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Sanluri, sa passillada de santu Antiogu per Monumenti Aperti
Il Comitato Amici di Sant'Antiogu becciu, in occasione della manifestazione "Monumenti Aperti" organizza una passeggiata alla chiesetta campestre di Sant'Antioco, con l'intento di promuovere il sito, il territorio, l'attività sportiva e favorire la socializzazione delle nostre comunità L'adesione è aperta a tutti e si può partecipare a piedi o in bicicletta, da Piazza Castello a Sanluri (ritrovo ore 10, partenza ore 10.30) e da Piazza Costituzione a Villanovaforru (partenza alle 10.30) Importante! Ai partecipanti in bicicletta è fortemente raccomandato di indossare il casco Con un contributo di 5 Euro, si riceverà un buono pasto (da prenotare al momento dell'iscrizione entro venerdì 19 maggio) per il pranzo collettivo nel parco di Sant'Antiogu. Il pomeriggio sarà allietato da momenti musicali e nel corso dell'intera giornata, gli alunni dell'Istituto Comprensivo di Sanluri, guideranno i visitatori alla conoscenza della storia della chiesetta campestre Le iscrizioni si ricevono nelle edicole di Piazza San Pietro e Via Garibaldi a Sanluri e al museo archeologico di Villanovaforru entro venerdì 19 maggio. ...
Leggi di piùSa suppa o tzuppa de entu
di Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi ____________________________ [caption id="attachment_51089" align="alignleft" width="160"] Roberto Loddi[/caption] La zuppa o minestra di vento, sa suppa o tzuppa de entu, è un piatto della memoria, molto antico, che fa parte della cucina povera lussurgese. De entu, perché molto probabilmente, a causa dei pochi ingredienti che la componevano (olio, cipolla, acqua, sale e pane), risultava essere leggera come un alito di vento. Ma l’astuzia aguzza l’ingegno, tanto è vero che sin dai tempi della guerra, per gli abitanti dell’Isola non era facile sbarcare il lunario, in quanto la fame si faceva sentire e le famiglie dovevano ingegnarsi a preparare piatti con i pochi ingredienti che possedevano. Infatti l’approvvigionamento e le risorse disponibili in base alla stagione, erano quelle ricavate dall’orto attiguo all’abitazione, che ogni famiglia disponeva ma, il raccolto non era sempre sufficiente e di conseguenza occorreva trovare alternative. Ben poche erano le famiglie agiate che potevano permettersi di mettere mano al portafoglio per fare la spesa, quindi alla maggior parte della popolazione non rimaneva altro che andare per campi in cerca di erbe e, in base alla stagione raccogliere: cicoria, bietola, eda, tarassaco, gicoia, germogli di papavero, babajou, carciofi selvatici, cuguzzua, ardu leu, cardi selvatci, gureu de sattu, eccetera, funghi, asparagi, castagne, frutta e quant’altro commestibile. Era con tutto questo ben di Dio, donato dalla provvidenza, che insieme agli ortaggi e ai legumi quali fagioli, ceci, cicerchie e fave, mescolati a sugna, cipolle, pane e pomodori che nascevano i piatti più robusti e che le abili mani delle cuoche di casa riuscivano a realizzare. La carne, il formaggio, la pasta, il pane bianco o ingredienti di lusso si consumavano la domenica e per le grandi feste, in compenso si disponeva sempre di vino, saba, mosto d’uva, fichi secchi, pane, aglio, cipolle. Chi aveva il pollaio con le galline e pure dei maiali, oltre alla carne si poteva permette l’uso delle uova giornalmente, i maiali venivano ingrassati con le ghiande, i fichi d’India, gli scarti dell’orto e con i pochi avanzi della cucina. Con la macellazione del maiale, si otteneva il grasso da utilizzare durante l’anno, salsicce, sartizzu, saltizzu, sattizzu, da stagionare, pancetta, guanciale, grandua, lonza, mustela o musteba, tutti prodotti impiegati come moneta di scambio per acquistarne altri. Mentre dagli scarti, si fa per dire: le orecchie, le zampe, la coda e le frattaglie si preparava il banchetto per tutte le persone che avevano collaborato, a conferma del detto che del maiale non si getta via niente. Certo, i tempi da allora sono cambiati, il progresso e gli agi hanno migliorato le abitudini di vita, comprese quelle alimentari. I giovani sono sempre più attratti dal cibo industrializzato e condizionati dai media, si stanno allontanando dal genere culinario tradizionale e di c ...
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