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La stazione in cui non passa più il treno

di Lorenzo Argiolas _____________________________ La vecchia stazione ferroviaria di San Gavino, in Piazza Cesare Battisti, è una ferita ancora aperta nel cuore di tanti Sangavinesi, ma può essere considerato anche un monumento all’abbandono, al degrado e non solo. Inutile ripercorrere la storia di quell’immobile, e del relativo tracciato ferroviario di circa 6 km, attivo dal 1871 al 2007. È proprio il 2007 la data cruciale, ovvero quando la stazione ferroviaria viene spostata dal cuore pulsante sangavinese. Sono passati quattordici anni da allora e la situazione, sotto gli occhi di tutti, è peggiorata. È cambiato tutto, e non per il verso giusto. Per anni l’Amministrazione Comunale e Rete Ferroviaria Italiana, la società pubblica che gestisce le infrastrutture ferroviarie, hanno cercato di dialogare, non sempre in maniera producente. Nel luglio 2017 la svolta, il Sindaco Tomasi raggiunge l’accordo con RFI per un comodato d’uso gratuito di soli 5 anni. Per non dilungarmi invito alla lettura della delibera del Consiglio Comunale 49 del 19 luglio 2017 che offre tanti spunti interessanti, provenienti sia dai banchi della minoranza che da quelli della maggioranza. Oltre un anno dopo, nel novembre 2018, il Consiglio discute la modifica del contratto di comodato d’uso, esteso stavolta a 15 anni, fino al 2032. Di per sé pare una conquista, ma anche in quel caso le argomentazioni sulla buona volontà di RFI sono deboli e le garanzie sul ritorno degli investimenti che il comune dovrà fare per recuperare lo stabile (che nel mentre giaceva nell’incuria) sono pressoché nulle. Nell’ottobre 2019 la nuova Giunta Comunale, nata dalle ultime elezioni, approva il progetto di ristrutturazione del caseggiato della vecchia stazione, prevista una spesa di 559 mila euro. Il caseggiato è ancora un cantiere, ma i soldi sono esauriti, i lavori ripartiranno nel 2022, forse anche più tardi. La spesa è ingente e credo non sia il caso di farne una logica aziendale relativa al recupero dell’investimento fatto, che chiaramente è un’argomentazione molto concreta e rende palese come si stiano facendo gli interessi di RFI piuttosto che dei sangavinesi. Ma mi preoccupa molto la pianificazione di quell’angolo del paese. Nella vecchia stazione andrà la sede dell’Unione dei Comuni del Campidano, ma ricordo anche che nei consigli della passata legislatura si parlò di laboratori partecipati, di coinvolgimento attivo della popolazione. La minoranza del 2018, come quella attuale, più volte ha chiesto informative e portato avanti proposte (come lo spostamento del mercatino in quell’area) mai prese in considerazione, ovviamente. In ultimo, ma non per importanza, ci sarebbe da capire a che punto sono i lavori per la sistemazione dell’area in cui vi era il vecchio distributore e che fine ha fatto il progetto, approvato nel 2018, della nuova Piazza Cesare Battisti, un intervento per cui sono già stati impegnati 368mila euro circa. Occorrono az ...

Siris, Pedras et Sonus: il trio di Dario Cecchini, Roberto De Nittis e Nanni Gaias, protagonista sabato 21 agosto

Proseguono tra Parte Montis e Marmilla gli appuntamenti della quarta edizione di Pedras et Sonus, il festival itinerante organizzato dall’omonima associazione con la direzione artistica della musicista mogorese Zoe Pia. [caption id="attachment_89753" align="alignleft" width="413"] Maria Grazia Campus[/caption] Nella mattina di domani (sabato 21 agosto) la manifestazione farà tappa a Pau (Or), per un imperdibile incontro organizzato in collaborazione con il Museo dell’Ossidiana: alle 11 a tenere banco sarà la passeggiata nel Sentiero Nero dell’ossidiana (appuntamento riservato ai visitatori del museo) accompagnata dalle circle songs della cantante naturopata Maria Grazia Campus, con il prezioso contributo dell’archeologa Giulia Balzano, che guiderà i partecipanti lungo il percorso. [caption id="attachment_89755" align="alignleft" width="279"] Nanni Gaias[/caption] La sera, poi, sarà ancora la musica la grande protagonista del festival, a Siris (a una quindicina di chilometri da Pau), per una prima assoluta che vedrà esibirsi sul palcoscenico allestito nella piazza delle Botteghe Artigiane (alle 21.45) un inedito trio composto dal sassofonista e flautista Dario Cecchini, dal pianista e compositore Roberto De Nittis (in questa occasione al Feder Rhodes) e dal giovane talento berchiddese Nanni Gaias alla batteria. Una co-produzione, questa, in cui il festival Pedras et Sonus rafforza la sua collaborazione con il Festival Internazionale Time in Jazz di Berchidda, inaugurandone una nuova con il Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo. A dialogare con gli artisti nello spazio dedicato alle Vetrine Sonore, ci sarà il giovane talento dell’arte grafica mogorese Roberto Pia. Domenica 22 agosto un’altra grande signora del jazz italiano sarà protagonista nel territorio del Parte Montis: alle 21.45 nel suggestivo scorcio naturalistico del bosco del villaggio scomparso di Serzela, gli spazi dell’antica chiesa campestre di San Paolo di Gonnostramatza ospiteranno la cantante Ada Montellanico, accompagnata per l’occasione dal chitarrista Andrea Molinari. ...

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