persone che vivono in città dove i grandi numeri schiacciano i ritmi della vita quotidiana che ciascun individuo dovrebbe in modo naturale». Simone Deidda esplora Usellus e propone un dialogo equilibrato tra le piccole cose che rendono viva una comunità. Ambra Iride Sechi percorre il territorio di Gonnosnò con sensibilità femminile concentrando l’attenzione su tre elementi: il paesaggio fuori dell’abitato, le atmosfere del centro storico e la vivacità di ...
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