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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Villacidro, prima rassegna del libro degli autori locali

di Gian Paolo Marcialis Foto di Gian Paolo Madau ______________________________________________________   Si è tenuta nell’ex Mulino Cadoni un’importante rassegna che vuole essere la prima di altre iniziative legate al mondo dei libri a Villacidro. Quarantuno autori villacidresi hanno presentato una loro opera. Si è trattato, per dirla con un’immagine metaforica, di una semina che si spera dia abbondanti frutti. Il folto numero di scrittori locali è indice sicuramente di un interesse per la scrittura e la cultura: infatti le opere presentate spaziano dalla storia, alla letteratura, dalle tradizioni popolari, agli aspetti religiosi e antropologici a quelli di ricostruzione della memoria storica con documenti fotografici. Come ha sottolineato nel suo intervento Vittorio Monni, dell’Associazione Memoria è Storia, Villacidro ha un ricco patrimonio culturale e letterario che deve essere saputo cogliere e fatto prosperare. Anche i diversi interventi successivi, del sindaco Federico Sollai, dell’assessore alla Cultura Cristian Balloi, e di altri partecipanti, hanno messo in rilievo l’importanza del patrimonio culturale di Villacidro e fatto intravedere gli interessanti sviluppi per cui ci si vuole impegnare, scrittori, amministrazione comunale, associazioni culturali varie, tra cui la Fondazione Dessì (che ha svolto un ruolo importante nella riuscita della manifestazione). Non vanno però trascurate alcune manchevolezze. Nel pubblico che ha assistito alla presentazione della rassegna mancavano del tutto i giovani. Mancata pubblicità dell’evento? Forse. Ma soprattutto la palese dimostrazione di quanto il mondo giovanile appaia distratto e fuorviato da altri interessi che hanno relegato il libro in secondo piano. È a tutti evidente la sempre peggiore situazione in riferimento al livello culturale giovanile. In un mondo dove i cosiddetti social hanno relegato i libri a oggetti superflui, appare chiaro che ci troviamo di fronte a un abbassamento preoccupante di livello culturale giovanile. In un’epoca che ci vede spettatori di avvenimenti globali quasi del tutto inediti (guerre, cambiamenti climatici, desertificazione, povertà in aumento, criminalità imperante ecc.) urge più che mai l’impegno di tutti e di ciascuno. Come scriveva Gramsci “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”. I giovani sono chiamati a un impegno di cui hanno perso le tracce “grazie” a un’educazione sempre meno persuasiva, a una politica globale, nazionale e regionale sempre meno sensibile ai problemi veri del mondo giovanile, a una diffusione incontrollata dei social che finiscono per dominare il cervello pensante. Ben vengano dunque queste iniziative che, se troveranno il supporto dei cittadini, delle istituzioni, delle organizzazioni educative e religiose presenti nel territorio, s ...

Il baratto pace-commercio sognare allevia la sofferenza

di Francesco Diana ______________________________________________   Mentre l’intera popolazione mondiale continua a combattere, unita e con alterna fortuna, una guerra contro un nemico di nome “Coronavirus”, procacciatore di un’infinità di lutti sotto tutte le bandiere, i popoli della terra, non abbastanza soddisfatti, continuano a sovrapporre a questa altre guerre, questa volta convenzionali e cruente, con tanto sangue innocente versato in funzione di una supremazia finalizzata quasi esclusivamente al conseguimento di obiettivi di carattere economico. L’attuale conflitto Russia-Ucraina, uno dei tanti che ha finora prodotto la morte d’innocenti e minaccia di coinvolgere il mondo intero, fonda le proprie radici sempre sull’ostentata supremazia di un popolo nei confronti dell’altro per il conseguimento di obiettivi che, sotto il classico ombrellone storico-politico-culturale, celano in realtà finalità di natura economica. Non a caso l’Europa e i paesi occidentali in genere, decisi a supportare la resistenza ucraina nei confronti dell’invasore senza peraltro prendere parte al conflitto che porterebbe quasi certamente a una catastrofe d’indescrivibili proporzioni, hanno deciso di adottare misure tese a fiaccare l’economia del paese ritenuto invasore: la Russia di Putin. Questa iniziativa ha portato la moneta russa: “il Rublo”, a perdere circa il 50% del suo potere d’acquisto, ma ha scatenato una reazione contraria da parte della Russia stessa che, imponendo il pagamento delle forniture di gas agli Stati importatori, fra cui l’Italia e la Germania in particolare, non più in Euro o Dollari ma in Rubli, ha ottenuto la rivalutazione della propria moneta. Lungi dall’idea di volerci cimentare in un campo che non ci appartiene, ancorché astruso in relazione alle nostre limitatissime competenze, quest’ultimo fatto ci ha comunque suggerito d’intraprendere un percorso a ritroso nella storia dei popoli, per scoprire quale fosse il sistema d’intercambio commerciale adottato dai popoli e la sua evoluzione nel tempo. Lo vogliamo fare nel tentativo, quasi sicuramente vano, di individuare eventuali alternative a questo tira e molla commerciale che danneggia tutti, nella speranza che ciò possa portare a una riappacificazione fra i popoli ora in contrasto. Scopriamo in proposito che le prime società più potenti e organizzate della storia, quali quella egiziana, babilonese, maya e inca, operavano in ambito commerciale senza la valutazione in moneta, proponendo una sorta di baratto, spesso fra prodotti dissimili e squilibrati riguardo al loro valore, che imponeva il ricorso ad altri prodotti per giungere all’effettiva compensazione nel baratto. Questi problemi portarono pian piano le popolazioni dell’epoca a ideare una forma di circolazione monetaria, facendo ricorso a oggetti con caratteristiche determinate e convenzionali, ciascuno dei quali assumeva un preciso valore in regime di scambio con altri prodot ...

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