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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Arbus: Casa Reclusione Is Arenas, trovato in una camera di pernottamento un cellulare

Nella tarda serata del 9 agosto, durante un normale controllo all’interno di una camera di pernottamento dell’istituto penitenziario arburese il personale in servizio ha rinvenuto un telefono cellulare di piccole dimensioni con carica batterie, perfettamente funzionante. «Continua incessante l’attività degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, quotidianamente impegnati nel contrasto alla introduzione e alla detenzione di droga e telefoni cellulari nelle carceri del Paese», afferma Sandro Atzeni, coordinatore regionale della F.P. Cgil Polizia Penitenziaria, «Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria per l’ennesima volta, pur se tra mille criticità operative, con livelli minimi di sicurezza e poche risorse umane, garantiscono ed assicurano la legalità contro il malaffare della criminalità nelle carceri. Nonostante la previsione di reato prevista dal art. 391 ter del Codice penale di recente emanazione per l’ingresso e detenzione illecita di telefonini nei carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi». «Nel provvedimento, voluto dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per contrastare il crescente flusso di telefoni», conclude Sandro Atzeni, «che si tenta di far entrare nelle carceri, viene per la prima volta punito sia chi, dall’esterno, cerca di introdurre un telefono in carcere sia il detenuto che lo detiene. Quest’ultimo caso, finora, era trattato come illecito disciplinare e sanzionato all’interno dell’istituto; da oggi diventa un vero e proprio reato previsto dal nuovo articolo 391-ter del codice penale. Sono in vigore da oggi le norme che prevedono una pena da 1 a 4 anni per chi introduce o detiene telefoni cellulari o dispositivi mobili di comunicazione all’interno di un istituto penitenziario». ...

Reddito di cittadinanza nel Sud Sardegna: la Guardia di Finanza scopre ventuno posizioni irregolari

Nuovo blitz della Guardia di Finanza contro chi percepiva il reddito di cittadinanza senza averne diritto: in Sardegna ventuno posizioni irregolari nel su dell'Isola per un totale di 134mila euro accreditati sul conto senza i requisiti previsti dalla misura. L'operazione delle Fiamme gialle del comando provinciale di Cagliari è scattata in stretta collaborazione con l'Inps. La base di partenza per i controlli è stato lo sviluppo delle diverse informazioni acquisite quotidianamente a seguito sia dell'attività di verifica del territorio sia dei dati provenienti dall'Istituto di previdenza. Nel mirino le autodichiarazioni prodotte dai richiedenti. Gli esiti delle ispezioni hanno consentito la rilevazione di 21 posizioni irregolari a Cagliari, Capoterra, Iglesias, San Gavino Monreale, Carbonia, Muravera, Sant'Antioco, Vallermosa, Barumini, Villacidro, Villasimius, Ballao e Mandas. Nella maggior parte dei casi, 16, chi ha presentato domanda non ha indicato redditi percepiti e disponibilità immobiliari che avrebbero precluso la concessione della misura. In due circostanze il problema era legato alla mancanza del requisito della cittadinanza: bisogna essere residente in Italia da almeno 10 anni e continuativamente negli ultimi due. In tre altre occasioni chi ha fatto domanda ha omesso di indicare gli importi relativi alle vincite derivanti dal gioco on line. Le 21 irregolarità accertate hanno portato alla denuncia dei responsabili alla locale autorità giudiziaria oltre alla segnalazione all'Inps per la sospensione del beneficio e la restituzione delle somme indebitamente percepite: in totale 134.563 euro.   ...

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