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San Gavino, l’ultima giornata del festival inizierà con il ricordo dello scrittore Sergio Atzeni
Domani gli ultimi appuntamenti della quarta edizione del Festival letterario del Monreale. A partire dalle 9.30, si avvicenderanno sul palco Giovanni Manca, Daniele Mocci, Roberto Delogu, Cecilia Parodi, Paola Musa, Francesco Abate, che nell’evento pomeridiano sarà in compagnia di Cristian Urru, Gianluca Morozzi, Gabriella Genisi, e Savina Dolores Massa. IL PROGRAMMA DELL’ULTIMA GIORNATA Domani 12 settembre alle 9.30, presso il Barket Caffè, Giovanni Manca presenta il suo saggio Sergio Atzeni, i quattro passi prima dell’addio. Dialoga con l’autore Rossana Copez. L’evento è realizzato in collaborazione con il Festival Dialoghi di carta di Sardara. Sempre a partire dalle 9.30, Romano De Marco curerà il laboratorio “Regole di sopravvivenza per scrittori esordienti” (2 ore). [caption id="attachment_61646" align="alignleft" width="296"] Daniele Mocci[/caption] Alle 10.30 si prosegue nella Casa Mereu con Daniele Mocci che presenta il suo romanzo La memoria delle forbici con Alessandra Mocci e Francesca Spanu. Alle 11.30, Roberto Delogu presenta Blackout con Massimiliano Podda. Alle 16.30, nella Casa Mereu, Paola Musa e Cecilia Parodi presentano i loro rispettivi romanzi Nessuno sotto il letto e La luce bianca del mattino. Conduce l’evento Sara Bilotti. Alle 17.30, un evento in lingua sarda: Cristian Urru e Francesco Abate presentano Òja, o ma’, traduzione in lingua sarda del romanzo Mia madre e altre catastrofi di Francesco Abate. Moderano Daniele Mocci e Andrea Pau. [caption id="attachment_90604" align="alignleft" width="280"] Gianluca Morozzi[/caption] [caption id="attachment_90605" align="alignleft" width="281"] Gabriella Genisi[/caption] Alle 19, Gianluca Morozzi e Gabriella Genisi presentano i loro rispettivi romanzi Prisma e La regola di Santa Croce. Dialogano con gli autori Romano De Marco e Antonio Lanzetta. Alle 20.30, in piazza Marconi, il reading poetico di Savina Dolores Massa basato sulla silloge E adesso chiediti perché sei rimasta sola, con l’accompagnamento musicale della pianista Liliya Akhmetzyanova. La terza edizione del Festival Letterario del Monreale si chiuderà sempre in piazza Marconi, dalle 21.30, con Francesco Abate e il suo romanzo I delitti della salina. Dialogano con l’autore Giorgio Pia e Francesca Spanu. ...
Leggi di piùPasseggiando per Villacidro
di Mauro Marino _______________________________ Sono ormai quasi trent’anni che frequento Villacidro e in questi anni ho notato un grande cambiamento. Mi sono sposato con una villacidrese doc e quindi ho diverse occasioni durante l’anno per venire in questa città. Prima di allora non conoscevo la Sardegna se non per sentito dire o vedendo qualche servizio in TV che magnificava quest’isola. Tutto assolutamente verissimo ma io non la conosco ormai solo da turista ma la sto imparando a conoscere in maniera diversa. Come esiste il mal d’Africa io posso dire di avere il mal di Sardegna, la amo profondamente e in certe azioni dei sardi che salvaguardano la loro splendida isola mi ci ritrovo anch’io. Mi fa molto male, per esempio, quando vedo turisti del continente che raccolgono conchiglie e addirittura riempiono bottiglie di sabbia per portarsele via e magari metterle in bella mostra nei loro soggiorni o sulle loro scrivanie in ufficio, trofei da far vedere e che distruggono l’ecosistema. Più di qualche volta mi sono trovato a discutere con questo tipo di persone e loro sul momento perché colti in fragrante lasciano perdere questi comportamenti illeciti, poi magari, quando non c’è nessuno compiono il furto (perché di questo si tratta). Ma proprio per questo mio attaccamento all’isola sono rimasto un po’ deluso dal cambiamento in negativo che ha avuto Villacidro in questi ultimi trent’anni. Le prime volte che venivo ero rimasto molto ben impressionato dalla vivacità della cittadina che univa il noto aspetto agreste a un aspetto “di città”. Il grattacielo che è posizionato al centro della città, per esempio, anche se assolutamente discontinuo rispetto al tipo di costruzioni esistenti e che ormai secondo gli ultimi dettami dell’architettura metropolitana non è più attuale faceva capire che non molti anni prima esisteva un tessuto cittadino molto “continentale”. La stessa Standa posizionata al piano terra dello stesso grattacielo era una prerogativa che molte città più ben più numerose non possedevano. Teniamo presente che trenta anni fa i centri commerciali non esistevano e un grande magazzino come quello era un sogno per un agglomerato di circa 14.000 abitanti. Altro aspetto che mi aveva sorpreso era la presenza di molti istituti di credito anche del nord Italia che denotavano un recente passato industriale non di poco conto. Le ormai chiuse Snia Viscosa, Scaini e Keller anche se viziate da investimenti coperti da finanziamenti pubblici denotavano una presenza importante di persone nel territorio. [caption id="attachment_90506" align="alignleft" width="796"] Stabilimento della Scaini[/caption] Anche la stessa zona industriale per una piccola città era molto attiva. La crisi poi che a cavallo dell’anno duemila ha investito l’Italia e ovviamente la Sardegna si è ripercossa su Villacidro che ha progressivamente perso anche quel piccolo commercio e quelle piccole realtà industriali che adesso l’anno ...
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