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Gonnosnò attraverso gli occhi di una giovane fotografa della Marmilla

Gonnosnò visto con gli occhi di una donna. Ovvero l’obiettivo di una giovane fotografa della Marmilla, che ha indagato uno dei paesi del suo territorio, raccontando il paesaggio, il centro storico, ma anche i residenti, soprattutto i giovani. [caption id="attachment_90409" align="alignleft" width="331"] Ambra Iride Sechi[/caption] Sabato 11 settembre a Gonnosnò alle 17 l’inaugurazione della seconda mostra fotografica della seconda annualità del progetto “Fotografia contemporanea in Marmilla”, portato avanti dall’associazione culturale “Su Palatu Fotografia” con il sostegno del Consorzio Turistico “Due Giare”. Dopo Simone Deidda e il racconto attraverso i suoi “clic” della comunità di Usellus, questa volta toccherà ad Ambra Idire Sechi proporre un percorso in immagini del comune di Gonnosnò. «Così prosegue il nostro racconto del territorio del nostro Consorzio anche attraverso la fotografia», ha esordito il presidente delle Due Giare Lino Zedda, «riteniamo che ogni strumento di comunicazione possa servire a motivare il visitatore a scegliere di spostarsi in Marmilla. E anche quest’anno i lavori dei giovani fotografi ci stanno aiutando a mettere in luce aspetti e sfumature poco conosciute dei nostri paesi». LA MOSTRA Taglio del nastro sabato 11 settembre a Gonnosnò, alle 17, nella corte del museo comunale, in via Funtana Susu numero 2, all’angolo con il Corso Umberto, per l’esposizione “La strada nascosta” di Ambra Iride Sechi, che sarà visitabile sino al prossimo 7 novembre. «Ambra Iride Sechi percorre il territorio di Gonnosnò con sensibilità femminile concentrando l’attenzione su tre elementi: il paesaggio fuori dell’abitato, le atmosfere del centro storico e la vivacità di giovani abitanti che preannunciano il futuro», ha spiegato Salvatore Ligios, presidente dell’associazione “Su Palatu Fotografia”, che ha coordinato il lavoro dei quattro giovani fotografi assieme a Luca Spano. Ambra Iride Sechi, di Las Plassas, fotografa e artista visiva, si è formata presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna e vive fra la Sardegna e Marsiglia. È anche cofondatrice di “Transhumanza”, collettivo artistico nato dal desiderio di creare una connessione tra la ricerca artistica contemporanea e le zone rurali della Sardegna. IL LAVORO La giovane fotografa, come i suoi tre colleghi, ha trascorso alcune settimane dell’estate, oramai giunta quasi al termine, in uno dei quattro paesi del Consorzio Due Giare, che quest’anno hanno aderito all’iniziativa. Sechi ha lavorato a Gonnosnò e ha spiegato: «Sono arrivata una mattina di fine giugno. Erano i giorni del solstizio, in cui il primo sole estivo disegnava le strade con luce calda e brillante. Nel periodo trascorso in residenza ho esplorato il territorio facendomi guidare da ciò che catturava il mio sguardo: dal piacere di errare, alla deriva, immersa tra i segni del passato e del presente, alla ricerca di piccole epifanie del quotid ...

La bellezza e il fascino di Capo Pecora immortalati negli scatti di Beppe Fumagalli

di Gianni Vacca _________________ Giungere a Capo Pecora da Scivu è come giungere in una valle selvaggia e dal fascino particolare disseminata da grossi massi granitici dove a una più attenta e ravvicinata visione si possono scorgere figure nelle quali, frutto della nostra fantasia, potremmo scorgere qualsiasi immagine. Queste immagini immortalate con scatti in bianco e nero dal fotografo giornalista bergamasco Beppe Fumagalli sono ora esposte presso il  Centro Fotografico di Cagliari dal 2 al 23 settembre in una mostra fotografica dal titolo emblematico “Nuda e viva”, esposizione prodotta da Cristian Castelnuovo e curata da Roberta Vanali. L’esposizione è il racconto in bianco e nero di un cammino visionario attraverso una delle zone più inaccessibili e sconosciuta della costa sarda. “Uno spazio magico, tra Capo Pecora e Scivu, dove la nuda roccia sembra animarsi, assumendo le più sorprendenti sembianze del mondo vivente". Dice l’artista: “Mi sono auto-esiliato in Sardegna. E non credo che la gente vicino a me fosse contenta. Venivo da Bergamo, citta simbolo del Covid, e ho dovuto abituarmi a stare per i fatti miei…” E’ l’origine del dramma che racconta la bellezza di una terra senza tempo così bene immortalate da Beppe Fumagalli. [caption id="attachment_90281" align="alignnone" width="1600"] Beppe Fumagalli in compagnia dell'Assessore alla Cultura Alessandra Peddis durante il vernissage[/caption] La mostra è arricchita da una scheda con una mappa e cenni sulla conformazione geologica della zona dell’arburese, territorio sul quale Capo Pecora ricade, e sull’azione di modellazione degli agenti naturali sulle rocce.  “Frequento la Sardegna dal 1970. Sono arrivato la prima volta che ero bambino e da allora non ho mai smesso di amarla”. La mostra sarà aperta dal 2 al 23 settembre il mercoledì, giovedì e venerdì dalle 18.30 alle 20.00. Tutti i giorni feriali su appuntamento chiamando il 3475059397. Il vernissage, presente l’Assessore alla Cultura del Comune di Arbus Alessandra Peddis e alla presenza di un numeroso pubblico e di diversi critici dell’arte fotografica, è avvenuto giovedì 2 settembre dalle ore 18.30 alle 21.30. Alla mostra fotografica “Nuda e viva” hanno collaborato a vario titolo il Comune di Arbus, la Fondazione  Cammino Minerario di Santa Barbara, Castia, Olympus e Berné.   ...

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