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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Invidia e social network

di Alice Bandino* ___________________________ Oggi parleremo dei dati di una interessante ricerca della University of Missouri, sulla correlazione tra l’utilizzo disfunzionale di Fb, l’ invidia e il rischio di sviluppare molteplici forme di depressione; ricerca presentata qualche anno, ma ancora attuale e  fenomeno socialmente osservabile in questo periodo pandemico, dove influencer più o meno famosi affrontano crisi e restrizioni attraverso l’esibizione di vite dorate e felici, strumento utile per alleggerire anche mentalmente le persone comuni dai problemi quotidiani, spesso però fonte di invidia e disagio per chi non sta bene nella propria pelle, non ha  un livello sufficiente di autostima e non riesce a distinguere l’intrattenimento social dalla realtà. Facebook nel periodo della ricerca era il Social più utilizzato, ma questa correlazione possiamo trovarla ancora oggi, in tutti i Social dove è possibile condividere video, foto e post: l’insieme di immagini e musiche, emozioni, parole, location da sogno e bellezza possono suscitare emozioni forti e opposte da utente a utente, ma l’invidia è l’emozione discriminante e determinante per capire le reazioni al vetriolo che spesso gli utenti condividono nei post altrui, commenti eccessivamente intolleranti e violenti, spropositati per chi riesce a osservare le altrui realtà con empatia e non invidia; invidia spesso incontenibile che sfocia in critiche e accuse varie, anche quando il messaggio finale del post è attirare attenzione su problematiche sociali importanti; l’invidia è cieca e va oltre le buone intenzioni del mittente che viene visto come speculatore su temi tristi e finalizzati a raccolte fondi, senza riuscire a capire l’importanza per molte cause ad alto impatto sociale, di trovare testimonial che attirino le fasce d’età interessate alla problematica, interpretandone stili e linguaggi per raggiungere l’obiettivo programmato. Centinaia di milioni di persone interagiscono coi Social quotidianamente e quotidianamente la salute mentale di ogni utente entra in contatto con quella degli altri utenti e le loro emozioni si trovano a convivere interconnesse. Tra i ricercatori dello studio pubblicato (svolto su oltre 700 studenti universitari e pubblicato su Computers in Human Behavior) vi èMargaret Duffy, professoressa e presidente di comunicazione strategica presso la MU School of Journalism, che afferma “[…]Facebook può essere un'attività divertente e salutare se gli utenti sfruttano i Social per rimanere in contatto con familiari e vecchi amici e per condividere aspetti interessanti, divertenti e importanti della loro vita. Tuttavia, se Facebook viene utilizzato per vedere quanto sta bene finanziariamente un conoscente o quanto è felice un vecchio amico nella sua relazione di coppia (cose che causano invidia tra gli utenti), per loro l'uso del Social può portare a sentimenti di depressione". Dalle risposte che i giovani utenti di Facebook hanno fo ...

Cagliari, la Confesercenti organizza un convegno sulla liberalizzazione del commercio

Domani, venerdì 24 settembre, alle 10 nel Thotel a Cagliari, si terrà il convegno organizzato da Confesercenti Sardegna dal titolo “La liberalizzazione tra mito e realtà Idee e proposte per la ripartenza nella regolazione del commercio.” L’incontro mira a rilanciare e attualizzare il dibattito sull'argomento, con il fine dichiarato di avviare un'interlocuzione e un confronto con le amministrazioni, le comunità e gli operatori economici del territorio, per la messa a punto di "risposte" regolative corrette, efficaci e adeguate ai problemi. Il dibattito partirà dall'analisi di alcuni innovativi studi in tema di “desertificazione” del tessuto commerciale delle città, nonché di recenti iniziative legislative (nazionali e regionali), protocolli e progetti locali di riqualificazione e rigenerazione urbana. ...

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