Da più di tre anni i pazienti del Medio Campidano devono andare in trasferta per gli interventi di oculistica e in particolare per quelli di cataratta che interessano quasi sempre le persone anziane e in particolare quelle che hanno più di 70 anni. Un disagio fortissimo anche perché le liste d’attesa sono lunghissime, ma ora finalmente si prospetta la ripresa del servizio che si svolgeva all’interno dell’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino. [caption id="attachment_90969" align="alignleft" width="433"]
Sergio Pili, direttore dell'ospedale[/caption]
Lo annuncia Sergio Pili, direttore sanitario del nosocomio: «L’Ats Sardegna ha fatto una gara d’appalto per diversi ospedali che ci permetterà di acquisire le attrezzature necessarie che saranno collocate nelle sale operatorie dell’ospedale. Inoltre abbiamo già firmato la convenzione con l’azienda ospedaliera universitaria di Cagliari che permetterà l’arrivo di un oculista chirurgo per tutti gli interventi connessi alle patologie dell’occhio e di cataratta in particolare. A questo si aggiungeranno altri due medici: uno ora in formazione al “Brotzu” di Cagliari e un altro che sarà assunto dalle graduatorie del policlinico di Monserrato. In questo modo gli interventi potranno finalmente riprendere tra fine ottobre e novembre. Insieme ai chirurghi ci saranno nell’équipe operatoria anche gli oculisti già presenti in ospedale e quelli dei poliambulatori».
La ripresa del servizio è molto attesa dalla popolazione anziana e prima dell’interruzione in ospedale si svolgevano circa 600 interventi rivolti a persone che per età avevano difficoltà di spostamento (spesso insuperabili) per recarsi nei più lontani ospedali. Il tutto in un territorio come il Medio Campidano dove gli ultra-65enni sono il 24% (23mila i residenti) e la sola cataratta colpisce ogni anno una persona su quattro dopo i 70. E secondo i dati della Assl di Sanluri ogni anno sono circa 3mila le richieste di prestazioni di chirurgia oculistica.
Già prima del periodo Covid-19 nella Asl del Medio Campidano si contavano liste d’attesa lunghissime (anche di 10-12 mesi) per un semplice intervento di cataratta e ora i pazienti anziani sono costretti a non pochi disagi come rimarca Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl: «Le liste d’attesa sono chilometriche e i pazienti anziani da anni devono subire il disagio di una trasferta in altri ospedali più lontani. Auspichiamo una veloce ripresa di questo servizio non mette a rischio la vita delle persona, ma la sanità non serve solo quando si è a rischio di morte». Sulla stessa linea Gabriele Virdis della segreteria della Cgil Sardegna Sud Occidentale. «Con l’invecchiamento della popolazione l’intervento alla cataratta è uno dei più richiesti. Con l’avvento del Covid-19 diventa difficile curarsi per tante altre patologie e spesso a farne le spese sono proprio i pazienti più fragili come quelli oncologici e le persone che hanno più patologie».
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